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Meloni da bin Salman, le reazioni. Pd: “Non fa passare un giorno senza smentirsi”. M5S: “Incoerente”

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Prodi boccia la proposta Franceschini: “È l’unione che fa la forza non la disunione”
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ROMA — Il padre dell’Ulivo non immagina un centrosinistra che marcia diviso verso le prossime elezioni politiche, come ipotizzato dall’ex segretario del Pd Dario Franceschini che venerdì scorso - in un’intervista a Repubblica - ha anche spiegato perché, secondo lui, l’alleanza elettorale che ha portato il centrosinistra alla vittoria, prima nel 1996 e poi nel 2006, «non tornerà».

Romano Prodi non entra nel merito di quale possa essere, se mai ci sarà, un nuovo contenitore ma ricorda che «un tempo si diceva che l’unione fa la forza. L’idea che la disunione fa la forza può essere un gioco, ma si può governare solo quando si armonizzano i programmi, si fanno esaminare da esperti, si discutono con le persone e si va di fronte all’elettorato con una linea comune», …

ROMA — Il padre dell’Ulivo non immagina un centrosinistra che marcia diviso verso le prossime elezioni politiche, come ipotizzato dall’ex segretario del Pd Dario Franceschini che venerdì scorso - in un’intervista a Repubblica - ha anche spiegato perché, secondo lui, l’alleanza elettorale che ha portato il centrosinistra alla vittoria, prima nel 1996 e poi nel 2006, «non tornerà».

Romano Prodi non entra nel merito di quale possa essere, se mai ci sarà, un nuovo contenitore ma ricorda che «un tempo si diceva che l’unione fa la forza. L’idea che la disunione fa la forza può essere un gioco, ma si può governare solo quando si armonizzano i programmi, si fanno esaminare da esperti, si discutono con le persone e si va di fronte all’elettorato con una linea comune», dice il professore intervistato durante la trasmissione In altre parole su La7.

L’ex premier insiste. Lo fa una settimana dopo aver partecipato all’incontro dei centristi di Comunità democratica a Milano. In quei giorni Prodi poneva una domanda: se Elly Schlein avesse la voglia e la capacità di arrivare all’unità delle forze di centrosinistra per vincere le elezioni. Ora ricorda: «Quando io ho fatto il programma ho discusso un anno intero. Di fronte agli elettori si deve andare con una linea comune, poi ci possono essere delle idee diverse, ma non nella direzione in cui si marcia». Non tutti, nel centrosinistra, sono d’accordo. E se la segretaria Pd comunque insiste sulla linea testardamente unitaria, il Movimento 5 Stelle resta dell’idea che alle prossime politiche dovrà presentarsi da solo e stringere accordi solo dopo le elezioni.

Per adesso si continuano a cercare intese sui singoli temi in Parlamento. Ed è sul viaggio di Giorgia Meloni in Arabia Saudita che le opposizioni si sono trovate d’accordo. Il tè a gambe incrociate sotto la tenda nel deserto con il capo del governo Mohammad bin Salman, aspramente criticato in passato dalla stessa leader di Fratelli d’Italia, e poi il bilaterale al termine del quale Meloni ha annunciato accordi per quasi dieci miliardi hanno provocato l’ironia di Nicola Fratoianni di Avs primo fra tutti. «Con squilli di fanfara il governo ha firmato accordi con quel regime contro cui Meloni si scagliava perché diceva che “c’era la pena di morte per apostasia, per adulterio, per omosessualità e zero diritti per le donne”. Immagino che tutto ciò sia stato risolto prima della sua visita. Giusto presidente Meloni?».

Il Partito democratico scrive: «Ormai Meloni non fa passare un solo giorno senza smentire se stessa». E Schlein, oltre a condividere il post, pubblica un video del 2019. Per la capogruppo in commissione Esteri alla Camera, Lia Quartapelle, «la premier ha capito che fare propaganda è diverso da governare. Ma mi aspetto che non vengano stretti accordi in ambito strategico per non dipendere da questi Paesi. Andrebbe fatta una discussione pubblica». Secondo Chiara Appendino di M5S «è il trionfo dell’incoerenza». Tutto questo, per Riccardo Magi di +Europa, svela «il castello di fandonie che la premier ha raccontato». Infine Matteo Renzi, leader di Italia viva, criticato dalla stessa Meloni per i suoi rapporti con l’Arabia Saudita, per ora resta in silenzio e attende la fine missione facendo però notare che «anche su questo Meloni cambiato idea». E almeno su questo punto tutto il centrosinistra marcia unito.

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