Gasparri e l'elenco dei magistrati nemici del governo: Albano, Musolino, Albamonte, de Raho
di Conchita SanninoNomi e cognomi. All’indice. Magistrati che vengono segnalati, nell’aula del Senato, come nemici del governo e della maggioranza, nonostante alcune di quelle toghe siano già sotto vigilanza o scorta per minacce ricevute. E il ministro Nordio che usa il nome di Di Pietro per sbeffeggiare le opposizioni: “Perché parlate di aggressività nel volere la riforma? È stato il simbolo di Mani Pulite a dichiarare di recente che lui approva la separazione, quindi?”.
Operazione ribaltamento. Cancellare, insieme alla separazione delle carriere, anche la narrazione dei magistrati impegnati. Maurizio Gasparri, senatore FI e vicepresidente di Palazzo Madama, accusa le toghe che sono state più nette nelle dichiarazioni di dissenso rispetto alle scelte del governo come appartenenti a fantomatiche “centrali” della sinistra. Ammesso vi fossero dubbi, è proprio lui a confermare, nel dibattito a Palazzo Madama, l’intento punitivo del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. "Qualche centrale d'or…
Nomi e cognomi. All’indice. Magistrati che vengono segnalati, nell’aula del Senato, come nemici del governo e della maggioranza, nonostante alcune di quelle toghe siano già sotto vigilanza o scorta per minacce ricevute. E il ministro Nordio che usa il nome di Di Pietro per sbeffeggiare le opposizioni: “Perché parlate di aggressività nel volere la riforma? È stato il simbolo di Mani Pulite a dichiarare di recente che lui approva la separazione, quindi?”.
Operazione ribaltamento. Cancellare, insieme alla separazione delle carriere, anche la narrazione dei magistrati impegnati. Maurizio Gasparri, senatore FI e vicepresidente di Palazzo Madama, accusa le toghe che sono state più nette nelle dichiarazioni di dissenso rispetto alle scelte del governo come appartenenti a fantomatiche “centrali” della sinistra. Ammesso vi fossero dubbi, è proprio lui a confermare, nel dibattito a Palazzo Madama, l’intento punitivo del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. "Qualche centrale d'ordine della sinistra è ancora attiva, la riforma dobbiamo farla per questo!". E giù l’attacco a Stefano Musolino, procuratore antimafia a Reggio Calabria; Silvia Albano, giudice della sezione Immigrazione a Roma; Eugenio Albamonte, da poche settimane sostituto procuratore antimafia nella Dn, esperto di cybersicurezza. E, per l’ennesima volta essendo da tempo nel mirino di attacchi da parte del senatore, Federico Cafiero de Raho, oggi deputato M5S ma che nella precedente vita, da pm anticamorra, è stato autore di inchieste che, in via definitiva, hanno scoperto e stroncato i legami mafiosi tra esponenti di spicco di Forza Italia e potenti clan campani.
Il capogruppo FI Gasparri interviene in aula dopo la relazione del ministro Nordio, parlando dell'"uso politico della giustizia, su cui andiamo ancora male", ricorda che “entro l’estate approveremo la riforma”. Poco dopo la senatrice dem Anna Rossomando ribatte a ministro e a Gasparri: “Avete detto che finirete in estate? È una minaccia? E quindi anche in Senato non ci sarà alcuna possibilità di discutere e di emendare? Già avete il primato di una approvazione alla Camera, su un ddl di revisione, in cui un testo esce dalla Camera esattamente com’è entrato: blindato. Una modalità senza precedenti”. Ma è sull’elenco dei cattivi che si appuntano le attenzioni dell’opposizione e della magistratura, mentre le chat delle correnti fibrillano. Gasparri cita: Musolino, che ha osato criticare il ddl Sicurezza e per questo è diventato bersaglio di una richiesta di apertura di pratica di censura (a firma, peraltro, solo di alcuni dei laici di centrodestra) al Consiglio superiore della magistratura, che poi viene sepolta, sempre anche dopo rituale interlocuzione con uffici del Quirinale. Ed ancora: la giudice Albano, che ha avuto la “colpa” di non convalidare i trattenimenti di migranti che erano stati inviati nei centri in Albania; Eugenio Albamonte, che non ha lesinato critiche al disegno del governo sulla giustizia; e de Raho, da anni nel mirino del gotha dei casalesi e della ‘ndrangheta per le sue inchieste. De Raho guidava la Dna ai tempi dell’attività dello 007 Striano, oggi sotto inchiesta per il mega scandalo sui dossieraggi, ma sul cui ruolo l’ex procuratore napoletano ha depositato una lunga memoria – al collega Cantone, procuratore di Perugia, competente per l’intrigata inchiesta - in cui scioglie i nodi e allontana ogni conoscenza e responsabilità su quel versante.
Gasparri ha naturalmente annunciato "l'adesione totale del gruppo di Forza Italia all'azione del governo": per gli azzurri "grande soddisfazione" nell’aver realizzato il sogno berlusconiano della separazione delle carriere, e "soprattutto la riforma del Csm, che è il cuore della riforma". Sarà la spada della destra, per Gasparri, a recidere "la lottizzazione da parte delle correnti, che qualche anno fa ha raggiunto il massimo del degrado".