Meloni, bin Salman e il tè nel deserto: “Questo è l’inizio di una nuova era”
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoGEDDA — Acciambellata sotto un tendone nel deserto di AlUla, capitale degli antichi Lihyaniti lungo la via dell’incenso, Giorgia Meloni parla per tre ore, faccia a faccia, con Mohammed bin Salman. Sul piatto ci sono accordi per 10 miliardi di euro con l’Arabia Saudita, lo stesso paese che da leader dell’opposizione, soprattutto in epoca Renzi, Meloni bersagliava di critiche. Non si contano le volte in cui l’ha chiamato così: «Regime fondamentalista». Come si cambia, da Palazzo Chigi. Vince il «pragmatismo», per dirla col viceministro forzista alle Imprese, Valentino Valentini, che accompagna la premier in questa due giorni d’Arabia, al seguito di un battaglione di aziende, private ma soprattutto pubbliche, che hanno fiutato l’affare.
Atterrata da Gedda, dove sabato ha visitato l’Amerigo Vespucci, Meloni è l’unica a parlare con “Mbs”. Discutono a quattrocchi, da soli. Nessuno, nemmeno nella cerchia della presidente del consiglio, conosce quali tasti abbia toccato il principe eredi…
GEDDA — Acciambellata sotto un tendone nel deserto di AlUla, capitale degli antichi Lihyaniti lungo la via dell’incenso, Giorgia Meloni parla per tre ore, faccia a faccia, con Mohammed bin Salman. Sul piatto ci sono accordi per 10 miliardi di euro con l’Arabia Saudita, lo stesso paese che da leader dell’opposizione, soprattutto in epoca Renzi, Meloni bersagliava di critiche. Non si contano le volte in cui l’ha chiamato così: «Regime fondamentalista». Come si cambia, da Palazzo Chigi. Vince il «pragmatismo», per dirla col viceministro forzista alle Imprese, Valentino Valentini, che accompagna la premier in questa due giorni d’Arabia, al seguito di un battaglione di aziende, private ma soprattutto pubbliche, che hanno fiutato l’affare.
Atterrata da Gedda, dove sabato ha visitato l’Amerigo Vespucci, Meloni è l’unica a parlare con “Mbs”. Discutono a quattrocchi, da soli. Nessuno, nemmeno nella cerchia della presidente del consiglio, conosce quali tasti abbia toccato il principe ereditario, a capo del governo di Riad dal settembre del ‘22. Certo è che dal tendone, Meloni esce con un mucchio di soldi per le aziende italiane, progetti per rimpolpare il suo piano Mattei, operazioni commerciali legate alla difesa, ma anche all’energia, allo sport, alla cultura (che nella sua vecchia vita politica biasimava). E così dopo un banchetto imperiale, siglando l’intesa per il nuovo «partenariato strategico», Meloni fa partire un battimani. Applausi. Spostandosi nell’avveniristico Hall Maraya, davanti alle imprese, la premier annuncia trionfale l’avvio di «una nuova era». Il valore degli accordi - 10 miliardi di euro, di cui 6 miliardi per conto di Sace, il gruppo assicurativo-finanziario controllato dal Mef - «dà un’idea dello straordinario salto» compiuto. E se qualcuno lo chiamerà capriola, pazienza. Per l’Italia, l’Arabia adesso è appunto un «partner strategico». Tanto che la premier spinge per far entrare i sauditi nel Gcap, il programma di Roma, Londra e Tokyo per la creazione di un nuovo caccia da combattimento, nonostante lo scetticismo dei soci per l’ingresso di Riad.
Con bin Salman, in questo sito patrimonio dell’Unesco a 200 chilometri dal Mar Rosso, Meloni non discute solo di patti commerciali a svariati zeri. Affronta anche questioni di politica estera, dal Libano alla crisi israelo-palestinese. Secondo fonti italiane, i due parlano a fondo del consolidamento del cessate il fuoco a Gaza e soprattutto della «ripresa di un processo politico verso una soluzione dei due Stati», previsto anche dagli accordi di Abramo promossi da Trump nel suo precedente mandato. La premier parla anche della Siria, considerate le sfide per la ricostruzione dopo la caduta del regime di Assad, della situazione nello Yemen e nel Mar Rosso, dov’è impegnata la Marina italiana. Fino al Piano Mattei, pallino della presidente del consiglio per evitare che i flussi migratori tornino fuori controllo. Darà una mano Acwa Power, colosso della desalinizzazione dell’acqua quotato in Borsa in Arabia. E Sace garantirà 500 milioni per progetti in Africa. Un altro buon motivo, per Meloni, per dire che adesso con bin Salman vuole «confrontarsi, ragionare insieme nelle differenze in uno scenario sempre più incerto». La premier ora è convinta che «più il dialogo è franco, più si svilupperà».
E a proposito di dialogo franco, è atterrata a Gedda Daniela Santanchè, la ministra del Turismo rinviata a giudizio per falso in bilancio, a cui Meloni l’altro ieri ha chiesto un confronto. Perché un pezzo di FdI spinge per le sue dimissioni. Ma questo dialogo - che sarà franchissimo, c’è da giurarci - avverrà quando entrambe saranno di ritorno a Roma: Meloni rientrerà lunedì sera, dopo una visita in Bahrain. Santanchè, che in giornata sul Vespucci incrocerà l’amico Guido Crosetto, tornerà solo giovedì.