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Coccarde tricolori e cartelli: è il giorno della protesta dei magistrati

(agf)

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L’Anm: il ministro si contraddice, chiarisca. Oggi a Napoli le toghe escono fuori dall’aula quando parla lui
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ROMA — «Ma a quale Nordio dobbiamo credere? Non si può dire che il pm è fuori controllo e poi non ammettere che la riforma vuole controllarlo. Si parli con franchezza», scuote la testa il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, appena ascoltata la relazione del Guardasigilli. «Comunque, seguire la linearità dei suoi interventi sta diventando difficile. L’unica certezza sono gli smodati attacchi alla giurisdizione, ormai una triste costante. E l’attacco al pubblico ministero evidenzia una profonda confusione, tradendo quello che è l’obiettivo reale della riforma: sottoporre il pm al potere esecutivo». Ecco, la mobilitazione sarà oggi. I magistrati avranno, in tutte le cerimonie nelle Corti d’Appello, la toga, la coccarda tricolore sul petto e la Costituzione portata in alto. Unica “arma” da brandire.

Capannello eloquente del clima, ieri, in Cassazione. «Da giorni parlo con le sartine, stiamo facendo le cose per bene», rivela la giudice al collega. Lui ironizza: «Ti aiutano con le sen…

ROMA — «Ma a quale Nordio dobbiamo credere? Non si può dire che il pm è fuori controllo e poi non ammettere che la riforma vuole controllarlo. Si parli con franchezza», scuote la testa il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, appena ascoltata la relazione del Guardasigilli. «Comunque, seguire la linearità dei suoi interventi sta diventando difficile. L’unica certezza sono gli smodati attacchi alla giurisdizione, ormai una triste costante. E l’attacco al pubblico ministero evidenzia una profonda confusione, tradendo quello che è l’obiettivo reale della riforma: sottoporre il pm al potere esecutivo». Ecco, la mobilitazione sarà oggi. I magistrati avranno, in tutte le cerimonie nelle Corti d’Appello, la toga, la coccarda tricolore sul petto e la Costituzione portata in alto. Unica “arma” da brandire.

Capannello eloquente del clima, ieri, in Cassazione. «Da giorni parlo con le sartine, stiamo facendo le cose per bene», rivela la giudice al collega. Lui ironizza: «Ti aiutano con le sentenze?». Sorrisi amari: «Stiamo ordinando le coccarde tricolore per tutti. Saremo perfetti domani (cioé oggi, ndr) quando ci alzeremo e lasceremo l’aula». Santalucia aggiorna i colleghi: «Mi hanno chiamato da varie città diversi colleghi di rango, pensionati. Verranno nei vari distretti, contenti di partecipare: solo per mescolarsi ai colleghi, prendere parte alla protesta». E per sventolare le frasi tratte dalla nostra Carta.

Eccolo, il Costituzione Day. Azioni silenziose ma eclatanti. I magistrati lasceranno l’aula appena il ministro Nordio (che sarà a Napoli, nello storico Castel Capuano) o i suoi rappresentanti (in tutte le altre città) prenderanno la parola. E i focolai di protesta appaiono traversali per età, biografie, appartenenze correntizie. Compatti alla mobilitazione.

Dalla Corte di Palermo a quella di Roma, da Catania a Milano. Da Bari, dove partecipa per solidarietà anche la Cgil, a Bologna, dove per motivi logistici la cerimonia si svolge in una caserma e comunque i magistrati troveranno modo di «far sentire» la loro voce. E naturalmente a Napoli, città dove la temperatura sarà più alta per la presenza del Guardasigilli. E dove — «ma sarà un caso», il sarcasmo di alcune toghe — per la prima volta la giunta dell’Anm si è vista sfrattata d’un tratto dal luogo e dall’orario solito in cui i magistrati avevano da anni fissato la loro conferenza post-cerimonia (ovvieranno in altra sala). Ci sono cartelli già pronti anche nelle piccole realtà dove amministrare la giustizia significa sentirsi «abbandonati da Roma».

Vedi Catanzaro, dove oggi circa 40 magistrati partecipano alla protesta, dove «gli uffici sono perennemente sotto organico» e l’altissimo indice di turn over ha spinto l’Anm a firmare un documento ufficiale di richiesta di intervento al ministero. E poi, arrivano anche i veterani. Due nomi su tutti. A Napoli torna Ettore Ferrara: già consigliere Csm, capodipartimento dell’amministrazione penitenziaria. A Milano, ci sarà Armando Spataro, già aggiunto a Milano e procuratore di Torino. Perché ?«Ci saró perché a tutti i magistrati, giovani o in pensione, tocca impegnarsi, con dignità e coerenza in difesa della Costituzione — spiega Spataro a Repubblica — Lo facemmo nel 2005 e nel 2010. E lo si deve fare ogni volta che i principi su cui si fonda la nostra democrazia finiscono sotto attacco».

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