Magistrati contro il governo. E maggioranza e avvocati penalisti contro i magistrati, accusati di voler «andare allo scontro istituzionale» con il Parlamento. Il mondo della giustizia, da tempo diviso sulla riforma che prevede la separazione delle carriere tra funzione giudicante e requirente, adesso si spacca ancora di più. L’Unione delle camere penali contesta la decisione dei giudici di protestare in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in programma venerdì e sabato, e di incrociare le braccia il prossimo 27 febbraio.
Lo sciopero, sostengono gli avvocati, «rischia di compromettere l’immagine stessa della magistratura». Su questa scia anche Mario Scialla, il presidente dell’Organismo congressuale forense, «sorpreso» dalle iniziative adottate dall’Associazione nazionale magistrati soprattutto da quelle che «contrastano con lo spirito della cerimonia e la sacralità» dell’apertura dell’anno giudiziario.
Il centrodestra difende la riforma approvata la scorsa settim…
Magistrati contro il governo. E maggioranza e avvocati penalisti contro i magistrati, accusati di voler «andare allo scontro istituzionale» con il Parlamento. Il mondo della giustizia, da tempo diviso sulla riforma che prevede la separazione delle carriere tra funzione giudicante e requirente, adesso si spacca ancora di più. L’Unione delle camere penali contesta la decisione dei giudici di protestare in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in programma venerdì e sabato, e di incrociare le braccia il prossimo 27 febbraio.
Lo sciopero, sostengono gli avvocati, «rischia di compromettere l’immagine stessa della magistratura». Su questa scia anche Mario Scialla, il presidente dell’Organismo congressuale forense, «sorpreso» dalle iniziative adottate dall’Associazione nazionale magistrati soprattutto da quelle che «contrastano con lo spirito della cerimonia e la sacralità» dell’apertura dell’anno giudiziario.
Il centrodestra difende la riforma approvata la scorsa settimana in prima lettura alla Camera e fa quadrato attorno al ministro della Giustizia Carlo Nordio quando si è raggiunto l’apice dello scontro tra politica e magistratura. «Protestare è legittimo ma non condivido il modo scelto perché un magistrato deve essere sempre al di sopra delle parti», dice il titolare degli Esteri, Antonio Tajani, per il quale la riforma della giustizia «servirà anche a favorire la crescita economica perché certezza del diritto, processi più rapidi e una magistratura meno politicizzata, senza correnti offre maggiori garanzie a chi vuole investire nel nostro paese».
Parole su cui il segretario dell’Anm Salvatore Casciaro decide di intervenire affermando che con questo disegno di legge «non si accorciano di un sol giorno i tempi dei processi». Dunque i toni sono sempre più duri in vista dell’appuntamento di sabato, quando i giudici lasceranno le aule delle corti d’appello non appena prenderà la parola il titolare di via Arenula o un suo rappresentante. Sotto il braccio, come ha deciso ieri il Comitato direttivo, stringeranno una copia della Costituzione, i cui passaggi salienti saranno invece scritti sui cartelli all’esterno delle aule di giustizia. «Non capisco — aggiunge il rappresentante dell’Anm — come il ministro Tajani possa menar vanto dell’eliminazione delle correnti della magistratura che altro non sono che l’espressione del diritto costituzionale di associazione, pilastro d’ogni democrazia liberale». Piuttosto, secondo Casciaro, «la riforma getta le basi per un’interferenza sulle indagini dei pm sgradite alla politica. Questa è l’insidia vera che mi auguro tutti, e anche le camere penali, dovrebbero cogliere».
Ma i penalisti insistono: «Il processo si deve svolgere davanti a un giudice terzo. E terzo è solo quel giudice che non ha alcun vincolo e colleganza con il pubblico ministero». A difendere il provvedimento anche l’ex pm Antonio Di Pietro, secondo il quale «demonizzare la riforma a priori (solo perché lo aveva detto anche Berlusconi) mi pare una forzatura ideologica non corrispondente alla realtà dei fatti».
Nei prossimi giorni il botta e risposta sarà continuo. E questo è solo un assaggio in un clima ormai di grande tensione. Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, sostiene che l’Anm «delegittima la magistratura italiana». E garantisce che la maggioranza «andrà avanti e anche oltre per vere e profonde riforme della giustizia». Il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, afferma che «lo sciopero spiega perfettamente quanto le toghe in Italia siano politicizzate e, per fortuna non tutte ma la maggior parte, orientate a sinistra». E da sinistra Nicola Fratoianni di Avs replica a muso duro: «La separazione delle carriere è semplicemente un modo per colpire l’autonomia dei magistrati e proteggere i potenti». Quindi la battaglia continuerà anche in Parlamento.