Santanchè attende la Cassazione. Il pg: “L’inchiesta sulla truffa all’Inps resti a Milano”
di Antonio FraschillaRoma — Oggi è un giorno importante per il futuro di Daniela Santanchè: la Cassazione deciderà la sede competente dell’inchiesta a suo carico per truffa ai danni dell’Inps. Per il procuratore generale della Corte, in linea con i legali dell’istituto, l’indagine deve rimanere a Milano. Per la difesa della ministra, invece, dev’essere la magistratura romana a occuparsi del caso. Ipotesi che allungherebbe i tempi di mesi.
Santanchè, da Gedda, ostenta sicurezza: ai suoi collaboratori ha detto di essere «serena» e «di guardare avanti». Ma in casa Fratelli d’Italia molti considerano il suo destino segnato da un rapporto di fiducia ormai incrinato con la premier: a Palazzo Chigi raccontano Giorgia Meloni a dir poco irritata per le frasi – confermate da un audio registrato – che la ministra, in Arabia Saudita, ha consegnato a quattro quotidiani. Una soprattutto: quel «chi se ne frega» rivolto ai malumori nel partito dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio. Meloni è anche preoccupa…
Roma — Oggi è un giorno importante per il futuro di Daniela Santanchè: la Cassazione deciderà la sede competente dell’inchiesta a suo carico per truffa ai danni dell’Inps. Per il procuratore generale della Corte, in linea con i legali dell’istituto, l’indagine deve rimanere a Milano. Per la difesa della ministra, invece, dev’essere la magistratura romana a occuparsi del caso. Ipotesi che allungherebbe i tempi di mesi.
Santanchè, da Gedda, ostenta sicurezza: ai suoi collaboratori ha detto di essere «serena» e «di guardare avanti». Ma in casa Fratelli d’Italia molti considerano il suo destino segnato da un rapporto di fiducia ormai incrinato con la premier: a Palazzo Chigi raccontano Giorgia Meloni a dir poco irritata per le frasi – confermate da un audio registrato – che la ministra, in Arabia Saudita, ha consegnato a quattro quotidiani. Una soprattutto: quel «chi se ne frega» rivolto ai malumori nel partito dopo il rinvio a giudizio per falso in bilancio. Meloni è anche preoccupata per la mozione di sfiducia presentata alla Camera da M5s e calendarizzata per il 10 febbraio. Passaggio che la premier vorrebbe evitare per non replicare il copione di luglio 2023, quando in Senato la ministra si era difesa con dichiarazioni poi rivelatesi non del tutto corrette.
Santanchè è già a giudizio per falso in bilancio nella sua ex azienda Visibilia. Oggi la Cassazione deve decidere se trattenere l’indagine per truffa all’Inps a Milano o spostarla a Roma. Nel primo caso la decisione sul secondo rinvio a giudizio potrebbe arrivare a breve, perché il Gup ha fissato l’udienza a marzo. Con un passaggio di competenze nella Capitale, invece, i tempi della decisione su un eventuale rinvio a giudizio si allungherebbero di molto e la titolare del Turismo potrebbe respirare un po’.
Ieri il procuratore generale di Cassazione si è espresso contro l’ipotesi di trasferire l’indagine a Roma. Da Gedda chi ha parlato con Santanchè la descrive «per nulla sorpresa» della posizione del procuratore e convinta che le cose andranno diversamente. Lei, rimarcando la sua sicurezza, ha annunciato i prossimi obiettivi da ministra: «Abbiamo grandi numeri per il comparto turistico - ha detto - ma dobbiamo vincere la sfida della destagionalizzazione e stiamo preparando un decreto contro le false recensioni».
Oggi tornerà da Gedda ma non volerà su Roma, bensì su Milano. Anche se fa sapere che sarà nella Capitale sabato per la direzione nazionale di Fratelli d’Italia. Entro il fine settimana potrebbe esserci comunque un confronto tra la ministra e la premier. Al di là della sicurezza ostentata da Santanchè, che ha anche redarguito qualche meloniano che nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni a lei non gradite, a Palazzo Chigi narrano di una premier sempre più infastidita e che proverà a convincere la ministra a fare un passo indietro al di là della decisione della Cassazione di oggi e certamente prima del 10 febbraio quando alla Camera è stata calendarizzata la discussione generale sulla mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 stelle. Mozione che sarà sostenuta certamente da Partito democratico e Alleanza verdi e sinistra, mentre si è sfilata Italia viva e anche da Azione emergono dei distinguo.
Se dall’opposizione chiedono le dimissioni, dentro Fratelli d’Italia prevale il silenzio. Nessuno difende più apertamente la ministra. E anche questo sembra un segnale ben preciso.