A Carrara, città dallo storico animo anarchico e antica terra di duro lavoro e quindi di dure lotte, hanno dedicato la prima statua in Italia a Ernesto 'Che' Guevara, probabilmente la più famosa icona rivoluzionaria di sempre. L'argentino che, assieme a Fidel Castro, fece la rivoluzione a Cuba. La Lega si è inalberata, vedi le parole del deputato Andrea Barabotti, perché - dice lui - il 'Che' "non è stato un difensore dei diritti, le sue idee hanno portato alla costruzione di un regime oppressivo che ha imprigionato, torturato e ucciso migliaia di oppositori politici. Celebrare 'Che' Guevara significa legittimare il culto della violenza politica".
Ora, mai come nell'ultimo trentennio la storia e soprattutto la revisione di comodo della storia è …
A Carrara, città dallo storico animo anarchico e antica terra di duro lavoro e quindi di dure lotte, hanno dedicato la prima statua in Italia a Ernesto 'Che' Guevara, probabilmente la più famosa icona rivoluzionaria di sempre. L'argentino che, assieme a Fidel Castro, fece la rivoluzione a Cuba. La Lega si è inalberata, vedi le parole del deputato Andrea Barabotti, perché - dice lui - il 'Che' "non è stato un difensore dei diritti, le sue idee hanno portato alla costruzione di un regime oppressivo che ha imprigionato, torturato e ucciso migliaia di oppositori politici. Celebrare 'Che' Guevara significa legittimare il culto della violenza politica".
Ora, mai come nell'ultimo trentennio la storia e soprattutto la revisione di comodo della storia è diventata il terreno dove ogni cosa diventa possibile, con ribaltamenti della realtà da far girare la testa. In questo proprio la Lega è maestra, capace com'è di sostenere tutto e il contrario di tutto nel giro di poco tempo: infatti solo nove anni fa i Giovani padani, cioè il movimento giovanile del Carroccio, decise di utilizzare la famosa immagine del 'Che' fotografato da Alberto Korda per la propria tessera. Niente di meno. "La rivoluzione ha cambiato colore", recitava lo slogan. Il capo dei ragazzi leghisti non era un marziano oggi sparito dai radar, ma Andrea Crippa, attuale vicesegretario della Lega: "Se mi immagino lo scenario di futuro - sosteneva allora - vedo lo scontro tra identitari e globalizzazione, tra patrioti e speculatori, e sono convinto che il 'Che' o Bobby Sands se avessero potuto scegliere al loro tempo sarebbero stati dalla parte degli identitari. Ed è un riferimento contingente anche per il modello di partecipazione attiva alla politica che oggi vede i giovani molto lontani se non addirittura disgustati".
Era il 2016, anche allora Matteo Salvini – ‘comunista padano’ qualche anno prima, quando conveniva indossare quell’abito lì - era segretario del partito. Gli abboccamenti con l'estrema destra c'erano già stati e sarebbero poi diventati una vera e propria saldatura ideologica. Ma era una Lega Nord che ancora, formalmente, si definiva 'sindacato del nord' e teneva al proprio definirsi né di destra né di sinistra. Per cui anche il riferimento a un rivoluzionario marxista poteva andare bene, e come un pongo bastava modellarne la memoria a proprio piacimento. L'allora presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, uno che prima della folgorazione lumbard aveva militato nella sinistra extraparlamentare (Democrazia proletaria, per l'esattezza), sorrise affettuosamente vedendo quella tessera: nostalgia canaglia.
Dalla furba esaltazione del 'Che' al grido d'allarme contro la pericolosa memoria di un rivoluzionario morto nel 1967 sono passati, come detto, solo nove anni. Le cose cambiano in fretta e la Lega ancora di più: era indipendentista, oggi si ritrova nazionalista; la retorica contro i terroni o gli albanesi oggi prende di mira i migranti, meglio se africani; il Ponte sullo Stretto erano soldi buttati, adesso Salvini non parla d'altro; sempre Salvini si rifiutava di pagare i pedaggi dopo gli aumenti a favore di telecamera, oggi gli aumenti li fa lui.
In questo tritacarne di simboli e immagini ci capita di tutto ed è toccato quindi pure a Guevara. Uno che per non cambiare idea, ed è qui il colmo, ci ha rimesso la pelle.