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Lectio doctoralis di Mattarella: “Solo con Ue unita un futuro di pace e di diffuso benessere”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Messina 

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Al capo dello Stato il conferimento del dottorato in Scienze delle pubbliche amministrazioni all’università di Messina
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Solo l’Europa ci salverà “perché gli Stati europei singolarmente non sono in grado di fornire risposte adeguate alle sfide del presente”. Ma deve rimanere unita, nella consapevolezza della sua forza e della sua identità peculiare, “soltanto uniti i paesi membri potranno continuare ad assicurare ai loro cittadini, come avviene da settant’anni, un futuro di pace e di diffuso benessere”.

Non c’è altra via, mentre le democrazie si disgregano, Trump minaccia di disegnare un nuovo mondo (e di uscire dall’Oms), facendo a pezzi il multilateralismo. In questo contesto il nostro destino è l’Europa, che ci dà solo vantaggi. Chi contesta questa visione non ha capito che “i Paesi dell’Unione si dividono in due categorie: i Paesi piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di essere piccoli anch’essi”.

Si può riassumere così il lungo discorso pronunciato oggi al Teatro Vittorio Emanuele di Messina dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una lectio doctoralis pronunciata in seguito al …

Solo l’Europa ci salverà “perché gli Stati europei singolarmente non sono in grado di fornire risposte adeguate alle sfide del presente”. Ma deve rimanere unita, nella consapevolezza della sua forza e della sua identità peculiare, “soltanto uniti i paesi membri potranno continuare ad assicurare ai loro cittadini, come avviene da settant’anni, un futuro di pace e di diffuso benessere”.

Non c’è altra via, mentre le democrazie si disgregano, Trump minaccia di disegnare un nuovo mondo (e di uscire dall’Oms), facendo a pezzi il multilateralismo. In questo contesto il nostro destino è l’Europa, che ci dà solo vantaggi. Chi contesta questa visione non ha capito che “i Paesi dell’Unione si dividono in due categorie: i Paesi piccoli e quelli che non hanno ancora compreso di essere piccoli anch’essi”.

Si può riassumere così il lungo discorso pronunciato oggi al Teatro Vittorio Emanuele di Messina dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una lectio doctoralis pronunciata in seguito al conferimento del dottorato in Scienze della pubblica amministrazione conferitogli dalla locale università.

Dice Mattarella: “Quanto sta avvenendo a livello internazionale, dove prevalgono dinamiche fortemente conflittuali e perfino distruttive, fa emergere, per contrasto, la decisiva importanza della comunanza di valori e principi che rendono gli Stati europei naturalmente vicini e necessariamente solidali nell’affermare i valori di una democrazia, dignità umana, libertà, equità sociale, pace”.

Quindi elenca i vantaggi che ne derivano per noi cittadini europei: grazie alla Ue abbiamo avuto rapidamente i vaccini durante il Covid, i nostri figli vanno in Erasmus, i finanziamenti più cospicui agli atenei arrivano da Bruxelles, siamo più sicuri della nostra alimentazione “perché l’Unione impone standard rigorosi di sicurezza alimentare e si preoccupa di assicurare controlli diffusi ed efficaci. Ci sentiamo sicuri anche per quanto riguarda i farmaci e la loro sperimentazione in virtù del coordinamento tra le agenzie del farmaco dei diversi Stati dell’Unione”. Anche i nostri voli sono sicuri, “per via delle regole imposte dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea, possiamo viaggiare senza passaporto e senza costi aggiuntivi per telefonare”. Per non parlare del Next Generation Ue.

I limiti dell’Unione tuttavia non vanno ignorati, le sue lentezze rimosse, bisogna operare “agendo con sempre maggiore efficacia per migliorare il funzionamento delle istituzioni”. Il limite più grande è che “l’attuale assetto dell’amministrazione sconta uno spazio politico effettivamente integrato, troppo spesso di considera la Ue come un soggetto estraneo agli Stati membri”.

Ma non c’è davanti a noi altra strada. Soprattutto “il cambiamento climatico, la crisi energetica, i movimenti migratori, la carenza di materie prime essenziali per lo sviluppo tecnologico, la transizione digitale, la difesa, la cybersicurezza non sono problemi risolvibili autonomamente dagli Stati nazionali ma richiedono interazione tra parlamenti, esecutivi e amministrazioni nazionali, europee, e se, possibile, sovranazionali”.

Sovranazionali è la parola chiave. E consapevolezza di sé. E pace: questo era il fine di trattati istitutivi della comunità europea. Solo così difenderemo i nostri valori, rispondendo nel contempo alle sfide della globalizzazione”. Europa se ci sei batti un colpo è il messaggio che arriva da Messina.

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