Il procuratore di Bari, Rossi: “Gli insulti di Nordio screditano tutta la magistratura”
di Conchita SanninoROMA — «Ho appena letto. Guardi, è sconcertante...».
Procuratore Rossi, il ministro della Giustizia vi bolla come “superpoliziotti senza controllo”, autori di “clonazioni di fascicoli”, di “indagini eterne e occulte”. Cosa combinate come pubblici ministeri?
«Siamo tutti molto stupiti. Le accuse e gli insulti lanciati dal ministro Nordio sono espressione di una grave insofferenza verso le istituzioni». Roberto Rossi, 62 anni, già togato del Csm, proveniente dalle fila della corrente progressista di Area, è da oltre tre anni il procuratore di Bari. E aveva già espresso un netto dissenso contro i progetti del Guardasigilli: dalla cancellazione dell’abuso d’ufficio al freno sulle intercettazioni. «Se il ministro ritiene che i pm vanno contro la legge, allora eserciti l’azione disciplinare, ma non getti discredito su tutte le toghe».
Il governo punta a picconare la residua fiducia nella giustizia?
«Continua delegittimazione, costante conflittualità, questi sono i fatti. Mentre da un mini…
ROMA — «Ho appena letto. Guardi, è sconcertante...».
Procuratore Rossi, il ministro della Giustizia vi bolla come “superpoliziotti senza controllo”, autori di “clonazioni di fascicoli”, di “indagini eterne e occulte”. Cosa combinate come pubblici ministeri?
«Siamo tutti molto stupiti. Le accuse e gli insulti lanciati dal ministro Nordio sono espressione di una grave insofferenza verso le istituzioni». Roberto Rossi, 62 anni, già togato del Csm, proveniente dalle fila della corrente progressista di Area, è da oltre tre anni il procuratore di Bari. E aveva già espresso un netto dissenso contro i progetti del Guardasigilli: dalla cancellazione dell’abuso d’ufficio al freno sulle intercettazioni. «Se il ministro ritiene che i pm vanno contro la legge, allora eserciti l’azione disciplinare, ma non getti discredito su tutte le toghe».
Il governo punta a picconare la residua fiducia nella giustizia?
«Continua delegittimazione, costante conflittualità, questi sono i fatti. Mentre da un ministro credo sia lecito aspettarsi rigore istituzionale per la soluzione dei problemi dei cittadini. L’articolo 110 della nostra Carta affida al Ministro il compito di curare “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” e mi sembra che sul punto non ci siano vere risposte».
La destra assicura però effetti positivi dopo la separazione delle carriere: una bugia o siete voi a non voler vedere?
«La riforma è in violazione dei basilari principi della democrazia...»
Perché?
«Perché i rappresentanti dell’organo di autogoverno, cioè il Csm, stando alla riforma sono sorteggiati e non rappresentativi».
Ma non è lesa maestà, dice Nordio in aula ieri mattina.
«Chiedo: ma un Parlamento sarebbe rappresentativo se fosse sorteggiato e non eletto?».
L’intento della destra è debellare lo strapotere di pubblici ministeri e correnti.
«Ma proprio questa campagna e questi ragionamenti sul “super- potere” dei pm sono indicativi della volontà, nel futuro ,di portare i pm sotto l’esecutivo».
Sul punto, il ministro è stato anche più aspro: definisce tale allarme un’ «interpretazione scadente», «pregiudizio obsoleto».
«Peccato che avvenga questo, più o meno direttamente, in tutti gli altri sistemi in cui vige la separazione delle carriere. Invece, l’antidoto a eventuali deviazioni culturali è permettere una formazione comune tra giudici e pm. Quindi la riforma è solo nefasta».
Se così fosse, a chi servirebbe?
«Non porta nessun vantaggio per il cittadino. Protegge solo gli interessi dei più forti».
E il Nordio ministro conserva qualcosa o nulla del Nordio pm?
«Credo che il Nordio pm usasse molto, e con buoni frutti, le intercettazioni che ora restringe. Faceva indagini molto criticate da chi le ha subite, ma che hanno avuto buoni risultati giudiziari. Esattamente quello che stanno facendo molti suoi colleghi: che lui oggi attacca».
In sintesi, questo governo quale idea ha della giustizia?
«L’idea che il potere della maggioranza sia assoluto è trasversale a molti governi. In più, questa legislatura ha prodotto norme che hanno ridotto la possibilità di investigare, mentre aumentano i reati contro il dissenso. In totale contraddizione: se si indebolisce la giustizia e chi la esercita, come si combatte il crimine?»
E questa idea cosa ha in comune con il giudice Falcone? Che secondo la destra avrebbe persino apprezzato una siffatta riforma?
«Ecco un fake. Ma, le assicuro, mai Giovanni Falcone ha sostenuto la separazione delle carriere. Ero presente al discorso citato e ha solo sostenuto la specializzazione e la professionalità del magistrato».
Questo governo vuol far pagare all’intero sistema giustizia, e ai cittadini, gli eccessi di alcuni?
«Ma non si possono fare le riforme partendo dalle patologie. Come dire: aboliamo la democrazia elettorale perché vi sono politici corrotti. Non ha senso».
Processo penale telematico: proprio ieri il plenum del Csm è tornato, con cifre e fatti, a bocciare le azioni del Ministero, parlando di rischio paralisi. Anche nel suo distretto è stato un disastro?
«Quanto è odioso dire ‘ve lo avevamo detto’. Ma un programma non funziona perché chi ha la responsabilità dell’organizzazione non ha ascoltato quanto da mesi tanti di noi andavamo ripetendo. L’errore è stata la cattiva impostazione del lavoro di programmazione da parte del Ministero. Se ne vedono tutte le conseguenze».
La mafia pugliese è diventata pericolosa e sempre più potente. Ma questo esecutivo dedica alle mafie la stessa intensità offensiva riservata a migranti, detenuti che dissentono, manifestanti di piazza?
«Sulla mafia foggiana, in particolare, anche dopo azioni eclatanti, devo dare atto al ministro Piantedosi e alle forze dell’ordine che hanno fatto uno lodevole sforzo per potenziare il lavoro di squadra. E bisogna continuare così, questo fanno le istituzioni…».
Lei aveva parlato invece di una scopertura di organico nei suoi uffici.
«Infatti, si potrebbe essere più efficaci se si riempisse l’organico dei magistrati, che ancora registra una scopertura del 20-25 per cento. Così come sarebbe utile modificare il rapporto esistente tra forze dell’ordine e la popolazione nel distretto di Bari, i cittadini non conoscono forse i dati…».
Li ricordi lei.
«In Italia abbiamo mediamente un carabiniere ogni 650 abitanti, ebbene nella provincia di Bari ne abbiamo 1 per mille abitanti, mentre nella provincia Bat, cioè Barletta Andria e Trani, ce n’è sempre uno per 1100. Sembrano numeri aridi. Ma devo dire che, se si continua a indebolire l’apparato giudiziario con accuse generiche e riforme processuali nefaste, la lotta alla criminalità organizzata subirà un duro colpo».