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Kimbal, il fratello di Musk a palazzo Chigi vede la premier e Giuli

(ansa)

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Accompagnato da Stroppa e dalla moglie di Bocelli per parlare di progetti culturali
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ROMA — Sul Colosseo e Pompei potrebbero presto volare i droni da spettacolo di Musk con la benedizione del governo Meloni. Non quelli di Elon, il magnate americano entrato nell’amministrazione Trump e che in Europa sostiene i partiti di estrema destra. Ma del fratello Kimbal, ricevuto ieri a Palazzo Chigi per parlare con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e stringere la mano alla premier Giorgia Meloni.

Dai satelliti ai droni artistici, per i Musk le porte del governo sono aperte. Ieri Kimbal, cappello texano in testa e cinturone da cowboy, è entrato a Palazzo Chigi accompagnato da Andrea Stroppa, il riferimento di Elon in Italia, e da Veronica Berti, manager e moglie del tenore Andrea Bocelli che sta facendo da sua intermediaria in Italia per gli eventi «culturali e …

ROMA — Sul Colosseo e Pompei potrebbero presto volare i droni da spettacolo di Musk con la benedizione del governo Meloni. Non quelli di Elon, il magnate americano entrato nell’amministrazione Trump e che in Europa sostiene i partiti di estrema destra. Ma del fratello Kimbal, ricevuto ieri a Palazzo Chigi per parlare con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e stringere la mano alla premier Giorgia Meloni.

Dai satelliti ai droni artistici, per i Musk le porte del governo sono aperte. Ieri Kimbal, cappello texano in testa e cinturone da cowboy, è entrato a Palazzo Chigi accompagnato da Andrea Stroppa, il riferimento di Elon in Italia, e da Veronica Berti, manager e moglie del tenore Andrea Bocelli che sta facendo da sua intermediaria in Italia per gli eventi «culturali e artistici» che l’azienda di Musk junior vuole esportare in Europa. Due anni fa Kimbal ha fondato la Nova Sky Stories e con una dotazione di oltre 9 mila droni negli Usa ha organizzato già diversi spettacoli «visuali e musicali»: anche al Super Bowl, la finale del football americano, tra gli eventi più seguiti al mondo.

A riceverlo a Palazzo Chigi, Meloni e il ministro Giuli: «Nessun incontro programmato, Giuli si trovava negli uffici del governo per una serie di riunioni e così ha detto a Musk di vedersi in questa sede», dicono da fonti Chigi. Il ministro, uscendo dal Palazzo, ha assicurato che si è parlato solo «di cose belle»: «È troppo presto per anticipare, però si parla di cose belle che riguardano anche l’Italia, di più non posso dire sennò si va troppo avanti».

Fonti del ministero della Cultura assicurano «che il fratello di Musk ha presentato a Giuli, durante l’incontro privato e non alla presenza della premier, alcuni progetti della sua società». E che il ministro lo ha ascoltato e «valuterà questa come tante altre proposte culturali di imprenditori che costantemente arrivano». Dopo Chigi, il fratello di Elon, sempre accompagnato da Crippa e Berti, è stato ricevuto al ministero delle Infrastrutture dal leader della Lega Matteo Salvini, che ha subito postato sui suo profili social la foto. «Siamo stati in diversi ministeri», ha detto Berti.

Di certo non è un mistero che Meloni abbia un rapporto diretto con il fratello maggiore, Elon, che ha fatto da tramite con la premier anche nell’occasione del viaggio lampo da Trump nei giorni dell’arresto in Iran della giornalista Cecilia Sala: proprio dopo quell’incontro su importanti siti economici americani è circolata la notizia di una trattativa tra il governo italiano e Starlink, l’azienda dei satelliti di Musk, per «migliorare» le comunicazioni dei nostri militari in missione all’estero.

Sui rapporti tra il governo e la famiglia Musk, dopo la notizia della visita di Kimbal, l’opposizione chiede chiarezza: «Il ministro Giuli spieghi i contorni dell’incontro», dice la capogruppo dei dem in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi. Anche dal Movimento 5 stelle si chiede trasparenza: «Quando si utilizzano spazi istituzionali i cittadini hanno il diritto di sapere», dicono i deputati M5s. «Quanti altri imprenditori italiani che vorrebbero parlare di “cose belle” sono stati ricevuti in pompa magna nella sede del governo?», conclude il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

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