Autonomia, Toccalini: “Modifiche al testo da fare in fretta. Ora riaprire i tavoli con le regioni”
di Antonio Fraschilla«Adesso subito la ripresa dei tavoli ministeriali per la devoluzione delle competenze delle regioni che hanno già avviato il percorso dell’autonomia. E presto un vertice di maggioranza per andare in Parlamento e approvare le modifiche alla legge Calderoli chieste dalla Corte costituzionale». Luca Toccalini, braccio destro di Matteo Salvini e componente della segreteria nazionale della Lega, è certo che «gli alleati non si metteranno di traverso».
Onorevole Toccalini, ma davvero lo stop al referendum rimette in piedi la riforma dell’autonomia impallinata dalla stessa Corte costituzionale?
«Certo e le dico di più: era evidente il mancato fondamento del quesito referendario lanciato dal centrosinistra perché era palese la correttezza della legge Calderoli che avviava un percorso previsto dall’articolo 116 della Costituzione. Insomma non aveva alcun senso chiedere l’incostituzionalità dell’impianto complessivo della norma, che infatti è corretta».
Cosa chiederà adesso la Lega al govern…
«Adesso subito la ripresa dei tavoli ministeriali per la devoluzione delle competenze delle regioni che hanno già avviato il percorso dell’autonomia. E presto un vertice di maggioranza per andare in Parlamento e approvare le modifiche alla legge Calderoli chieste dalla Corte costituzionale». Luca Toccalini, braccio destro di Matteo Salvini e componente della segreteria nazionale della Lega, è certo che «gli alleati non si metteranno di traverso».
Onorevole Toccalini, ma davvero lo stop al referendum rimette in piedi la riforma dell’autonomia impallinata dalla stessa Corte costituzionale?
«Certo e le dico di più: era evidente il mancato fondamento del quesito referendario lanciato dal centrosinistra perché era palese la correttezza della legge Calderoli che avviava un percorso previsto dall’articolo 116 della Costituzione. Insomma non aveva alcun senso chiedere l’incostituzionalità dell’impianto complessivo della norma, che infatti è corretta».
Cosa chiederà adesso la Lega al governo innanzitutto?
«Come ha detto chiaramente anche il nostro ministro Calderoli, si devono riprendere i tavoli di concertazione con le regioni che hanno già fatto richiesta di avere le competenze sulle materie non Lep, non legate cioè ai Livelli essenziali delle prestazioni. Questo è il primo passo che chiediamo».
E il secondo?
«Bisogna al più presto tornare in Parlamento per fare le modifiche che ha chiesto la Corte costituzionale. Sempre il nostro ministro Calderoli ha detto che chiederà una accelerazione in questo senso perché le modifiche non possono certo richiedere il tempo che abbiamo impiegato per approvare il testo generale: un testo che la Corte costituzionale nella sua impalcatura considera legittimo. Insomma, tempi brevi: questo deve essere chiaro».
Ma gli alleati non sembrano pensarla allo stesso modo. Il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha detto che occorre un esame approfondito del tema per fare le modifiche ed evitare che alcuni cittadini abbiano più diritti degli altri.
«Guardi, penso che si faranno le giuste riflessioni, anzi ne sono certo, ma nell’arco di poco tempo. Sono convinto che le forze di maggioranza tutte continueranno a lavorare per concludere il percorso che abbiamo intrapreso. Hanno votato la riforma anche loro ed è tutto nel programma elettorale del centrodestra».
Fratelli d’Italia però sembra aver mollato sulla possibilità di votare la riforma del premierato entro questa legislatura. Secondo lei questo rallenterà anche l’autonomia?
«No, non è così. Sono due leggi e due riforme del tutto diverse e non legate. Tra l’altro sull’autonomia siamo molto avanti, anzi siamo vicini a una conclusione storica per il Paese».
Ma cosa risponde a chi sostiene che rischia di dividere il Paese?
«Io sono lombardo e per la Lombardia l’autonomia è un traguardo ambito da decenni. Ma di questa riforma andranno a beneficiare tutte le regioni e non c’è, né ci sarà, alcuna spaccatura tra Nord e Sud. Questa è stata una narrazione portata avanti dall’opposizione, che invece ha fatto una pessima figura facendosi bocciare il referendum popolare. La Corte in realtà con la decisione dei giorni scorsi ha messo la parola fine su questo argomento: l’autonomia è prevista dalla Costituzione».