Lo Voi e la macchina del fango in azione contro di lui. Gli esposti al Csm per farlo trasferire
di Tommaso Ciriaco , Giuliano FoschiniRoma — Puntare a un’incompatibilità ambientale, per spostarlo dalla procura di Roma. «Valutare eventuali profili disciplinari». E ancora: l’ipotesi di una denuncia in procura, accompagnata da imminenti interrogazioni parlamentari firmate dal centrodestra. Infine: aprire i cassetti e tirare fuori ogni storia potenzialmente imbarazzante. Come la diatriba sui voli di Stato, anch’essa coperta da segreto, per lasciare intendere che dietro all’indagine sul governo ci possano essere motivazioni personali. La maggioranza di Giorgia Meloni ha lanciato l’operazione Lo Voi: un bombardamento politico, giudiziario e mediatico per “sporcare” il procuratore di Roma. E per delegittimare le sue iniziative, a partire dall’indagine sul caso Almasri — ormai nelle mani del tribunale dei ministri — che coinvolge Giorgia Meloni, i responsabili di Interno e Giustizia Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, l’autorità delegata Alfredo Mantovano.
Roma — Puntare a un’incompatibilità ambientale, per spostarlo dalla procura di Roma. «Valutare eventuali profili disciplinari». E ancora: l’ipotesi di una denuncia in procura, accompagnata da imminenti interrogazioni parlamentari firmate dal centrodestra. Infine: aprire i cassetti e tirare fuori ogni storia potenzialmente imbarazzante. Come la diatriba sui voli di Stato, anch’essa coperta da segreto, per lasciare intendere che dietro all’indagine sul governo ci possano essere motivazioni personali. La maggioranza di Giorgia Meloni ha lanciato l’operazione Lo Voi: un bombardamento politico, giudiziario e mediatico per “sporcare” il procuratore di Roma. E per delegittimare le sue iniziative, a partire dall’indagine sul caso Almasri — ormai nelle mani del tribunale dei ministri — che coinvolge Giorgia Meloni, i responsabili di Interno e Giustizia Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, l’autorità delegata Alfredo Mantovano.
Una tenaglia, dunque. Per un’inchiesta che rischia comunque di fermarsi davanti a uno scoglio insormontabile: il segreto di Stato. In un primo momento, questa carta — politicamente assai “delicata” — era stata esclusa dall’esecutivo. Ieri però è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad evocarla, certo non per caso: «Se ne occuperà il presidente del Consiglio». Di certo c’è che a Chigi c’è già chi sta studiando il fascicolo, pesando costi e benefici della mossa, spulciando tra i precedenti: oltre al più noto — il caso Abu Omar — potrebbe fare gioco quello invocato durante l’esecutivo di Mario Draghi nella vicenda dell’incontro all’autogrill tra Matteo Renzi e l’allora 007 Marco Mancini.
L’“operazione Lo Voi” entrerà nella sua fase operativa all’inizio della prossima settimana, quando il comitato di presidenza del Csm dovrà discutere della richiesta presentata ieri dai cinque laici di centrodestra, Isabella Bertolini, Claudia Eccher, Daniela Bianchini, Enrico Aimi e Felice Giuffrè. Chiedono di aprire un fascicolo in prima commissione, che potrebbe portare anche a un’incompatibilità ambientale con il trasferimento del procuratore.
«Non è stato un atto dovuto, ma voluto», sostengono, in sintesi, sposando la linea di Meloni. Citano una circolare della procura di Roma del 2017, poi richiamata dallo stesso Csm, e due sentenze della Cassazione nella quali si legge: «È consolidato l’orientamento secondo cui, anche in una logica di garanzia, è ineliminabile una componente di discrezionalità valutativa del pubblico ministero». Significa che non ci sono atti dovuti ma, alla base, ci deve sempre essere una scelta del pm. «Procedere a iscrizioni non necessarie — si legge ancora — è tanto inappropriato quanto omettere le iscrizioni dovute». Il ragionamento che fanno i laici però non tocca mai la legge costituzionale che impone alla procura di non fare alcun accertamento su indagini del governo. Ne discuterà il comitato di presidenza. In una situazione scomoda, qualsiasi decisione dovesse prendere.
Potrebbe non essere la sola vicenda di cui dibattere. È possibile infatti che un altro esposto arrivi sulla vicenda Caputi. Si tratta del fascicolo di inchiesta a carico di giornalisti del Domani, denunciati dal capo di gabinetto di Meloni per una presunta fuga di notizie. La procura di Roma ha inserito agli atti un’informativa dei servizi che secondo la nostra intelligence sarebbe dovuta invece restare segreta. Un ulteriore tassello nel castello sulla “incompatibilità” di Lo Voi perché — spiegano fonti del governo — «un errore del genere mette in discussione il rapporto con i servizi: come potranno ora le agenzie di sicurezza essere sicure che i loro atti riservati inviati in procura non diventino pubblici?». Il Csm potrebbe muoversi anche a tutela di Lo Voi. Sia per difenderlo dalle accuse della destra. Sia per fare chiarezza sui suoi voli di Stato: il magistrato ritiene di averne diritto per muoversi tra Roma a Palermo, ma ha ricevuto il no di Mantovano. I documenti riservati del suo carteggio con l’autorità delegata, il ricorso al Consiglio di Stato, addirittura la lettera al presidente della Repubblica sono stati pubblicati dal Tg1 e messi in relazione con l’avvio dell’indagine Almasri. C’è un problema, a sostenere questa tesi: secondo Meloni, Lo Voi mette nel mirino il centrodestra già ai tempi di Palermo, con il processo su Salvini avviato nel 2019. A quei tempi, però, una ripicca per i voli di Stato non era neanche immaginabile.