«Non è nei programmi, non ne abbiamo parlato». Gelo meloniano sull’ipotesi del ritorno alla vecchia immunità parlamentare. Prima il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, poi il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Balboni, nel giro di poche ore, fanno scendere una pietra tombale sulla “pazza idea” dei forzisti che tanto stava facendo discutere, sulla scia dell’avviso ricevuto nei giorni scorsi dalla premier e dai suoi ministri.
Tutto torna, in fondo. Era l’Msi progenitore dei Fratelli d’Italia che, nell’estate del ‘92, in Parlamento gridava alla cancellazione di ogni “impunità” per i politici. Forza Italia issa ora la nuova bandierina, la Lega non disdegna l’idea di un ritorno allo scudo stellare, del quale Repubblica ha dato notizia ieri. In sintesi: divieto a indagare ministri, deputati e senatori, se non dietro l’autorizzazione a procedere concessa dal Parlamento (oggi prevista solo nel caso di arresti, perquisizioni o intercettazioni).
Scontata la…
«Non è nei programmi, non ne abbiamo parlato». Gelo meloniano sull’ipotesi del ritorno alla vecchia immunità parlamentare. Prima il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, poi il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Balboni, nel giro di poche ore, fanno scendere una pietra tombale sulla “pazza idea” dei forzisti che tanto stava facendo discutere, sulla scia dell’avviso ricevuto nei giorni scorsi dalla premier e dai suoi ministri.
Tutto torna, in fondo. Era l’Msi progenitore dei Fratelli d’Italia che, nell’estate del ‘92, in Parlamento gridava alla cancellazione di ogni “impunità” per i politici. Forza Italia issa ora la nuova bandierina, la Lega non disdegna l’idea di un ritorno allo scudo stellare, del quale Repubblica ha dato notizia ieri. In sintesi: divieto a indagare ministri, deputati e senatori, se non dietro l’autorizzazione a procedere concessa dal Parlamento (oggi prevista solo nel caso di arresti, perquisizioni o intercettazioni).
Scontata la levata di scudi delle opposizioni. Con il leader M5s, Giuseppe Conte, che insorge via social: «Questi qui sono in pieno delirio di onnipotenza, facciano subito retromarcia e noi alziamo la guardia tutti insieme prima che sia tardi». Quindi il Pd, con Walter Verini: «Irricevibile, un altro capitolo della guerra ai magistrati». E Avs, con Luana Zanella: «Inaccettabile solo sentire la parola immunità».
Ma è contro i veti del governo che si infrange la proposta, nonostante il Guardasigilli Carlo Nordio non fosse ostile per principio (nell’estate del 2022 aveva ricordato che «i padri costituenti l’hanno voluta come garanzia dalle interferenze della magistratura»). L’ordine dei Fratelli adesso è frenare. «Non è uno scenario, tantomeno una priorità», chiarisce il sottosegretario FdI Andrea Delmastro (peraltro rinviato a giudizio per la vicenda Cospito), che aggiunge: «La priorità è la riforma sulla separazione delle carriere. Che, certo, la vicenda Lo Voi ha reso anche più necessaria». E tiene il punto anche il collega Alberto Balboni, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato: «L’articolo 68 della Costituzione va bene com’è». Forza Italia stempera, ma non molla. Antonio Tajani ragiona: «Personalmente non sono contrario, ma è da vedere in che termini, per quali reati». E il portavoce azzurro Raffaele Nevi ribadisce: «Bisognerà predisporre la legge, ne parleremo con gli alleati». Non chiude alla proposta di tornare alla vecchia immunità la Lega di Matteo Salvini. Il sottosegretario Andrea Ostellari la prende alla larga, «apprezzando» l’idea di una proposta analoga della Fondazione Einaudi. «Sia il Parlamento a valutare il percorso migliore, senza preclusioni», aggiunge il senatore Claudio Borghi.
Il via libera più chiaro - e provocatorio - arriva dalla sinistra della magistratura, con il sì di Giovanni Zaccaro, segretario nazionale di Area, corrente progressista. «Se serve a evitare che la politica strumentalizzi ogni iniziativa giudiziaria facciano pure — commenta con Repubblica — se serve a evitare che si smantelli tutto il sistema processuale e si delegittimi il potere giudiziario pur di salvare un politico, e di sottrarlo al processo, procedano. Avranno agito in chiaro, facendo una scelta».