“Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi. “Avanti sorella mia, sei il nostro orgoglio”, posta sui social Arianna Meloni. Vertice a palazzo Chigi sui migranti con la premier. Alla Camera seduta sospesa dopo la protesta delle opposizioni per l’annullamento dell’informativa di Nordio e Piantedosi prevista per oggi. Al Senato le opposizioni abbandonano l’aula dopo le parole di Alberto Balboni (FdI): “Toghe umiliano il Parlamento”. Sospesi i lavori a Montecitorio e palazzo Madama fino al 4 febbraio.
Prodi: “Su Almasri il governo ha sbagliato, agisce contro il Tribunale dell'Aia”
Il governo ha sbagliato sul caso Almasri? Risponde Romano Prodi: “Sì, lasciamo stare il caso specifico, se Nordio abbia gito tempestivamente o no, ma qui si agisce contro il Tribunale internazionale dell'Aia. Una struttura internazionale, tra l'altro costruita a Roma, in cui si cerca di collaborare per una giustizia nei crimini internazionali" e "l'Italia si oppone? Questo è il vero problema". Penso sia stato un "errore che l'Italia non agisce più in conformità a questi principi", dice ospite di Antonio Di Bella su Tv2000.
Prodi: “Meloni? I toni sul caso Almasri da campagna elettorale, preoccupano”
I "toni" che ha usato Meloni "di solito si usano in campagna elettorale. Quando vengono usati da una persona nel pieno del suo potere a me preoccupano. Vuol dire insicurezza, disagio, c'è qualcosa che non riesco a capire”, commenta Romano Prodi ospite di Antonio Di Bella su Tv2000 sulla reazione della premier Giorgia Meloni all'avviso di garanzia sul caso Almasri. Quanto all'averlo tirato in ballo su Li Gotti, Prodi risponde ironico: "Volevo rispondere subito che non lo conoscevo Li Gotti poi ci ha pensato lui a dirlo. Non so cosa le è venuto in mente. Non riesco a capire". Mi ha "preoccupato, è la seconda volta che reagisce in questo modo. Le ragioni sono difficili da spiegare, a meno che non ci sia un aspetto freudiano di un amore non corrisposto".
Appendino: “Meloni scesa a patti per non far partire i migranti, lo ammetta”
"Governo ha un atto dovuto quello di raccontare la verità agli italiani. Spiegateci perché il ministro Nordio ha scarcerato questa persona, perché non ha emesso un altro mandato di arresto, perché l'ha rimandato in patria. Altrimenti, a proposito di migranti, viene da pensare" che il blocco navale di cui parlavate non era bloccare le navi in mare" o "usare i centri in Albania, spendendo miliardi inutili" ma "fare accordi con uno stupratore di bambini per non farli partire. Penso sia una vergogna", dichiara Chiara Appendino, vicepresidente del M5S, sul caso dell'avviso di garanzia per la premier Giorgia Meloni per la vicenda Almasri, ospite a Cinque minuti su Rai Uno. Meloni "farebbe più bella figura ad ammettere che è scesa a patti con Almasri. Lo dica".
Schlein: “Meloni deve dire la verità al Paese”
In assenza del governo "c'era qualcuno oggi in Parlamento a fare una informativa sulla Libia e sono le vittime delle torture di Almasri che sono venute con le loro testimonianze a raccontare cosa ha voluto dire dentro quei centri di detenzione prendere le botte da questo criminale – dice la leader del Pd Elly Schlein sui social – Giorgia Meloni e i suoi ministri - ha aggiunto - devono dire la verità al Paese su quello che è accaduto perché non si possono nascondere dietro altre responsabilità, dietro l'attacco alla magistratura". "È evidente - prosegue - che mentono quando negano che è stata una scelta politica del governo italiano liberare e riportare con il rimpatrio più veloce della storia d'Italia questo torturatore libico a casa nel suo Paese. Insieme a tutte le altre opposizioni - dice ancora - abbiamo chiesto a Giorgia Meloni e i suoi ministri di venire a riferire in Aula e continueremo a insistere per chiarire perché dichiarano la guerra ai trafficanti e poi li riaccompagnano a casa, perché il ministro Nordio non ha risposto ai magistrati e la sua inerzia ha prodotto la scarcerazione e non sono andati a riarrestarlo e perché c'era un aereo già pronto da ore prima ad aspettarlo per riportarlo in Libia”. Conclude Schlien: “Il ministro Piantedosi ha detto che è un problema di sicurezza nazionale, l'ha detto anche Meloni ma la domanda è: se crea un problema di sicurezza in Italia non lo crea in Libia dove può continuare a torturare? Noi continueremo a insistere".
Caso Almasri, Schlein: "Meloni e i ministri non sono venuti a chiarire in Parlamento. Vergognoso"
Renzi: “Meloni parla sui social ma scappa dal Parlamento”
“Giorgia Meloni parla sui social ma scappa dal Parlamento. Qualcosa non torna. Se davvero è convinta di aver fatto l'interesse nazionale venga a dirlo a voce alta alla Camera e al Senato – attacca Matteo Renzi sui social – Ha la maggioranza. Perché allora scappa? Di cosa ha paura? Basta vittimismo, faccia politica se ha davvero coraggio".
Li Gotti: “Ho denunciato perché indignato dalle menzogne”
"Ho fatto questa denuncia perché mi sono indignato di sentire menzogne come ad esempio il fatto che il ministro Nordio non sapesse del caso Almasri: non è vero che lo ha saputo dopo. Nel provvedimento della corte d'appello di Roma ci sono le scansioni temporali e c'è scritto che il ministro sapeva dal 19 gennaio, giorno in cui è stato arrestato il generale libico". Lo ha detto l'avvocato Luigi Li Gotti, nel corso della puntata di Un Giorno da Pecora su Radio 1.
Il penalista ha aggiunto che la corte d'appello della Capitale ha "successivamente sollecitato Nordio ad esprimere una sua opinione essendo lui l'interfaccia della Corte Internazionale. A questo punto bisogna chiedersi come mai il Falcon, con cui è stato rimpatriato Almasri, è stato autorizzato a partire dalla Presidenza del Consiglio alle 11.14 quando la decisione della Corte d'Appello non era stata ancora presa: vuol dire che era già tutto deciso e che il ministro non avrebbe risposto".
Nel corso del suo intervento Li Gotti ha affermato che "non c'è alcun suggeritore" dietro la decisione di presentare la denuncia. "L'unica persona con cui ho parlato è stata mia moglie che mi ha detto 'sei un folle'", ha raccontato.
Opposizione: “Dalle vittime di Almasri alla Camera oggi un bagno di verità”
"Oggi un'informativa sul caso Almasri c'è stata. Ed è stata un bagno di verità, dura, come succede quando le storie di persone in carne ed ossa irrompono sulla scena. A farla però non è stato il governo Meloni come sarebbe stato giusto e necessario e come continuiamo a chiedere. L'informativa l'hanno fatta David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, vittime di Almasri. Ci hanno consegnato quattro lettere indirizzate a Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano chiedendoci di consegnargliele. Noi ci impegnamo a farlo insieme", affermano dopo la conferenza stampa di Refugees in Libya a Montecitorio le forze di opposizione Pd, Avs, M5s, Az, Iv, +Eu.
Orlando: “Meloni sceglie il conflitto con le toghe per non parlare di Almasri”
"La comunicazione ricevuta dalla Meloni non è neanche così eccezionale come l'enfasi che lei vuole indicare perché io da ministro ho ricevuto diversi avvisi di garanzia, col governo Draghi ricevemmo tutti un avviso di garanzia dalla procura di Trieste per quanto riguardava il decreto sul green pass. Si può decidere comunicativamente di dire che la magistratura valuti oppure di parlare di complotto della magistratura. La Meloni ha seguito la seconda strada perché questo le consente di parlare del conflitto con la magistratura e non della questione del libico rimpatriato". Lo dice l'ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, Andrea Orlando, a Tagadà su La7.
"A me pare semplicemente che la Meloni sia in imbarazzo nei confronti della Corte penale internazionale - osserva Orlando - per la prima volta l'Italia non da' corso alla decisione di un organismo internazionale che ha voluto, che ha implementato, che ha sostenuto nel corso del tempo e in qualche modo devia l'attenzione dell'opinione pubblica in questa direzione".
"Lo Voi è stato nominato ad Eurojust dal Governo Berlusconi, è notoriamente un magistrato moderato - aggiunge l'ex ministro del Pd - è sempre stato indicato come esempio di attenzione al rapporto con l'informazione, non è mai stato un sensazionalista. Che ci sia un elemento di fondatezza nei suoi atti mi sembra evidente".
Bongiorno difenderà Meloni e altri ministri
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i ministri dell'Interno, Matteo Piantedosi, della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, secondo quanto si apprende, hanno deciso congiuntamente di nominare quale unico legale l'avvocato Giulia Bongiorno. Una scelta che "sottolinea la compattezza del governo anche nell'esercizio dei propri diritti di difesa". Bongiorno in mattinata è stata vista entrare a Palazzo Chigi.
Petrelli (Camere penali): “Caso Almasri tolto al Parlamento, la procura di Roma sbaglia”
"Questa scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento. Ma non credo che ci siano orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura". Così il presidente dell'Unione camere penali, Francesco Petrelli, in merito all'avviso ai vertici di governo della denuncia sul caso di Almasri.
"Credo che nelle condotte e nelle scelte del governo sul caso Almasri vi siano delle evidenti opacità, che però andavano sciolte nelle sede opportuna che è quella parlamentare. Siamo perplessi del fatto che questioni, le quali evidentemente sono il frutto di scelte di natura politica, possano essere disinvoltamente assoggettate a un sindacato della giurisdizione", ha aggiunto.
Nordio-Piantedosi: impossibili informative di oggi sul caso Almasri
I ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi hanno inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato per comunicare che "a seguito dell'informazione di garanzia ricevuta, in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio, non sarà possibile rendere le informative previste" oggi sul caso Almasri. Lo riferisce il ministro ai Rapporti col Parlamento Luca Ciriani dopo la riunione dei capogruppo alla Camera.
Ciriani: “Appena possibile indicheremo chi riferirà su Almasri”
È subentrata ieri "una questione nuova, eclatante e credo anche senza precedenti", ovvero l'avviso di garanzia alla premier Meloni e ai ministri Nordio e Piantedosi sulla vicenda del libico Almasri. "Quindi è necessaria una riflessione nel governo e appena possibile, forse anche prima della nuova capigruppo di martedì, il governo comunicherà chi riferirà al Parlamento". Lo ha spiegato il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani al termine della capigruppo della Camera.
Stop ai lavori della Camera, salta la seduta per eleggere i nuovi giudici della Consulta
I lavori dell'aula della Camera saranno sospesi dopo il question time e fino a martedì prossimo, 4 febbraio, quando è prevista una nuova riunione dei capigruppo. Oggi non si terrà alcuna informativa del governo sul caso Almasri e per questo le opposizioni hanno chiesto indicazioni precise, nella prossima capigruppo, su chi verrà ad informare il Parlamento prima di riprendere l'attività ordinaria. Salta quindi anche la riunione congiunta del Parlamento per l'elezione dei giudizi costituzionali prevista per domani. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Gasparri: “Lo Voi incommentabile, ha alimentato clima torbido”
"I ministri interessati vogliono prima capire bene i fatti, perché la cosa che hanno ricevuto pare non contenga nemmeno le circostanze, ci sono ancora discussioni sulla natura dell'atto e sulla sua valutazione, per cui non sono previste al momento audizioni". Lo ha detto il presidente dei senatori di Fi, Maurizio Gasparri, al termine della capigruppo del Senato, sul tema dell'informativa sconvocata dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri. Gasparri ha proseguito: "Si valuterà se ci saranno audizioni in un contesto più definito, c'è un atto politico. Questa offensiva politica è temeraria e ridicola, Lo Voi è incommentabile, se era tenuto a fare quanto fatto, doveva fare una conferenza stampa dicendo 'sono tenuto a fare questo'. Ha alimentato un clima torbido".
A palazzo Chigi svolto vertice sulla questione migratoria
A palazzo Chigi si è svolto un vertice di governo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo quanto si è appreso, hanno partecipato, oltre alla premier, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. L'oggetto della riunione, hanno riferito le stesse fonti ufficiosamente, è stato il dossier migranti.
Ciriani pronto a riferire in aula, opposizioni dicono no
"C'è stata la disponibilità del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Ciriani, a venirci a riferire in giornata, a dirci il nulla probabilmente. Ma comunque non l'abbiamo colta. È del tutto evidente che non è sufficiente una comunicazione dei ministri e non è chiaro come un governo, da un lato possa dire che per rispetto nei confronti della magistratura, non possa far venire Nordio e Piantedosi, e dall'altro il presidente del Consiglio attacchi frontalmente la magistratura nel video di ieri. Non è chiaro come il ministro Ciriani possa venire a dire cose che non possono dire Nordio e Piantedosi, se può leggerlo Ciriani anche gli altri possono farlo". Così il capogruppo del M5s al Senato, Stefano Patuanelli sulla protesta delle opposizioni sul caso Almasri.
Capigruppo Senato, l'Aula sarà sospesa fino al 4 febbraio
L'aula del Senato verrà sospesa fino a martedì: è quanto chiesto dalle opposizioni e deciso dalla conferenza dei capigruppo, dopo le mancate informative dei ministri Nordio e Piantedosi sul rimpatrio del generale libico Almasri e l'inchiesta in cui è coinvolta la premier Giorgia Meloni. "Non andremo avanti con i lavori finché il governo non chiarirà i contorni della vicenda, che non è solo giudiziaria ma essenzialmente politica e molto grave", ha detto il capogruppo del Pd, Francesco Boccia, al termine della riunione e parlando insieme ai colleghi del M5s. Avs e Italia viva. La prossima capigruppo è stata convocata martedì alle 15.
Conte: “Meloni frigna e denuncia attacco toghe, io da premier mai fatto”
"Sapete voi da presidente del Consiglio quanti avvisi di garanzia ho ricevuto? Un'infinità. Sapete quante volte sono stato denunciato? Sapete quante volte mi sono dovuto occupare nei ritagli di tempo durante il periodo Covid? Lavoravo di giorno e di notte, per cercare di confezionare misure e di inventarci una rivoluzione per far andare avanti il Paese, per proteggere il Paese, assicurare la tenuta economica e sociale e nelle stesso tempo mi sono dovuto difendere. Mi avete sentito qualche volta andare e fare un video in cui denunciavo la magistratura per questo attacco proditorio, dicendo che non sono ricattabile e che non mi lascio intimidire dagli attacchi della magistratura? Mai". Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, durante una diretta social.
"Eppure questa cosa è stata molto pesante, perché le denunce sono state tantissime. Le vuole alludere che si tratta di denunce politiche, che è la politica che viene attaccata sul piano politico. A me sul piano politico mi ha attaccato Fratelli d'Itali. Oggi la vicepresidente della Regione di Lazio di FdI è quella che mi fece un esposto mettendo vigliaccamente in mezzo la mia compagna, diffondendo una fake news, che la mia compagna aveva usato la macchina di servizio a mia disposizione: cosa falsa. E sapete Meloni che cosa ha fatto in quel caso? Mi ha attaccato in modo violento e aggressivo, che non dovevo difendermi pubblicamente e che dovevo andare a parlarne nelle sedi opportune. Cosa che ho sempre fatto. L'ho fatto con dignità, senza frignare", ha aggiunto.
Senato: in corso capigruppo
È in corso la conferenza dei capigruppo di palazzo madama. Lo annuncia all'assemblea la presidente di turno, Anna Rossomando, che ha inoltre sospeso per dieci minuti la seduta dell'aula. La riunione era stata chiesta da M5S, Pd, Avs e Iv sull'annullamento della informativa del governo sul caso Almasri.
Musumeci (FdI): “Se continua così arriveremo al 40%”
"Continuiamo così, arriveremo al 35-40 per cento". Così il ministro della Protezione civile e del Mare, Nello Musumeci, ha risposto ai giornalisti attraversando piazza Colonna, in merito all'indagine a carico del premier Giorgia Meloni e di alcuni ministri sul caso Almasri. "Non sottovalutate il popolo italiano e lasciamolo giudicare", ha aggiunto Musumeci.
Foti: “Il governo ha fatto suo dovere, da giudici logica politica”
"Circa l'eventuale rischio di perdere credibilità internazionale c'è da chiedersi se deve essere notificato un avviso a quattro membri del governo italiano per aver fatto esclusivamente quello che le funzioni richiedono che i rappresentanti del governo italiano facciano". Lo ha detto Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei n un punto stampa al Parlamento europeo a Bruxelles. "Se entriamo anche nella censura politica degli atti di governo - ha aggiunto Foti - evidentemente siamo al di fuori di una logica giudiziaria, siamo in una logica politica".
Scintille in Senato, opposizioni abbandonano l’aula
Scontro in Senato per il caso Almastri, con le opposizioni che hanno lasciato l'Aula per protesta dopo le parole degli esponenti della maggioranza, intervenuti sull'avviso di indagini arrivato al premier Meloni. “C'è un'umiliazione del Parlamento, quella che certa magistratura fa della democrazia e della sovranità popolare", ha detto Alberto Balboni, senatore di Fratelli d'Italia, intervenendo nell'Aula. "Certi magistrati umiliano continuamente la politica, questa è la vera umiliazione. L'esproprio della democrazia – ha attaccato il senatore a capo della Commissione Affari costituzionali - è reso manifesto e plateale dal fatto che oggi ministri che dovevano riferire su un fatto importantissimo non lo possono più fare perché certa magistratura si è voluta sostituire al Parlamento e alla democrazia".
Seduta sospesa alla Camera, alle 14 capigruppo
"In base alla consultazione del presidente della Camera con i presidenti di gruppo, sospendo la seduta fino alle ore 15, che riprenderà con il question time. La conferenza dei capigruppo è confermata per le ore 14, anche per dare la possibilità al ministro Ciriani di rientrare a Roma per parteciparvi, come richiesto”. Lo dice il presidente di turno Fabio Rampelli in aula.
Calenda: “Non è atto dovuto, le toghe a che titolo hanno coinvolto Meloni?”
"Non è vero che è un atto dovuto della procura. Io sono stato ministro e ne avrei ricevuti 5mila al giorno. Così come tutti i ministri non farebbero altro che ricevere iscrizioni perché esposti, iscrizioni che vengono ignorate o archiviate". Così Carlo Calenda a RaiNews ed aggiunge: "È stato un errore della magistratura mandare un atto che non si capisce a che titolo coinvolga il presidente del Consiglio, tanto più che l'altra volta quando ci fu la questione delle navi bloccate da Salvini fu solo il ministro degli interni ad essere chiamato".
Oltre a quello della magistratura "c'è stata una concatenazione di errori. Un errore della Corte penale internazionale di procedura, inspiegabile perché viene chiesto l'arresto di questo delinquente quando sta sul suolo italiano e non quando si trovava altrove. E' un errore del governo che invece di dire quello che ha fatto racconta una storia incredibile su Nordio".
"Sa quale è il problema? - conclude Calenda - Mentre in Germania si discute di automotive, noi discutiamo di questa roba qua e lo faremo per i prossimi 20 giorni mentre il Paese va a ramengo".
Santanchè: “L'indagine su Meloni è vergognosa”
"Non so se è una ripicca, non posso giudicarlo. Trovo che sia una cosa veramente vergognosa indagare il premier, gli altri ministri, il sottosegretario per aver fatto cosa? Difendere la sicurezza della nostra nazione. Poi lascio la parola agli italiani che sapranno giudicare molto bene l'operato di Giorgia Meloni". Così la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, a margine di un evento sul turismo al Villaggio Italia di Gedda
Anm: “La denuncia su Almasri non è stata ritenuta fantasiosa”
"La comunicazione di avvenuta trasmissione degli atti al tribunale dei ministri è un atto dovuto, contemplato da una legge costituzionale che prevede che l'attività di indagine venga svolta dal tribunale dei ministri e non dalla procura della Repubblica. Solo in caso di denunce manifestamente infondate e fantasiose ci potrebbe forse essere un margine ridottissimo di valutazione ed evidentemente non è stato ritenuto un caso rientrante in quella tipologia". Così il segretario generale dell'Anm Salvatore Casciaro in merito al caso Almasri.
Opposizioni a La Russa: “Convochi capigruppo del Senato”
"Va assolutamente convocata la conferenza dei capigruppo" del Senato dopo l'annullamento dell'informativa dei ministri della giustizia e dell'interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, sul caso Almasri. Lo ha chiesto nell'Aula di Palazzo Madama il presidente dei senatori del Movimento 5 stelle, Stefano Patuanelli. Anche il capogruppo del Partito democratico, Francesco Boccia, ha avanzato la stessa richiesta: "Le Aule del Parlamento stanno subendo una umiliazione. Il governo non può decidere quando i ministri decidono di rispondere al Parlamento e non c'entra nulla la comunicazione arrivata ieri alla premier, ai ministri Piantedosi e Nordio, rispetto al rapporto con le Camere. Da dieci giorni aspettiamo di sapere perchè un criminale, torturatore, stupratore sia stato scarcerato in poche ore e riaccompagnato a casa", ha affermato Boccia. Peppe De Cristofaro, capogruppo del gruppo Misto - Avs, si è associato alla richiesta: "Meloni venga in Aula il prima possibile. Basta con questi giochetti", ha detto.
Roccella: “Contro Meloni atto voluto”
E' sorprendente questo avviso, o non avviso, di garanzia perché non è vero che è automatico e che doveva esserci l'iscrizione nel registro degli indagati. E' chiaramente qualcosa che è stato voluto". Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella durante la trasmissione 'Ping Pong' su Rai Radio 1.
"La magistratura - ha aggiunto -rivendica la propria autonomia e poi dice che questo è un fatto automatico, un fatto dovuto. Non lo è, si poteva tranquillamente archiviare. La premier ha fatto veramente bene a ribadire immediatamente la gravità della cosa e a dire non sono ricattabile".
Nevi (FI): “Ho rivisto film del 1994”
"Ho rivisto il film del 1994 quando al presidente Silvio Berlusconi, durante il G7, arrivò un avviso di garanzia. Penso che oggi siamo ancora a quel tipo di scontro, all'invadenza della magistratura in questioni che attengono alla politica pura. C'è un passaggio importante delle dichiarazioni di Giorgia Meloni, quando ha parlato di sicurezza nazionale. Il presidente del Consiglio, il ministro dell'Interno e il ministro della Giustizia decidono per la sicurezza nazionale, qualcuno la chiama ragion di Stato e lo fanno in virtù di valutazioni politiche. È una cosa surreale quella che è avvenuta e andando a fondo magari vengono fuori cose abbastanza inquietanti su chi è il procuratore che prende questa iniziativa paradossale e chi è questo avvocato. C'è il precedente recente del ministro Salvini con lo stesso procuratore. Ritorna il tema della valutazione dei magistrati. Con la riforma della giustizia noi dobbiamo ridare autorevolezza alla magistratura e alla giustizia che, per colpa di pochi, hanno perso credibilità. Noi non attacchiamo tutta la magistratura, ma quei pochi, recidivi, che prendono iniziative incommentabili". Così il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi.
Le opposizioni a Fontana: “Chiediamo capigruppo immediata”
"A seguito della notizia appresa a mezzo stampa, nella serata di ieri, dell'annullamento dell'informativa dei Ministri della giustizia e dell'interno in merito alla nota vicenda del cittadino libico Almasri, le chiediamo l'immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo. Riteniamo, infatti, che tale questione, indipendentemente dal suo risvolto giudiziario, richieda chiarimenti adeguati ed esaustivi da rendere tempestivamente in sede parlamentare". Così le opposizioni in una lettera (firmata da Chiara Braga, Riccardo Ricciardi, Luana Zanella, Matteo Richetti, Davide Faraone, Riccardo Magi) al presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
"Non ci sono giustificazioni plausibili per sottrarsi al confronto nella sede preposta su un tema così grave e rilevante per il Paese; tentare di eludere le proprie responsabilità è un comportamento intollerabile e irrispettoso nei confronti delle istituzioni democratiche. Confidiamo, pertanto, in una immediata convocazione della riunione dei capigruppo, prima di procedere all'inizio dei lavori dell'Assemblea, al fine di confermare la già prevista informativa del Governo", concludono.
Abascal (Vox): “Sostegno a Meloni di fronte al nuovo attacco”
"In tutte le nazioni ci sono strutture dello Stato profondo disposte a perseguitare i governi democratici solo per aver difeso la sicurezza, l'interesse nazionale e il loro popolo. Tutto il nostro sostegno a Giorgia Meloni di fronte a questo nuovo attacco": lo si legge in un post pubblicato su X da Santiago Abascal, leader del partito spagnolo Vox, in commento alla notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati della premier.
Vertice a palazzo Chigi con Meloni
Un vertice di governo è previsto a breve a Palazzo Chigi. Partecipano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Fonti dell'esecutivo escludono che il tema della riunione sia il caso Almasri. Ma a quanto si apprende, di una riunione sul dossier immigrazione.
Li Gotti, ho fatto scelta giudiziaria, non politica
Una scelta politica, la denuncia della premier per il caso Almasri? "Hho fatto una scelta giudiziaria. Da comune cittadino, non posso chiedere dimissioni. Ho visto aspetti di possibile reità e ho fatto una denuncia, doverosa". Lo ha detto l'avvocato Luigi Li Gotti a Radio 24.
E alla domanda se dietro l'iniziativa ci sia Romano Prodi, nel cui governo è stato sottosegretario, l'avvocato ha risposto: "Non ci ho mai parlato in vita mia con Prodi. Io rispondo alla mia coscienza".
Li Gotti, un passato nel Msi e An, poi con Di Pietro: ecco l’avvocato definito di sinistra da Meloni
Quanto all'accusa di aver difeso mafiosi, "ho fatto diverse cose tra cui anche la difesa di collaboratori di giustizia". Fu Falcone a chiedermi se ero disposto a assumere la difesa di Francesco Marino Mannoia perché era rimasto senza difesa e io per dovere deontologico ho accettato", ha replicato Li Gotti, ricordando tra le sue difese quella dei familiari dei carabinieri uccisi in via Fani, e delle vittime di Piazza Fontana e della famiglia Calabresi.
Lupi: “Da opposizioni auspicavo solidarietà a Meloni”
"Dalle opposizioni mi sarei aspettato solidarietà da parte di tutti verso il presidente del Consiglio. La politica e le istituzioni prendono atto di una situazione che chiunque ci ascolti oggi riconosce come surreale. Perché, al di là delle appartenenze politiche, è lecito chiedersi: si può davvero mandare un avviso di garanzia al Presidente del Consiglio? Se si vogliono abbassare i toni, devono farlo tutti". Lo ha detto il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, ai microfoni di su Rtl 102.5 commentando l'iscrizione sul registro degli indagati di Giorgia Meloni per il caso Almasri.
Arianna Meloni: “Avanti sorella mia, sei il nostro orgoglio”
"Anni di vergogna, derisione rassegnazione. Poi l'Italia rialza improvvisamente la testa. Fiera, rispettata, ascoltata, guardata come un modello. Tante cose ancora da risolvere, certo, ma una speranza che improvvisamente divampa. Un orgoglio che torna, impetuoso, e tante, tante persone che si rimettono a remare, tutte nella stessa direzione. Si può fare! Si può ancora stupire e crescere! Si può tornare grandi! Solo che alcuni non lo possono accettare. Perché in un'Italia così non c'è più spazio per la meschinità. E perché, per alcuni, dovessero anche rimanere solo macerie, l'importante è continuare a perpetuare la loro fetta di potere". Così Arianna Meloni in un post su Instagram.
"Ma la storia è fatta di uomini e donne, di piccoli passi e scelte quotidiane. È tempo che le persone perbene di questa martoriata Nazione scelgano da che parte stare. Avanti sorella mia, sei il nostro orgoglio!", conclude.
Meloni: “Avanti a difesa dell'Italia senza esitazioni”
"Il nostro impegno per difendere l'Italia proseguirà, come sempre, con determinazione e senza esitazioni. Quando sono in gioco la sicurezza della Nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro. Dritti per la nostra strada". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.