Non Giorgia Meloni, ma Carlo Nordio e Matteo Piantedosi in Parlamento per il governo a riferire sulla liberazione del generale libico Osama Almasri, prima alla Camera e poi al Senato. Sale la tensione nell’aula di Montecitorio: applausi dal centrodestra e contestazioni dalle opposizioni quando il Guardasigilli al termine della sua informativa ha criticato e attaccato la magistratura. Elly Schlein prende la parola e attacca i rappresentati del governo: “Nordio non ha parlato da ministro ma da avvocato difensore di un torturatore, da Meloni atteggiamento da presidente del coniglio”. Al Senato molto duro il leader di Italia viva Matteo Renzi: "Meloni vorrebbe fare la fatina, ma c'è l'Omino di Burro, quello che guida il carro e porta i bambini fuori dalla scuola, nel Paese dei balocchi, dove diventano dei somari”.
Almasri, Appendino (M5s): “Regalo al governo un dizionario di inglese”
"Settimane di menzogne e urla al complotto sulla liberazione di Almasri e poi i ministri, prima Tajani poi Nordio, ci dicono che il problema è stato che 'il mandato d'arresto della Corte dell'Aja è arrivato in lingua inglese’. Gli facciamo un favore: gli regaliamo un dizionario di inglese, così magari la prossima volta non riportano a casa un criminale di guerra con un volo di Stato. Sono senza vergogna". A scriverlo sui social è la vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino, pubblicando il video del suo intervento alla trasmissione Agorà su Rai 3 in cui ha portato un dizionario di inglese per la maggioranza.
Almasri, Tajani: “Corte penale internazionale ha fatto un po’ di pasticci”
Dalla Corte penale internazionale "sono stati fatti un po’ di pasticci", anche con "una nota scritta in inglese un po’ così...". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato su Rete 4 sul caso del generale libico Nijeem Osama Almasri. Il dirigente ha aggiunto: "In Gran Bretagna il testo giuridico è diverso dal nostro, certe parole non ci sono per tradurre il concetto giuridico italiano; lì c'è il common law e non il civil law, come da noi". Secondo Tajani, nel complesso, il caso è stato "strumentalizzato". Ancora il ministro: "I sondaggi dicono che il governo da questa vicenda è uscito rafforzato".
Almasri, Magistratura democratica: “Parole di Nordio grave ferita allo Stato di diritto”
"Le dichiarazioni rese oggi in Parlamento dal ministro della Giustizia sul caso Almasri rappresentano una grave ferita allo Stato di diritto". Lo scrive in una nota l'esecutivo di Magistratura democratica sottolineando che "anziché rendere conto delle ragioni dell'omessa trasmissione degli atti alla procura generale di Roma, ai fini dell'applicazione della custodia cautelare al cittadino libico Almasri e della sua consegna alla Corte penale internazionale, in esecuzione del mandato d'arresto emesso dalla Corte, il ministro si è scagliato contro la Corte penale internazionale, non solo sindacando nel merito il mandato d'arresto, ma addirittura qualificandolo come 'atto nullo' e 'completamente sballato'".
Oltre a porre l'attenzione su "evidenti errori giuridici in cui il ministro è incorso nella sua arringa", Md sottolinea che "ciò che dovrebbe essere chiaro a tutti cittadini è che il ministro si è arrogato la facoltà, che non ha, di ergersi d'ufficio a giudice d'appello di un atto giudiziario, di dichiararlo nullo e quindi di violare deliberatamente una legge dello Stato, la legge 237 del 2012, che gli imponeva di eseguirlo senza sindacarlo, in ragione dell'obbligo assunto dall'Italia con la ratifica dello Statuto della Corte penale internazionale".
Il Guardasigilli, secondo Md, "ha utilizzato questa occasione per attaccare ancora una volta l'indipendenza della giurisdizione, e non più 'solo' la magistratura italiana, ma tutte le autorità giurisdizionali, anche internazionali e sovranazionali. Il messaggio è chiaro: nessuna autorità giudiziaria, nazionale o sovranazionale, potrà emettere atti sgraditi alla maggioranza politica di turno, e se ciò avverrà l'atto giudiziario sgradito sarà in qualche modo vanificato nei suoi effetti e l'autorità giudiziaria che lo ha emesso verrà additata all'opinione pubblica come nemica della nazione. Una pericolosa deriva - conclude Magistratura democratica - rispetto alla quale tutta la comunità giuridica, tutti coloro che hanno a cuore la democrazia liberale, dovrebbero prendere posizione".
I senatori del Pd protestano con le foto dei prigionieri in Libia: “Meloni in fuga”
I senatori del Pd hanno protestato in aula in Senato sul caso Almasri. Al termine dell'intervento del presidente Francesco Boccia, tutti i componenti del gruppo dem hanno mostrato dei cartelli con la scritta “Meloni in fuga” e le foto di prigionieri nelle carceri libiche e dei migranti trasferiti nei centri in Albania.
Boccia (Pd): “Se non è passacarte, Nordio è responsabile del disastro: si dimetta”
"Nordio ha detto che non è il passacarte della Corte penale internazionale. Questo probabilmente è vero. Però delle due, l'una. O lei è il passacarte del governo o lei è responsabile di questo disastro e deve dimettersi. Se non è il passacarte della Corte penale internazionale lo è del governo. Se non lo è nemmeno del governo questo disastro lo ha fatto lui". Così il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, intervenendo in aula a Palazzo Madama.
De Cristofaro (Avs): “Da Meloni fuga vigliacca”
"In quest'aula non dovrebbero esserci solo i ministri, ma ci dovrebbe essere la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Immaginare che un'autentica enormità come questa, cioè la scarcerazione di un ricercato dalle autorità internazionali, sia accaduta senza che la presidente del Consiglio lo sapesse, è inaudito". Lo ha detto il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro, intervenendo nell'aula di Palazzo Madama dopo le informative dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi sul caso Almasri. "Quella di Meloni è una fuga vigliacca", insiste il senatore puntando il dito contro i ministri "che sin dall'inizio hanno cercato di confondere le acque invece di accendere la luce" sul caso Almasri.
Gasparri: “ Favole Renzi? Lui raccoglie milioni dall’Arabia Saudita”
"Non risponderò co lo stesso linguaggio a chi ha dato del vile al presidente del consiglio, ma siccome si è parlato delle favole qui c'è chi ha seminato chiacchiere nel campo degli ulivi e raccoglie milioni dall'Arabia Saudita". Lo dice il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, rispondendo a Matteo Renzi nel corso del dibattito seguito alla informativa dei ministri Nordio e Piantedosi.
Renzi: “Meloni vile, non è lady di ferro ma uomo di burro”
"Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l'uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti. Se ci fosse stato un minimo di coraggio da parte della vile premier, ella sarebbe venuta qui e avrebbe detto che c'è un interesse nazionale di questo paese e si chiama Eni. Se Meloni avesse voluto difendere l'interesse nazionale lo avrebbe detto. Ma non lo fa, scarcera i torturatori di bambini". Lo ha detto il senatore e presidente di Iv, Matteo Renzi, nel dibattito al Senato su caso Almasri. In alcuni passaggi, l'intervento è stato interrotto dalle polemiche delle opposizioni.
Renzi a Nordio: “Avete liberato chi violenta i bambini”
"Abbiamo ascoltato un ministro dell'Interno imbarazzato. Perché il capo delle forze dell'ordine che arrestano un pericoloso criminale si vede liberare quel criminale dal governo che rappresenta. Altro che 'nullum est' ...Signor ministro: Almasri ha violentato dei bambini, ha torturato e ucciso delle persone e voi lo avete rimandato in Libia col volo di stato". Lo dice Matteo Renzi in aula al Senato replicando all'informativa dei ministri Piantedosi e Nordio.
Calenda: “Gigantesca sagra dell’ipocrisia, almeno mollatelo nel deserto”
"Stiamo assistendo a una gigantesca sagra dell'ipocrisia". Lo ha detto Carlo Calenda, in aula al Senato, sul caso Almasri. "Ogni governo ha avuto a che fare con i tagliagole, se non raccontiamo questo stiamo raccontando una menzogna", ha premesso il leader di Azione che poi ha puntato il dito sulle parole del ministro Nordio: "Non si possono sostenere certe cose, è insopportabile. La dignità dello Stato è stata svilita, le istituzioni si sono contraddette. Abbiamo fatto fare a questo bandito un carosello infamante in Libia, almeno mollatelo nel deserto non a casa sua davanti ai suoi sostenitori".
Nordio: “La legge è legge, non si scavalcano le procedure”
Il Guardasigilli Nordio riprende la parola ora in Aula al Senato: “La legge è legge, noi non possiamo scavalcare le procedure, altrimenti legittimeremmo tutto. Allora perché abbiamo fatto il processo di Norimberga, dove sono stati condannati ma anche assolti dei nazisti, perché esiste la Corte penale internazionale. Ma se la Cpi non segue le regole del diritto allora vuol dire che agisce invano".
Salvini in aula al Senato
È presente anche il vicepremier Matteo Salvini in aula del Senato per l'informativa dei ministri Nordio e Piantedosi su caso Almasri. Oltre ai due ministri interessati, al banco del governo sono presenti i ministri Casellati, Zangrillo e Valditara. Assente la premier Meloni e l'altro vicepremier Tajani.
Al via informativa al Senato, parleranno Renzi e Calenda
Prende il via al Senato la doppia informativa dei ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell'Interno Matteo Piantedosi sul caso Almasri. E la seduta dell'Aula dovrebbe durare meno rispetto a quella dedicata dalla Camera allo stesso argomento - circa un'ora e mezzo, si stima - visto che ogni gruppo parlamentare ha a disposizione 5 minuti per intervenire (la metà rispetto a Montecitorio). A questi, vanno aggiunti i tre minuti a disposizione di Azione, per cui parlerà il leader Carlo Calenda. È prevista la diretta tv. Il primo a prendere la parola è il Guardasigilli. A presiedere l'aula è il presidente Ignazio La Russa. Dopo le dichiarazioni dei ministri, toccherà ai senatori. Tra gli iscritti a parlare ci sono Matteo Renzi per Italia viva, Alberto Balboni per Fratelli d'Italia, Erika Stefani per la Lega, Alessandra Maiorino, vicepresidente vicaria del M5S e Giorgio Salvitti per Coraggio Italia-Noi moderati, oltre ai capigruppo Maurizio Gasparri (Forza Italia), Francesco Boccia (Pd), Peppe De Cristofaro (Misto).
Il ritratto di Nordio fatto dal dem Sensi in aula
Il dem Filippo Sensi su un foglio in aula ha fatto un ritratto del ministro Carlo Nordio durante l’informativa alla Camera. E la scritta in inglese “The cat is over the table, the killer is over the plane” con un riferimento all’uscita del Guardasigilli sul mandato d'arresto della Corte dell'Aja nei confronti di Osama Njeem Almasri "arrivato in lingua inglese senza essere tradotto”.
Cartelli di Avs in aula con foto di torturati
Dopo l'intervento di Nicola Fratoianni nell'Aula della Camera sul caso Almasri i deputati di Avs hanno esposto cartelli raffiguranti foto di torturati.
Magi (+Europa): “Sedia vuota è un’offesa. Meloni Frodo? Anello le ha dato alla testa”
"La sedia vuota" della premier Meloni in Aula della Camera "è non solo un'offesa per il Parlamento ma anche per il diritto internazionale e se è vero, come dice la sorella, che Giorgia Meloni è Frodo, allora l'anello del potere lo ha già indossato e le ha dato alla testa". Sono le parole del segretario di Più Europa Riccardo Magi, intervenendo in Aula dopo l'informativa del governo sul caso Almasri.
Fratoianni (Avs) in aula mostra la foto di una bimba “torturata da Almasri. Nordio che dice?”
Durante il suo intervento al dibattito alla Camera dopo le comunicazioni dei ministri Nordio e Piantedosi, il deputato di Avs e segretario di Si, Nicola Fratoianni, mostra la foto di una bambina torturata in Libia. "Questa bambina quando è stata torturata da Almasri? - chiede - Questo è il punto della questione. Ministro Nordio, lei che ha studiato con attenzione, quando è stata torturata da Almasri? Visto che si è assunto la responsabilità di non fare il suo dovere".
Lupi: “Giornata triste perché l'opposizione si oppone a tutto”
“Mi spiace per chi ha perso l'occasione di dimostrare che ci può essere un'opposizione anche dura ma con una proposta. Invece è emersa solo l'intenzione di opporsi a qualunque costo. Questo, me lo insegnava il mio rettore Giuseppe Lazzati, è l'idea di una politica che ha sempre bisogno di un nemico davanti, porsi per opporsi, e allora è inutile ascoltare le informative, perché è indifferente quello che viene detto”, dice il leader di Noi moderati Maurizio Lupi nella discussione generale alla Camera dopo l'informativa sul caso Almasri dei ministri di Giustizia e Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. "La leader del Pd, Elly Schlein, ha definito ridicola l'informativa, che l'opposizione ha chiesto, ha detto che si è sfiorato il senso del ridicolo, che è stata una giornata triste per le istituzioni e il Parlamento. Condividiamo questa affermazione fino in fondo: chi ha avuto la pazienza di seguire il dibattito in tutti gli interventi ha notato una differenza essenziale fra una concezione della politica che appartiene a noi del centrodestra, della politica che si sviluppa nel dialogo internazionale come responsabilità nei confronti dello Stato e di un popolo che siamo chiamati a rappresentare. L'opposizione invece ha scelto quella che sempre la strada più semplice, quella del porsi per opporsi, ma la storia politica del Paese ha insegnato che non porta e fa solo male alla democrazia e alle istituzioni".
Schlein: “Meloni ha sfregiato la credibilità dell’Italia”
“Meloni non può pensare di cavarsela con video e dirette social: non deve spiegare ai suoi followers, ma all'Italia – afferma ancora la segretaria del Pd Elly Schlein in aula alla Camera dopo l'informativa dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri – La nostra credibilità internazionale è stata sfregiata dalla vostra scelta, oggi rivendicata, di riaccompagnare a casa un torturatore libico", aggiunge Schlein: "Almasri è accusato di aver picchiato, stuprato e ucciso, ma nonostante questo viene scarcerato e fatto salire su un aereo di Stato con tutti gli onori, per poi essere accolto nel suo paese come un eroe. Meloni diceva che avrebbe dato la caccia ai trafficanti di tutto il mondo, invece li rimanda a casa con il rimpatrio più veloce della storia d'Italia", aggiunge Schlein.
Piantedosi: “Almasri espulso per la sicurezza dello Stato”
“L'espulsione di Almasri è da inquadrare (per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto in questione) nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell'ordine pubblico, che il governo pone sempre al centro della sua azione, unitamente alla difesa dell'interesse nazionale che è ciò a cui lo Stato deve sempre attenersi nell'obiettivo di evitare, in ogni modo, un danno al Paese e ai suoi cittadini", continua il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri.
Conte a Nordio: “Hai parlato da assolutore, vergogna”
Il presidente del M5S si accende in aula: “Siamo diventati il porto franco e il paese balocchi dei criminali. Nordio è stato scandaloso", su Almasri "lei non ha parlato da avvocato difensore di Almasri" ma da "giudice assolutore! Lei si dovrebbe vergognare", dice Giuseppe Conte dopo l'informativa su Almasri rivolto al Guardasigilli. "Ma voi pensate davvero che gli italiani siano tutti idioti?", chiede.
Conte: “Meloni scappa, è viltà istituzionale”
“Oggi c'è la grande assenza della presidente Meloni, che scappa dal Parlamento e dai cittadini", un atto di "viltà istituzionale. Lo so che ci sta guardando dietro qualche computer", presidente Meloni, e quindi "mi rivolgo a lei. Non è venuta qui" a parlare di Almasri, "non si permetta di parlare davanti a qualche scendiletto!". È l’attacco del leader del M5S Giuseppe Conte alla premier nell’aula della Camera dopo l'informativa sul caso Almasri.
Schlein: “Nordio ha violato la legge davanti al Paese”
“Il ministro deve trasmettere gli atti" della Corte Penale Internazionale, continua Elly Schlein contro il Guardasigilli Nordio. "Lei accusa noi di non aver letto le carte, ma lei non ha letto la legge, ministro, e l'ha violata davanti al Paese".
Cartelli Pd in aula: "Meloni dove sei?"
Alla fine dell'intervento della segretaria del Pd Elly Schlein nell'aula della Camera, dopo l'informativa sul caso Almasri, i deputati dem hanno esposto cartelli (entrambi con silhouette di conigli) con scritto "Meloni dove sei?" e "Meloni la patriota in fuga". Il presidente Lorenzo Fontana ha fatto prontamente rimuovere i cartelli.
Schlein: “Da Meloni atteggiamento da presidente del coniglio”
Ancora Elly Schlein alla Camera: “Meloni ha mandato i suoi ministri in aula, un atteggiamento da presidente del coniglio, non del Consiglio. Doveva esserci lei qua, perché quello che hanno detto i ministri non è una risposta – attacca la segretaria Pd nel dibattito sulle comunicazioni dei ministri Nordio e Piantedosi – Oggi vi nascondete dietro i cavilli e il giuridichese, ma qua non si tratta di un difesa formale, ma di una scelta politica. Allora assumetevi una responsabilità. La verità è che vi vergognate di quello che fate e per questo mentite. Qua doveva esserci Giorgia Meloni, invece vi siete limitati ad attaccare i magistrati. Un attacco frontale che è fumo negli occhi per coprire il merito della vostra scelta politica".
Schlein: “Hanno ammesso che su Almasri è stata una scelta politica”
"Meloni ci ha abituati alla sua incoerenza, ma qua si tratta di sicurezza nazionale. Le domande a cui dovrete rispondere sono molto semplici: perché Nordio, che era stato informato dal giorno dell'arresto, non ha risposto alle richieste del procuratore generale? – incalza Elly Schlein in aula – La vostra inerzia ha provocato la scarcerazione. Prima ci dice che è stato liberato perché non ha fatto in tempo per tradurre delle pagine in inglese poi ha detto che le ha lette ma ha rinvenuto dei vizi. Bene ha ammesso che è stata una scelta politica".
Schlein: “Nordio ha parlato da avvocato di un torturatore”
Prende la parola in aula Elly Schlein: “Vi abbiamo ascoltati e quel che dite è inaccettabile, ha parlato da avvocato difensore di un torturatore", dice la segretaria del Pd rivolgendosi al ministro Nordio.
Donzelli: “Avanti con la riforma della giustizia, non ci intimidiscono”
“Andremo avanti fino in fondo" con la riforma della giustizia, assicura Giovanni Donzelli di FdI, "non ci faremo intimidire", dice in aula dopo l'informativa del governo sul caso Almasri.
Piantedosi: “Almasri aveva pure un visto per gli Usa per 10 anni”
La Corte penale ha dato seguito alla richiesta di arresto per Osama Njeem Almasri "soltanto sabato 18 gennaio, quando Almasri si trovava in territorio italiano.
Evidenzio altresì che, prima di giungere in Italia, è transitato in diversi Paesi europei, dove risulta essersi recato abitualmente anche in passato, come attestano i documenti di viaggio in suo possesso, tra i quali un passaporto della Repubblica della Dominica che riporta, tra l'altro, un visto per gli Stati Uniti con validità di 10 anni a partire dal novembre scorso". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri. "Il suo ultimo viaggio - sottolinea - risale allo scorso 6 gennaio, quando, provenendo da Tripoli, è solo transitato da Fiumicino per dirigersi a Londra, senza essere, pertanto, sottoposto a controlli di frontiera in Italia".
Piantedosi: “Aereo del rimpatrio pronto per prevenzione”
“La scelta delle modalità di rimpatrio (in linea con quanto avvenuto in numerosi analoghi casi anche in anni precedenti e con governi diversi dall'attuale) è andata di pari passo con la valutazione effettuata per l'espulsione di Almasri". Inoltre "la predisposizione dell'aereo, già nella mattina del 21 gennaio, rientra tra quelle iniziative a carattere preventivo, e quindi aperte a ogni possibile scenario (ivi compreso l'eventuale trasferimento in altro luogo di detenzione), che spettano a chi è chiamato a gestire situazioni che implicano profili di tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico di tale rilevanza", le parole del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri.
Piantedosi: “Nessun ricatto al governo su Almasri”
Tocca al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi: “Smentisco, nella maniera più categorica, che, nelle ore in cui è stata gestita la vicenda, il governo abbia ricevuto alcun atto o comunicazione che possa essere, anche solo lontanamente, considerato una forma di pressione indebita assimilabile a minaccia o ricatto da parte di chiunque, come è stato adombrato in alcuni momenti del dibattito pubblico sviluppatosi in questi giorni – dice nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri – Al contrario, ogni decisione è stata assunta, come sempre, solo in base a valutazioni compiute su fatti e situazioni (anche in chiave prognostica) nell'esclusiva prospettiva della tutela di interessi del nostro Paese".
Nordio: “Precisare nelle carte che ero indagato fa tenerezza”
“Il 28 gennaio alle ore 16:50 è stata consegnata al sottoscritto un'informativa ai sensi dell'articolo 335 del Codice di procedura penale dalla quale si evince che l'onorevole Carlo Nordio è indagato per i reati di favoreggiamento e omissione di atti d'ufficio. La qualità di indagato iscritta nel registro citato è sottolineata in grassetto nell'informazione di garanzia: l'ho vista con una certa tenerezza questa sottolineatura che io sarei persona indagata, perché un pubblico ministero sa benissimo che se sei nel registro del 335 sei persona indagata, non è iscritto all'associazione dei bocciofili", dice alzando la voce il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri, cui hanno fatto seguito - in questo passaggio - gli applausi dai banchi della maggioranza.
Nordio: “Da Cpi pasticcio frettoloso, chiederò chiarimenti”
Nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio attacca ancora la Cpi: “È stata la corte penale internazionale che si è corretta, non sono io che ho rilevato dei difetti della Corte, li ha rilevati lei e ha cercato di cambiarli cinque giorni dopo, perché si era accorta che aveva fatto un immenso pasticcio.
La ragione di questo pasticcio frettoloso sarà discussa, sarà forse trovata, sarà sospettata in altre sedi, in altre situazioni – afferma il Guardasigilli Nordio – Non so perché abbiano agito in un modo così frettoloso da sbagliare completamente un atto così solenne come un mandato di cattura internazionale", sottolinea il ministro che fa sapere: "È mia intenzione attivare i poteri che la legge mi riconosce e chiedere alla corte penale giustificazione circa le incongruenze di cui è stato mio dovere riferire".
Nordio: “Certa magistratura sciatta, accuse senza leggere carte”
"Mi ha deluso l'atteggiamento di una certa parte della magistratura che si è permessa di sindacare l'operato del ministero senza aver letto le carte. Cosa che può essere perdonata ai politici ma non a chi per mestiere le carte le dovrebbe leggere. Con questa parte della magistratura, se questo è il loro modo di intervenire in modo sciatto, questo rende il dialogo molto molto molto più difficile. Se questo è un sistema per farci credere che le nostre riforme devono essere rallentate...", attacca il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri. "Questa parte della magistratura ha compattato la maggioranza come finora mai accaduto, andremo avanti fino alla riforma finale", ha concluso
L’opposizione contesta l’intervento di Nordio alla Camera: tensioni in aula
L'opposizione ha contestato - rumoreggiando, urlando e battendo le mani sui banchi - la parte conclusiva dell'informativa sul caso Almasri del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana è intervenuto di nuovo per ripristinare il silenzio e far proseguire il ministro nel suo intervento.
Botta e risposta Nordio-Bonelli. Il Guardasiglli bacchetta l’opposizione, maggioranza applaude
Applausi in Aula dai banchi della maggioranza per il ministro Carlo Nordio durante l'informativa su Almasri, mentre il ministro, chiamato in causa da Angelo Bonelli, ha replicato rivolto all'opposizione: "Lei sarà smentito dalla Corte. Non avete letto le carte, non sapete di cosa state parlando". A quel punto il presidente Lorenzo Fontana è intervenuto affermando: "I colleghi non si rivolgano al ministro perché non è un dibattito".
Nordio: “Errori nel mandato d'arresto della Cpi”
Per il Guardasigilli il mandato d'arresto della Corte dell'Aja nei confronti di Osama Njeem Almasri "è arrivato in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l'immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d'appello" di Roma, prosegue il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri. "Incertezza assoluta" a cominciare, sottolinea, "dalla data in cui sarebbero avvenuti i crimini: si dice a partire dal marzo 2015 ma nel preambolo si parlava del febbraio 2011, quando Gheddafi era ancora al potere".
Nordio: “Incomprensibili salti logici sui crimini di Almasri”
Nella documentazione della Cpi "una sessantina di paragrafi in cui vi è tutta la sequenza di crimini orribili addebitati al catturando, vi è un incomprensibile salto logico. Le conclusioni del mandato di arresto risultavano differenti rispetto alla parte motivazionale e rispetto alle conclusioni”, dice ancora il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Nordio: “Atto in inglese". L’opposizione protesta
Gli animi iniziano ad accendersi. "L'atto è arrivato in lingua inglese senza essere tradotto", sottolinea il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante l'informativa su Almasri. Le opposizioni in aula hanno rumoreggiato per contestare la precisazione, tanto che è dovuto intervenire il presidente Lorenzo Fontana.
di Gabriella Cerami
Nordio: “Il ministro non è un passacarte delle richieste della Cpi”
“Il ruolo del ministro non è solo di transito e di passacarte, è un ruolo politico: ho il potere e dovere di interloquire con altri organi dello Stato sulla richiesta della Cpi, sui dettagli e sulla coerenza delle conclusioni cui arriva la Corte. Coerenza che per noi manca assolutamente", prosegue il ministro della Giustizia Carlo Nordio nell'informativa alla Camera sul caso Almasri. "L'atto è arrivato in lingua inglese, senza traduzione, e c'erano criticità sulla richiesta di appello. Si dava atto che il 2 ottobre 2024 l'accusa aveva richiesto un mandato di arresto per delitti contro l'umanità avvenuti a Mitiga e commessi a partire dal febbraio 2015, e c'erano incertezza assoluta sulla data dei delitti commessi: si oscillava dal 2011 al 2015, non è una cosa di poco conto
Nordio: “Io avvertito quando Almasri era già stato arrestato”
Continua il Guardasigilli Nordio: “Il 20 gennaio il procuratore della Corte d'appello di Roma trasmetteva il complesso carteggio" sull'arresto di Almasri "al ministero della Giustizia alle 11.40. Alle 13.57 il nostro ambasciatore all'Aja trasmetteva al ministero la richiesta dell'arresto provvisorio. La comunicazione della questura al ministero è avvenuta ad arresto già fatto".
Nordio: “Da Interpol comunicazione senza domanda di estradizione”
"Il 18 gennaio la Cpi emetteva un mandato di arresto internazionale nei confronti di Almasri per una serie di reati. Il mandato di arresto è arrivato domenica 10 gennaio alle ore 9.30 con una notizia informale e l'arresto trasmessa via email da un funzionario Interpol alle ore 12.37, sempre domenica: una comunicazione assolutamente informale, priva di dati identificativi e priva del provvedimento in oggetto e delle ragioni sottese. Non era nemmeno allegata la richiesta di estradizione", dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella sua informativa alla Camera sul caso Almasri.
In Aula presenti diversi ministri, assenti Meloni e i vice Salvini e Tajani
I banchi del governo sono quasi al completo per l'informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi sul caso Almasri. Presenti diversi esponenti dell'esecutivo, da Luca Ciriani a Roberto Calderoli, da Gilberto Pichetto Fratin a Adolfo Urso e Tommaso Foti. Assente la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.
Iniziata la seduta della Camera per informativa su Almasri
È iniziata la seduta della Camera, presieduta dal presidente Lorenzo Fontana, con all'ordine del giorno le informative dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi sul caso Almasri. Interviene per primo il Guardasigilli, poi spetta al titolare del Viminale.
L’informativa alla Camera: in Aula intervengono i big
Nell’aula della Camera è prevista l'informativa dei ministri dell'Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, sul caso Almasri. Nel dibattito seguente gli iscritti a parlare, nell'ordine, sono i deputati Giovanni Donzelli di FdI, Elly Schlein del Pd, Davide Bellomo della Lega, Giuseppe Conte del M5S, Giorgio Mulè di FI, Maurizio Lupi di Noi moderati, Ettore Rosato di Azione, Nicola Fratoianni di Avs, Elena Maria Boschi di Italia viva e Riccardo Magi di Più Europa. La durata stimata delle informative urgenti e del dibattito è di due ore e mezza circa. I gruppi avranno a disposizione dieci minuti ciascuno, un tempo maggiorato rispetto ai sette minuti solitamente previsti. Come per tutte le informative non sono previste repliche né votazioni. Interverrà prima Piantedosi e poi Nordio, mentre l'ordine degli interventi dei gruppi è in ordine decrescente, dal gruppo con più componenti a quello con minore consistenza numerica.
Appendino (M5S): “Su Almasri siamo alla menzogna di Stato”
"Su Almasri siamo alla menzogna di Stato”, attacca la vicepresidente del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino. A breve inizia l’informativa alla Camera e al Senato dei ministro Nordio e Piantedosi. “Prima o poi Meloni verrà in Parlamento, fuori dai social, a spiegare agli italiani che cosa sta succedendo? Non lo fa perché si vergogna di questo volo di Stato e di questa scelta politica di liberare un torturatore con tutti gli onori – continua Appendino intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai3 - Hanno raccontato per anni che avrebbero bloccato i migranti e invece hanno fatto un patto e sono sotto ricatto di un criminale. La verità alla fine è che gli italiani sono sotto ricatto di un governo incompetente che non risolve i problemi dei cittadini che non riescono a curarsi e a pagare il mutuo e le bollette".
Magi: “Meloni ha mentito su Almasri, responsabilità di governo è politica”
"La presidente del Consiglio ha mentito agli italiani quando ha fornito una ricostruzione falsa, sostenendo che il governo non ha e non ha avuto alcuna responsabilità nella scarcerazione e nella espulsione del comandante libico Almasri. Tutto questo rende il governo pesantemente responsabile politicamente – dice a Omnibus su La7 il segretario di +Europa, Riccardo Magi – Il governo non poteva non sapere: è stato informato del mandato di arresto spiccato il 18 gennaio, è stato informato dell'esecuzione dell'arresto il 19 e il ministro Nordio ha dormito sonni ingiustificati e irresponsabili. C'è anche una responsabilità quota parte della Corte d'Appello. Quella persona doveva essere consegnata alla Corte penale internazionale: questo sì che era un atto dovuto. La maggioranza e il governo ci hanno richiamati al primato della politica: ecco, il primato della politica dimostra che la responsabilità è politica. Non c'entra nulla lo scontro con la magistratura, tant'è vero che la magistratura, la Corte d'appello, in questo è stata esecutrice supina della volontà politica del governo", ha concluso Magi.
Renzi: “Al Senato solo 5 minuti per parlare di Almasri, me li farò bastare”
"Oggi possiamo finalmente parlare in Aula della vicenda del criminale libico che Meloni ha voluto scarcerare. E riportare a casa con tutti gli onori. Alla Camera le opposizioni potranno parlare 10 minuti, al Senato La Russa ci ha concesso solo 5 minuti. Cercherò di farmeli bastare. Ci vediamo in Aula oggi pomeriggio intorno alle 15.30. Buona giornata". Così su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi.