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Vannacci alla campagna veneta: no al terzo mandato di Zaia e una sua lista per le regionali

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La sfida dell’eurodeputato e del suo movimento. La freddezza degli ‘zaiani’
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Due giorni di incontri pubblici in Veneto e Roberto Vannacci, principe dei-dico-e-non-dico, fa saltare i nervi della Liga, la costola regionale del Carroccio. L'eurodeputato indipendente infatti, tra una presentazione del libro e un giro in battello coi fan, boccia di nuovo il terzo mandato per Luca Zaia e fa intravedere la possibilità di una propria lista per le regionali affiancata proprio alla Lega ("ma non anticipo l'effetto sorpresa", ha spiegato). Opzione evocata ricordando le sue oltre 70 mila preferenze alle Europee prese in Veneto. Ecco, prima il sindaco di Treviso Mario Conte - zaiano di ferro e possibile candidato presidente se per Zaia non ci fosse un sequel - e poi lo stesso presidente lo liquidano con qualche battuta salace che però rende bene l'idea dell'insofferenza del partito verso il generale sospeso dall'esercito che gioca a provocare.

Due giorni di incontri pubblici in Veneto e Roberto Vannacci, principe dei-dico-e-non-dico, fa saltare i nervi della Liga, la costola regionale del Carroccio. L'eurodeputato indipendente infatti, tra una presentazione del libro e un giro in battello coi fan, boccia di nuovo il terzo mandato per Luca Zaia e fa intravedere la possibilità di una propria lista per le regionali affiancata proprio alla Lega ("ma non anticipo l'effetto sorpresa", ha spiegato). Opzione evocata ricordando le sue oltre 70 mila preferenze alle Europee prese in Veneto. Ecco, prima il sindaco di Treviso Mario Conte - zaiano di ferro e possibile candidato presidente se per Zaia non ci fosse un sequel - e poi lo stesso presidente lo liquidano con qualche battuta salace che però rende bene l'idea dell'insofferenza del partito verso il generale sospeso dall'esercito che gioca a provocare.

"Capiremo come viene inquadrato Vannacci nel partito e nella coalizione, se potrà portare un contributo nulla di male purché non cominciano con la storia delle condizioni, quelle le pone il partito e non le forze esterne", dice Conte parlando alla locale Antenna Tre. E poi, ancora: "Vannacci si era sempre dichiarato indipendente, ma noi raccogliamo la voce dei militanti che hanno fatto la storia del partito". L'ambiguità dell'eurodeputato è risaputa: con un piede dentro la Lega, con l'altro impegnato a costruire il suo movimento, con l'obiettivo di correre alle regionali di Toscana e Veneto. Con il benestare di Matteo Salvini. Quanto all'attuale presidente di Regione, parole altrettanto velenose: "Non mi risulta che Vannacci sia iscritto alla Lega quindi non ho nulla da commentare sulle sue dichiarazioni in merito al terzo mandato. Ho altri problemi che stare lì a commentarlo".

Vannacci, unico ad avere il palco tutto per sé a Pontida lo scorso ottobre a parte gli ospiti stranieri, non è iscritto né quindi paga le quote alla Lega. Nel mentre il Mondo al contrario, comitato ispirato al suo libro, come detto si sta facendo movimento politico in maniera esplicita e punta ai voti della destra più radicale, magari elettori delusi da FdI e Lega. Lui di fronte alle critiche fa spallucce: "Mi piace la logica di Conte: sì a Vannacci se porta voti, ma niente condizioni perché i benefici dei voti di Vannacci li vogliamo solo noi, i dipendenti!". Titolo del post Facebook: 'Ius primae noctis'. Della serie, e tra le righe, voi siete i baroni della politica, e io vi spazzerò via.

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