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Treni, Salvini in aula: “Incendi e guasti dolosi”. Il Pd: “Chieda scusa”

(lapresse)

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Il vicepremier alla Camera insiste sulla pista dei sabotaggi e rivendica l’ammodernamento della rete ferroviaria. Avs e M5S: “Si dimetta”
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Roma — Si presenta in Parlamento per evocare «il complotto» contro di lui ed elenca presunti «sabotaggi» che avrebbero causato il caos nelle stazioni ferroviarie di mezza Italia nelle scorse settimane. Una mossa che da un lato non riesce a evitare la richiesta reiterata di dimissioni da parte delle opposizioni, e dall’altro provoca la reazione dei sindacati che smentiscono alcuni di questi «sabotaggi».

Matteo Salvini, che mercoledì scorso non aveva partecipato al question time dopo i due giorni neri dei treni tra le stazioni di Milano e Roma, arriva alla Camera per «comunicazioni urgenti sullo stato dei trasporti». Non parla però dei costanti ritardi delle linee, bensì di una presunta strategia contro di lui, il governo e le Ferrovie: «Ho chiesto di intervenire in aula per una situazione che definisco preoccupante», dice. Ma prima di elencare i presunti «episodi» della strategia del caos ferroviario, si leva qualche sassolino dalla scarpa dopo che l’ex premier Matteo Renzi ne ha chies…

Roma — Si presenta in Parlamento per evocare «il complotto» contro di lui ed elenca presunti «sabotaggi» che avrebbero causato il caos nelle stazioni ferroviarie di mezza Italia nelle scorse settimane. Una mossa che da un lato non riesce a evitare la richiesta reiterata di dimissioni da parte delle opposizioni, e dall’altro provoca la reazione dei sindacati che smentiscono alcuni di questi «sabotaggi».

Matteo Salvini, che mercoledì scorso non aveva partecipato al question time dopo i due giorni neri dei treni tra le stazioni di Milano e Roma, arriva alla Camera per «comunicazioni urgenti sullo stato dei trasporti». Non parla però dei costanti ritardi delle linee, bensì di una presunta strategia contro di lui, il governo e le Ferrovie: «Ho chiesto di intervenire in aula per una situazione che definisco preoccupante», dice. Ma prima di elencare i presunti «episodi» della strategia del caos ferroviario, si leva qualche sassolino dalla scarpa dopo che l’ex premier Matteo Renzi ne ha chiesto le dimissioni definendolo «buffone» proprio per la teoria del complotto anticipata già nei giorni scorsi sui social: «Nel 2014 anche un premier disse che era in atto un sabotaggio proprio sui trasporti ferroviari — dice Salvini — e adesso ci troviamo a troppi episodi di incendi e guasti e a una situazione analoga».

Poi elenca una serie di «attacchi»: i veicoli incendiati in un deposito Italfer, «azione rivendicata su alcuni blog di frange anarcoinsurrezionaliste». I pantografi di due treni veloci, un Frecciarossa e un Italo, andati in tilt a Milano «e poco prima un uomo era stato ripreso mentre attraversava i binari». E, ancora, il recente episodio di Padova, dove «qualcuno ha tirato sulla linea elettrica una catena da bici», e le tentate manomissioni alle centraline della stazioni Valdarno e Roma Aurelia.

Mentre parla il ministro, i sindacati già smentiscono alcune versioni su possibili «sabotaggi». A esempio sui pantografi andati in tilt a Milano, per Filt Cgil e Orsa si tratterebbe di «guasti già visti e con diversi episodi passati e che si sono ripetuti anche dopo nella stessa linea».

Ma il ministro non ha dubbi, invece, e concludendo l’intervento elenca quindi i suoi «successi»: «Il 2024 appena concluso è stato un anno importante — dice — 1.200 cantieri aperti e 10 miliardi di investimenti, e mai cosi tanti treni in circolazione».

E i ritardi che affliggono i pendolari? «Non intendo tacere sui ritardi — dice concludendo — ma il 75 per cento dei treni veloci è puntuale: negli ultimi anni i risultati peggiori in termini di puntualità si riferiscono al 2018 con ministri dei Trasporti di Pd e 5 stelle. Ultime riflessioni, abbiamo avuto lo scorso anno 626 scioperi». E infine alle opposizioni: «Come dimostra il processo Open Arms ho le spalle larghe, vado avanti».

Ad ascoltarlo nei banchi del governo solo ministri della Lega: «L’hanno abbandonato pure i suoi colleghi», dice il deputato di Italia viva Davide Faraone. «Cerca solo alibi per scaricare ancora una volta la responsabilità: dopo il chiodo, la catena della bici, ora arrivano i sabotaggi», dice Elly Schlein, segretaria dei dem. «Si assuma le responsabilità e chieda scusa, lei si deve dimettere e deve rispettare il Parlamento», aggiungono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. «Salvini anziché fare il ministro dei Trasporti ha preferito occuparsi di migranti o nutrire il gigantismo del suo ego con il Ponte sullo Stretto», dice il deputato del Movimento 5 stelle Antonino Ilaria.

Nessun leader del centrodestra interviene invece in aula per difenderlo. Solo Maurizio Lupi di Noi Moderati: «Quello che sta accadendo non va sottovalutato».

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