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Referendum cittadinanza, i promotori non mollano. Magi: “Niente scherzi sulla data del voto”

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Manconi: “Possiamo vincere”. Il quesito propone di abbassare da 10 a 5 anni di residenza il requisito per essere cittadino italiano
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ROMA – “Niente scherzi sulla data del voto, il governo non giochi sporco e non pensi di nascondere il referendum sulla cittadinanza tra il Primo maggio e il 25 aprile”. Riccardo Magi - segretario di +Europa, radicale storico, tra i promotori dei referendum della prossima primavera - elenca il lungo numero di associazioni che si sono mobilitate per imprimere una svolta di modernità e diritti al nostro Paese, cambiando la legge sulla cittadinanza vecchia del1992. Il referendum è abrogativo e propone di abbassare da 10 a 5 anni di residenza il requisito per essere cittadino italiano.

Non è molto, ma qualcosa. “Un referendum patriottico”, lo definisce Magi, mentre il governo associa “migranti e criminalità, facendo falsa propaganda”.

La scelta su Ius culturae e Ius soli, cioè italiani dopo un ciclo di studi o nascendo in Italia, è di là da venire. Però parafrasando uno slogan caro ai leghisti e cioè “prima gli italiani”, la parola d’ordine è piuttosto “prima italiano”. Alle oltre 70 assoc…

ROMA – “Niente scherzi sulla data del voto, il governo non giochi sporco e non pensi di nascondere il referendum sulla cittadinanza tra il Primo maggio e il 25 aprile”. Riccardo Magi - segretario di +Europa, radicale storico, tra i promotori dei referendum della prossima primavera - elenca il lungo numero di associazioni che si sono mobilitate per imprimere una svolta di modernità e diritti al nostro Paese, cambiando la legge sulla cittadinanza vecchia del1992. Il referendum è abrogativo e propone di abbassare da 10 a 5 anni di residenza il requisito per essere cittadino italiano.

Non è molto, ma qualcosa. “Un referendum patriottico”, lo definisce Magi, mentre il governo associa “migranti e criminalità, facendo falsa propaganda”.

La scelta su Ius culturae e Ius soli, cioè italiani dopo un ciclo di studi o nascendo in Italia, è di là da venire. Però parafrasando uno slogan caro ai leghisti e cioè “prima gli italiani”, la parola d’ordine è piuttosto “prima italiano”. Alle oltre 70 associazioni mobilitate per questa battaglia, si sono aggiunte Libera, Action Aid, Amnesty. Il fronte cresce, la legge sulla cittadinanza è obsoleta.

L’entusiasmo è tanto, ma la partita è difficile. Raggiungere il quorum è una mission impossible. Pippo Civati, esponente della sinistra, parla di una battaglia non tanto politica, bensì civile: “Non prima gli italiani, slogan leghista, ma italiani prima”. Per Luigi Manconi bisogna crederci, fermamente e a tutti i costi: “Dobbiamo e possiamo vincere. Questa possibilità è concreta, concretissima. Da oggi dobbiamo abbandonare ogni atteggiamento rassegnato, vittimistico, sconfortato. Vincere dipende solo ed esclusivamente da noi”. C’è una cronistoria a cui Manconi tiene: "La legge attuale è del '92, all'epoca gli stranieri regolari erano circa mezzo milione, oggi sono 5 milioni e 200mila. Per questa società la legge è un ferro vecchio, un apparato che non può funzionare. Nel sistema scolastico ci sono 928mila stranieri, una enormità, è un oltraggio che non abbiamo gli stessi diritti, garanzie e tutele dei loro compagni di banco".

Attrezzarsi per il referendum significa coinvolgere la commissione di Vigilanza Rai per chiedere che si avvii una informazione pubblica sul referendum e al governo di attivarsi immediatamente per il voto degli studenti e dei lavoratori fuori sede. Ogni voto conta e conta molto.Sul referendum patriottico, nel senso in cui ne ha parlato il presidente Mattarella nel discorso di fine anno, si ritorna più volta nella conferenza stampa alla Camera affollata dagli esponenti delle associazioni promotrici, che sono complessivamente 75, chi in presenza e chi collegato a distanza. Ultimo giro di tavolo è con Oudad Bakkali del Pd, con Giulia Pastorella di Azione, Angelo Bonelli di Avs.

Magi denuncia: “Il governo ha già iniziato a fare la campagna referendaria: sui social di FdI è stato pubblicato il simbolo del Comitato con a fianco immagini delle molestie compiute anche da persone con un background migratorio. Questa sarà una campagna contro la falsa propaganda del governo che associa e identifica il tema della cittadinanza e tutto ciò che è legato al fenomeno migratorio, alla criminalità e all'insicurezza. Non ci rassegniamo alla rappresentazione social volgare e inaccettabile che il primo partito di governo fa della realtà della società italiana”.

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