Centro, Nardella: “Stimo Ruffini ma no a un federatore che non sia il leader del partito maggiore”
di Giovanna Casadio“Le riunioni a Milano dei cattodem e a Orvieto dei riformisti del Pd sono due tasselli utili, ora lavoriamo sostenendo Elly Schlein per passare dalla critica alla proposta con un cantiere del programma”. Dario Nardella, eurodeputato, ex sindaco di Firenze, lancia l’appello a Schlein. Lui ha organizzato la “maratona delle idee” da oggi a Montecatini per due giorni. Invita a uscire dai politicismi per usare parole “nuove, popolari e vissute” .
Nardella, lei non è andato né a Milano alla convention dei cattodem, né a Orvieto a quella di Libertà eguale con Paolo Gentiloni: è schleiniano di stretta osservanza e lontano da entrambe?
“Ero stato invitato a Milano, ma ero impegnato in Francia in un progetto Unesco e Gentiloni lo incontrerò a Bruxelles a fine mese. Non mi sento quindi lontano da questi mondi e da queste iniziative che sono positive se puntano ad allargare la partecipazione, che è uno dei problemi della politica attuale sia italiana che europea”.
Però è stato un fine settim…
“Le riunioni a Milano dei cattodem e a Orvieto dei riformisti del Pd sono due tasselli utili, ora lavoriamo sostenendo Elly Schlein per passare dalla critica alla proposta con un cantiere del programma”. Dario Nardella, eurodeputato, ex sindaco di Firenze, lancia l’appello a Schlein. Lui ha organizzato la “maratona delle idee” da oggi a Montecatini per due giorni. Invita a uscire dai politicismi per usare parole “nuove, popolari e vissute” .
Nardella, lei non è andato né a Milano alla convention dei cattodem, né a Orvieto a quella di Libertà eguale con Paolo Gentiloni: è schleiniano di stretta osservanza e lontano da entrambe?
“Ero stato invitato a Milano, ma ero impegnato in Francia in un progetto Unesco e Gentiloni lo incontrerò a Bruxelles a fine mese. Non mi sento quindi lontano da questi mondi e da queste iniziative che sono positive se puntano ad allargare la partecipazione, che è uno dei problemi della politica attuale sia italiana che europea”.
Però è stato un fine settimana per il Pd all’insegna di “tutti al centro”, una fronda anti Schlein, non crede?
“Sarebbe un errore. Ma non ho visto l’intenzione di indebolire la segretaria. Il centrosinistra ha bisogno di proposte e idee per conquistare un elettorato moderato o astensionista. Ma bisogna entrare nel merito così da costruire un programma per il Paese alternativo alla destra che appare forte e solida. A Schlein va riconosciuto il merito di avere rafforzato il Pd ed è lei che può fare sintesi. Ha la forza e il titolo per farlo e quindi avviamo insieme la costruzione di un nuovo programma di centrosinistra”.
È un appello il suo?
“È una proposta al Pd: convochiamo un cantiere del programma. Visto che Elly si è affermata come leader del partito più forte del centrosinistra, cosa non scontata due anni fa, penso davvero che abbia tutta la forza per guidare un cantiere del genere. Il limite di tutte queste iniziative è di rappresentare solo un pezzo di un possibile progetto. Non possiamo rimanere fermi alla critica, ma bisogna passare alla proposta affinché gli italiani ci riconoscano come progetto alternativo”.
E lei ha organizzato a Montecatini la “maratona delle idee”, un’altra riunione dem.
“Per noi l’obiettivo è dare linfa e forza al partito che può puntare all’obiettivo del 30%. Lo vogliamo fare a sostegno della leadership della segretaria Schlein, promuovendo un pluralismo reale che è la vera ricchezza di un grande partito. La nostra iniziativa si rivolge soprattutto alla Toscana, avendo al centro i temi del lavoro e dell’economia, problemi cruciali e vero terreno di sfida a Meloni. Il 2025 si annuncia come un anno drammatico per la crisi industriale in atto”.
Quindi lei non tifa per un centrosinistra a guida Ruffini?
“Ho stima di Ruffini, ma non credo all’idea di un federatore che non sia il leader del partito più forte della coalizione”.
Ma serve che il Pd sia più moderato o attrattivo per i moderati?
“Le categorie moderati o massimalisti sono da ceto politico Noi dobbiamo adottare un nuovo e popolare vocabolario della sinistra che parta da parole semplici e vissute, le parole che gli italiani la sera a tavola usano”.