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Cassano: magistratura diversa da come viene descritta da chi vuole riforme

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L’inaugurazione dell’anno giudiziario alla presenza di Mattarella. La prima presidente di Cassazione: serve rispetto reciproco tra le istituzioni
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La magistratura non è quella che vi raccontano. Ecco invece i dati, gli sforzi, le emergenze che siamo tenuti, noi giudici e le istituzioni altre, “visto che siamo tutti pietre dello stesso arco”, a fronteggiare. Conserva tutto il rigore del ruolo e del rito, ma arriva chiaro e forte il messaggio più generale della prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano: che, nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, alla presenza tra gli altri del presidente Mattarella e del ministro Nordio, fa un riferimento breve ma esplicito alle tensioni che infiammano il rapporto tra politica e magistratura. La realtà della giustizia e del lavoro delle toghe, afferma, è ben lontana dall’ "abituale rappresentazione” che viene diffusa, e “posta a base di progetti riformatori”. Ecco perché Cassano chiede non a caso “rispetto reciproco tra istituzioni".

Poco dopo, è il procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Salvato, a precisare: no a “indirette rivalse che sgr…

La magistratura non è quella che vi raccontano. Ecco invece i dati, gli sforzi, le emergenze che siamo tenuti, noi giudici e le istituzioni altre, “visto che siamo tutti pietre dello stesso arco”, a fronteggiare. Conserva tutto il rigore del ruolo e del rito, ma arriva chiaro e forte il messaggio più generale della prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano: che, nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, alla presenza tra gli altri del presidente Mattarella e del ministro Nordio, fa un riferimento breve ma esplicito alle tensioni che infiammano il rapporto tra politica e magistratura. La realtà della giustizia e del lavoro delle toghe, afferma, è ben lontana dall’ "abituale rappresentazione” che viene diffusa, e “posta a base di progetti riformatori”. Ecco perché Cassano chiede non a caso “rispetto reciproco tra istituzioni".

Poco dopo, è il procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Salvato, a precisare: no a “indirette rivalse che sgretolino l’indipendenza della giurisdizione”, perché “all’equilibrio dei poteri, mai potrà giovare una magistratura inutilmente sfregiata, agli occhi dei cittadini, nella sua indispensabile autorevolezza”

Cassano: “Magistrati hanno mostrato impegno e tensione ideale”

La prima presidente Cassano parte da una disamina sintetica ma articolata dei problemi che impegnano la giustizia. La tragedia dei morti sul lavoro, con la massa degli “infortuni sommersi”, anche a causa di una carente prevenzione, “ostacolata da alcune criticità”. La violenza contro le donne, “con dati che continuano ad essere allarmanti”. Il dramma delle carceri sovraffollate, e del numero dei suicidi “che suscitano sgomento”. Cita Alda Merini (mutuando dalla poetessa: ”non è ancora il tempo in cui la libertà di una donna possa misurarsi dall’intensità dei suoi sogni”), ricorda il Calvino de “Le città invisibili” (come Marco Polo rispose a Kublai Kan: “è l’intera linea dell’arco a sostenere il ponte” dello Stato di diritto, non le singole pietre). Poi Cassano mette l’accento anche sugli “sforzi generosi compiuti da uffici di merito, di Cassazione” per smaltire gli arretrati, raggiungere gli obiettivi Pnrr. E, soprattutto, non esita a sottolineare: “È uno sforzo che necessita di essere accompagnato da un contesto improntato al rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato".

Cassano aggiunge che serve "un vero e proprio patto per lo Stato di diritto in grado di alimentare la fiducia dei cittadini nei confronti di tutti gli organi cui la Carta fondamentale assegna l'esercizio di funzioni sovrane". E chiarisce, ecco la stoccata: i dati sulla giustizia "restituiscono un'immagine della magistratura diversa da quella oggetto di abituale rappresentazione e posta a base di progetti riformatori”. Il riferimento alle accuse – di due giorni fa il ministro Nordio: “i pm superpoliziotti con grande potere, senza controllo” -con cui viene accompagnata dalla destra al governo la necessità della separazione delle carriere.

Prosegue quindi Cassano: “Una magistratura che, conscia delle sue responsabilità, cerca di assolvere al meglio i propri doveri con spirito di collaborazione, tensione ideale, impegno professionale, senso del limite e della misura, ascolto attento delle ragioni altrui nella convinzione che un confronto costruttivo costituisce un prezioso stimolo a migliorare".

Pg Salvato: No a rivalse contro le toghe

Di analogo tenore, la relazione del Pg Salvato. Che, pur rimarcando come in passato “qualche magistrato abbia forzato i principi” - secondo l’ “avvento di una nuova etica pubblica”, che è stato l’inizio di “un populismo giudiziario” – segnala la crisi di fiducia nella magistratura, ma chiama ai suoi doveri il Parlamento. “La fiducia non si recupera senza l'opera del Parlamento – dice Salvato - al quale spetta attuare i diritti costituzionalmente garantiti, dare tempestive risposte ai bisogni della società, nei confini fissati dalla Carta, mediante leggi ragionevoli, chiare ed inequivoche e perciò vincolanti nei confronti della Magistratura”. Bisogna rispettarsi, no colpi o vendette, è il senso. “L'equilibrio fissato dalla Costituzione impone che i poteri si ri-conoscano reciprocamente, senza infingimenti legati al contingente, con uno sguardo lungo sul bene delle Istituzioni, senza denunciarne la contraffazione quando inesistente, senza indirette rivalse che sgretolino l'indipendenza della giurisdizione; mai può giovare all'equilibrio tra poteri una Magistratura inutilmente sfregiata".

"Aumenta la violenza contro le donne”

Tengono banco ovviamente i numeri sul’aumento dei reati, l’allarme sociale per le violenze. Nel suo lungo discorso, Cassano lancia un doppio allarme: il primo sui reati contro le donne e il secondo riguarda le carceri.

Sono in “progressivo” e “costante” aumento i reati spia, dice la presidente Cassano, tra cui violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, stalking, “dei quali i femminicidi costituiscono spesso il tragico epilogo, nonché gli altri reati ricompresi nel codice rosso. Ed ecco i dati: violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa + 18%; diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti + 1%; costrizione o induzione al matrimonio + 21%; deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti + 3%. “Nell’anno 2024 – aggiunge - su un totale di 314 omicidi volontari (in calo dell’8% rispetto ai 340 dell’anno precedente e ai 328 del 2022), quelli maturati in ambito familiare o affettivo ammontano a 151 e in 96 casi hanno come vittima una donna.

“Sgomento per la situazione delle carceri”

Numeri allarmanti anche quelli sulle carceri che la presidente Cassano ricorda: a fronte di una capienza regolamentare di 51.312 posti, al 30 dicembre 2024, risultavano presenti 61.861 detenuti (di cui 2.698 donne e 19.694 stranieri) rispetto ai 56.196 del 2022. Di essi 46.232 sono condannati definitivi, 9.475 in attesa del primo giudizio e 5.839 condannati non definitivi. “Si tratta di una crescita preoccupante se si considera che non si è molto lontani dal numero di 66.000 persone ristrette in carcere che connotava la situazione carceraria all’epoca della sentenza della Cedu del 2013 che ha condannato il nostro Paese per la violazione dell’art. 3 Cedu, divieto di trattamenti disumani e degradanti”. Quindi “il sovraffollamento, insieme con il degrado materiale in cui versano taluni istituti penitenziari, provoca ricadute sulla salute fisica e psicologica dei detenuti. In uno Stato democratico – sottolinea - il carcere non può essere un luogo di mortificazione della dignità umana”.

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