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Mattarella: “Il protezionismo alimentò fenomeni autoritari. È ora di agire contro i neo-feudatari”

(ansa)

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Il presidente della Repubblica a Marsiglia per ricevere un dottorato honoris causa: “La pace non è un dono gratuito della storia”
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Marsiglia – È ora di agire, contro i «neo-feudatari del terzo millennio», «i nuovi corsari». Oppure l’Europa «si accontenta di un vassallaggio felice?». Sergio Mattarella si sta facendo sempre più netto nelle sue denunce contro i picconatori dello Stato di diritto. I Musk. I Trump. Dei tecnoligarchi ha detto che «aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio, quasi usurpatori delle sovranità democratiche». Di quelli come il leader Usa, che giocano alla guerra dei dazi e minacciano di abbandonare dagli organismi internazionali che «hanno garantito 70 anni di pace», ricorda che i protezionismi negli anni Trenta diedero un colpo alla Società delle Nazioni preparando il terreno alla Seconda guerra mondiale.

La storia si può ripetere? Rischiamo dittature e guerre? Questa è la grande paura al Quirinale.

Mattarella a Marsiglia. L’università lo ha insignito di una laurea honoris causa. «Qui mi sento a casa», dice…

Marsiglia – È ora di agire, contro i «neo-feudatari del terzo millennio», «i nuovi corsari». Oppure l’Europa «si accontenta di un vassallaggio felice?». Sergio Mattarella si sta facendo sempre più netto nelle sue denunce contro i picconatori dello Stato di diritto. I Musk. I Trump. Dei tecnoligarchi ha detto che «aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio, quasi usurpatori delle sovranità democratiche». Di quelli come il leader Usa, che giocano alla guerra dei dazi e minacciano di abbandonare dagli organismi internazionali che «hanno garantito 70 anni di pace», ricorda che i protezionismi negli anni Trenta diedero un colpo alla Società delle Nazioni preparando il terreno alla Seconda guerra mondiale.

La storia si può ripetere? Rischiamo dittature e guerre? Questa è la grande paura al Quirinale.

Mattarella a Marsiglia. L’università lo ha insignito di una laurea honoris causa. «Qui mi sento a casa», dice al sindaco Benoit Payan, che non smette di stringergli la mano. Auditorium gremito di studenti. Molti sono di origine italiana. Gli fanno indossare la toga, il tocco. L’inizio del discorso lo legge in francese.

Chiama in soccorso la storia: «Dopo il 1929 molti Stati non colsero la necessità di affrontare quella crisi in maniera coesa, adagiandosi in visioni ottocentesche: fenomeni autoritari presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali».

E oggi? «Si allarga il campo di quanti, ritenendo superflue se non dannose per i propri interessi le organizzazioni internazionali, pensano di abbandonarle. Le conseguenze di queste scelte, la storia ci insegna, sono purtroppo già scritte».

Tutto il mondo si sta facendo destra. Risorgono voglie nazionalistiche. Capi muscolari. Mattarella però mette in guardia chi corre in soccorso agli autocrati. È preoccupato. E dentro una solitudine istituzionale. Contesta «la narrazione pretestuosa che vorrebbe i comportamenti dei cattivisti più concreti e fruttuosi rispetto a quelli dei buonisti». Sono sempre meno in Europa le voci che autorevolmente si oppongono. Eppure «regole e strumenti ci sarebbero per affrontare questa fase e allora perché il sistema multilaterale sembra non riuscirci, con il rischio del ripetersi di quanto accaduto negli anni Trenta del secolo scorso: sfiducia nella democrazia, riemergere di unilateralismo e nazionalismi?»

«È ora di agire!», dice nella sua orazione lunga 28 minuti. Si rivolge idealmente alle classi dirigenti liberali, all’Europa. «Occorre che gli interlocutori internazionali sappiano di avere nell’Europa un saldo riferimento per politiche di pace e crescita comune. Una custode e una patrocinatrice dei diritti della persona, della democrazia, dello Stato di diritto. L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà? Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie?». Poi, certo, il multilateralismo va riformato. Le istituzioni rese più efficienti. Mattarella lo ripete anche qui.

Bisogna guardare al passato più tragico. Tutta la sua lectio è fitta di rimandi novecenteschi. Paragona l’aggressione di Putin all’Ucraina al Terzo Reich. «La strategia dell’appeasement non funzionò nel 1938. La fermezza avrebbe, con alta probabilità, evitato la guerra. Avendo a mente gli attuali conflitti, può funzionare oggi?». Domanda retorica. Infatti dice che allora «un abbandono delle responsabilità condusse quei Paesi a sacrificare i principi di giustizia e legittimità, nel proposito di evitare il conflitto, in nome di una soluzione qualsiasi e di una stabilità che inevitabilmente sarebbero venute a mancare».

Che mondo ci attende con tutte le organizzazioni internazionali che Trump intende smantellare? Un mondo di corsari?

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