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Fact checking: le contraddizioni e le omissioni nelle risposte di Nordio e Piantedosi su Almasri

I ministri Piantedosi e Nordio alla Camera (ansa)

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Le motivazioni della scarcerazione di Almasri da parte della Corte d’appello di Roma non fanno alcun riferimento ai presunti vizi del mandato di cattura denunciati dal Guardasigilli. Restano i buchi nella tempistica e il contrasto con le dichiarazioni di Meloni
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Domande rimaste senza risposta, motivazioni assai diverse da quelle contenute nell’ordine di scarcerazione del comandante Almasri. Ecco dove l’informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi cozza con fatti e documenti.

Nordio: “Il mandato di cattura era nullo“

Nella sua ricostruzione dei fatti, il ministro Nordio ha sottolineato come il mandato d'arresto della Corte dell'Aja nei confronti di Osama Njeem Almasri sarebbe stato viziato da errori e criticità, a cominciare da un salto di quattro anni nelle date di contestazioni dei reati. “È arrivato in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l'immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d'appello di …

Domande rimaste senza risposta, motivazioni assai diverse da quelle contenute nell’ordine di scarcerazione del comandante Almasri. Ecco dove l’informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi cozza con fatti e documenti.

Nordio: “Il mandato di cattura era nullo“

Nella sua ricostruzione dei fatti, il ministro Nordio ha sottolineato come il mandato d'arresto della Corte dell'Aja nei confronti di Osama Njeem Almasri sarebbe stato viziato da errori e criticità, a cominciare da un salto di quattro anni nelle date di contestazioni dei reati. “È arrivato in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l'immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d'appello di Roma”, ha detto Nordio ribadendo che se avesse trasmesso alla Corte d’appello di Roma la sua richiesta di arresto “sarebbe stato giudicato dalla Corte inopportuno e illegittimo”.

Ma nelle motivazioni con cui la Corte d’appello di Roma il 21 gennaio ha deciso di non convalidare l’arresto di Almasri non c’è alcun cenno a presunti vizi di forma del mandato di cattura. I giudici invece definiscono l’arresto di Almasri un “arresto d'iniziativa della polizia giudiziaria” e ritengono che nella procedura di consegna su mandato della Corte penale internazionale questo “deve ritenersi escluso”.

I silenzi di Nordio

Motivazioni, quelle che hanno portato alla scarcerazione di Almasri, condivise anche dal procuratore generale della Corte d’appello che, a sua volta, nel chiedere alla Corte la non convalida dell’arresto sottolinea la mancata risposta del ministro Nordio alle sue sollecitazioni. Mancate risposte sulle quali Nordio oggi ha del tutto sorvolato senza spiegare né perché non ha ritenuto di rispondere alla richiesta del procuratore generale al quale avrebbe potuto manifestare le perplessità sui presunti vizi nel mandato di cattura di cui ha parlato oggi in Parlamento.

Non spetta al Guardasigilli valutare

La legge 237 esclude che tocchi al ministro di Guardia e giustizia valutare la fondatezza del mandato di cattura. La legge che regola i rapporti tra lo Stato italiano e la Corte penale internazionale dice in maniera chiara che il guardasigilli deve dare corso alla richiesta della Corte penale internazionale. Per altro, è stata la stessa presidente del Consiglio Meloni nelle sue dichiarazioni sul caso Almasri a dire che Nordio non ha avanzato la richiesta di arresto perché non era stato informato dal provvedimento. Parole oggi smentite dalla stessa ricostruzione di Nordio.

La ricostruzione dei tempi non quadra

A differenza con quanto detto in precedenza nella nota stampa emessa dal ministero di grazia e giustizia nel pomeriggio del 21 gennaio, a scarcerazione già avvenuta, oggi Nordio ha ammesso che il suo ministero aveva ricevuto diverse segnalazioni dell’arresto avvenuto a Torino: prima la domenica 19 alle 12.37, ora in cui ha ricevuto “ un’informativa priva del provvedimento”, poi lunedì 20 alle 12.40 dalla procura generale di Roma e alle 13.57 con la trasmissione del provvedimento da parte dell’ambasciata italiana all’Aia. E soprattutto il ministro Nordio non ha dato alcuna spiegazione della nota pubblica emessa il pomeriggio del 21 gennaio, nota in cui dichiarava di star valutando il fascicolo, in un orario in cui i giudici della Corte d’appello avevano già depositato in cancelleria il provvedimento di scarcerazione, a quell’ora in via di esecuzione.

L’espulsione decisa prima della scarcerazione?

La decisione della scarcerazione di Almasri è stata adottata dai giudici della Corte d’appello di Roma nella tarda mattinata del 21 gennaio ma l’aereo di Stato che in serata ha riportato il comandante libico a Tripoli era già pronto sulla pista di Torino a mezzogiorno. Per giustificare i movimenti dell’aereo, il ministro dell’Interno Piantedosi prima ha detto che la decisione dell’espulsione per motivi di sicurezza nazionale è stato adottato dopo la mancata convalida del fermo “quando è apparso chiaro che Almasri sarebbe rimasto libero sul territorio nazionale”. Poi ha detto che il Falcon era stato mandato a Torino per essere pronto comunque ad un eventuale spostamento di Almasri anche in un altro centro di detenzione, senza spiegare però quale fosse l’urgenza di un immediato trasferimento nel caso di convalida dell’arresto.

L’espulsione dei tre amici di Almasri

Piantedosi, che oggi ha sottolineato non solo la correttezza ma anche la tempestività dell’operato della polizia di Stato, ha detto che le tre persone che erano con Almasri sono state espulse la mattina successiva all’arresto del generale per favoreggiamento. Un decisione in contrasto evidente con la successiva valutazione del ministro di Grazia e giustizia Nordio che ritenuto viziato e nullo il mandato di arresto nei confronti del generale, il cui status di latitante per altro era sconosciuti a lui stesso e alle persone che lo accompagnavano.

Perché rimpatriato con volo di Stato?

Piantedosi ha detto che la decisione di rimpatriare immediatamente Almasri con un volo di Stato addirittura inviato a Torino “preventivamente” è stato preso per garantire la sicurezza nazionale. E ha sottolineato che nel 2024 sono stati 190 gli extracomunitari espulsi per la loro pericolosità. Non ha però spiegato quanti di questi 190 espulsi per motivi di sicurezza nazionale siano stati rimpatriati con voli di Stato.

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