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Via dall’Oms, Lega Veneta irritata per la proposta di Salvini

(ansa)

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Il fastidio del Carroccio: “A Venezia l’unica sede europea”. Rampelli: istituzione indispensabile
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ROMA — La proposta di Matteo Salvini, far uscire l’Italia dall’Organizzazione mondiale della Sanità, spacca il centrodestra e crea non poca irritazione anche nella stessa Lega. Dopo Forza Italia arriva il no di Fratelli d’Italia, il partito della premier, che boccia l’idea di andare in Parlamento e revocare il decreto che dal 1947 inserisce il nostro Paese nell’Oms. E nel Veneto del governatore Luca Zaia, che ha già motivi di attrito con il leader del Carroccio sul tema terzo mandato, c’è una certa irritazione anche in casa Lega: «Forse il segretario ha dimenticato che nella nostra regione c’è l’unica sede europea in Italia dell’Oms», dicono dalla “Liga veneta”.

Qualche settimana fa, fanno notare i leghisti veneti, l’assessora alla Sanità di Zaia ha fatto visita alla sede dell’Oms a Venezia: «L’emergenza pandemica — ha detto Manuela Lanzarin — ci ha insegnato molto. Credo che l’Oms possa contribuire a sviluppare una visione generale che vada oltre il singolo problema». Inoltre ne…

ROMA — La proposta di Matteo Salvini, far uscire l’Italia dall’Organizzazione mondiale della Sanità, spacca il centrodestra e crea non poca irritazione anche nella stessa Lega. Dopo Forza Italia arriva il no di Fratelli d’Italia, il partito della premier, che boccia l’idea di andare in Parlamento e revocare il decreto che dal 1947 inserisce il nostro Paese nell’Oms. E nel Veneto del governatore Luca Zaia, che ha già motivi di attrito con il leader del Carroccio sul tema terzo mandato, c’è una certa irritazione anche in casa Lega: «Forse il segretario ha dimenticato che nella nostra regione c’è l’unica sede europea in Italia dell’Oms», dicono dalla “Liga veneta”.

Qualche settimana fa, fanno notare i leghisti veneti, l’assessora alla Sanità di Zaia ha fatto visita alla sede dell’Oms a Venezia: «L’emergenza pandemica — ha detto Manuela Lanzarin — ci ha insegnato molto. Credo che l’Oms possa contribuire a sviluppare una visione generale che vada oltre il singolo problema». Inoltre nessuno della Lega in Veneto era stato avvisato della sparata lanciata da Salvini insieme al deputato Alberto Bagnai e al senatore Claudio Borghi: «Via dall’Oms, costa 100 milioni di euro all’anno all’Italia ed è solo uno stipendificio», ha ribadito il leader della Lega sulle orme di quanto fatto dal neo presidente degli Usa Donald Trump.

Ma in Italia al di là dei malumori veneti, il leader del Carroccio al momento si vede bocciare la proposta da tutti i suoi alleati. Dopo 24 ore di «no comment», per i meloniani interviene il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli di Fdi: «In un mondo globale, dove insieme alle merci, alle tecnologie e alle genti circolano con velocità centuplicata rispetto ai secoli passati anche i virus, un’istituzione simile è indispensabile», dice ad Affaritaliani. Da Forza Italia invece ribadisce lo stesso concetto il vicepremier Antonio Tajani: «L’uscita dell’Italia dall’Oms non è la nostra posizione, noi abbiamo un’opinione diversa — dice il vicepremier azzurro — gli errori fatti dall’Organizzazione sono una cosa, uscire dall’Oms è un’altra».

Insomma, Salvini è isolato nel centrodestra. L’opposizione chiede comunque un intervento della premier per chiarire la posizione del governo in merito: «Salvini ora vuole isolare l’Italia facendoci uscire dall’unica rete di prevenzione e collaborazione sanitaria globale», dice il deputato dem Marco Furfaro, che aggiunge: «Secondo il vicepremier della Lega fare come Trump è più importante che proteggere la salute pubblica. La presidente del Consiglio prenda immediatamente e pubblicamente le distanze da questa pericolosa follia». «Meloni ci dica da che parte sta», rincara la dose il deputato di Alleanza veri e sinistra Angelo Bonelli.

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