«Un gorgo maleodorante di affari» lo definivano l’attuale sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, il giorno della notifica dell’avviso di garanzia. «Presto mi sostituirà nelle aule di tribunale» vaticinava, ironico, il vice premier Matteo Salvini. Non sbagliava. Cinque anni dopo i fatti. E sedici mesi dopo aver chiesto, senza fortuna…