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“Sistema criminale sui flussi migratori”, l’affondo di Meloni. Scintille M5S-Pd

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L’attacco di premier e FdI per l’indagine in Campania: “Favorita l’immigrazione illegale”. E anche il 5Stelle Ricciardi sferza i dem: “L’alleanza? Prima fate pulizia”
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Roma — Costretta nell’angolo sulla vicenda Almasri, Giorgia Meloni sfrutta l’assist offerto dalla Dda di Salerno che ha indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina 36 persone — fra cui il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati — per rilanciare la sua battaglia contro il traffico di esseri umani. Rivendicando di essere stata lei, grazie all’esposto presentato in procura antimafia, a scoperchiare la maxitruffa sui falsi permessi di soggiorno. A dimostrazione che quando è utile alla causa la magistratura non è politicizzata, bensì un’indispensabile alleata. Funzionale, soprattutto, a scatenare i Fratelli contro la principale forza d’opposizione, accusata di «favorire l’immigrazione illegale».

Secondo la presidente del Consiglio, che ancora una volta si affida ai social per diffondere il suo pensiero, l’inchiesta «conferma quanto denunciato dal governo: per anni, la gestione dei flussi migratori è stata terreno fertile per criminali senza scrupoli. Un sistema — scrive — ch…

Roma — Costretta nell’angolo sulla vicenda Almasri, Giorgia Meloni sfrutta l’assist offerto dalla Dda di Salerno che ha indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina 36 persone — fra cui il tesoriere del Pd campano Nicola Salvati — per rilanciare la sua battaglia contro il traffico di esseri umani. Rivendicando di essere stata lei, grazie all’esposto presentato in procura antimafia, a scoperchiare la maxitruffa sui falsi permessi di soggiorno. A dimostrazione che quando è utile alla causa la magistratura non è politicizzata, bensì un’indispensabile alleata. Funzionale, soprattutto, a scatenare i Fratelli contro la principale forza d’opposizione, accusata di «favorire l’immigrazione illegale».

Secondo la presidente del Consiglio, che ancora una volta si affida ai social per diffondere il suo pensiero, l’inchiesta «conferma quanto denunciato dal governo: per anni, la gestione dei flussi migratori è stata terreno fertile per criminali senza scrupoli. Un sistema — scrive — che speculava sull’immigrazione, sfruttando cittadini stranieri disposti a pagare pur di ottenere un permesso di soggiorno e alimentando un giro d’affari illecito da milioni di euro». E continua vantandosi Meloni: «Non a caso abbiamo deciso di rafforzare i controlli per impedire che le quote di ingresso regolare finiscano nelle mani di chi sfrutta l’immigrazione per fare affari».

La premier ricorda poi di aver presentato «un esposto all’Antimafia per fare luce sulle troppe anomalie di questo sistema». «L’immigrazione — scolpisce nel finale del suo lungo post — non può essere lasciata in balìa della criminalità. Continueremo a lavorare per ristabilire regole serie e legalità».

Una grancassa che, volutamente, non prevede alcun accenno al Pd. Messo invece alla gogna dai suoi parlamentari. A riprova di una vendetta ben orchestrata. Mirata a colpire il partito che con più ferocia ha accusato il governo di aver scarcerato «il torturatore libico Almasri». È il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, a dare il via alle danze: «Una certa sinistra sembra essere più sodale con i trafficanti anziché i migranti». Mentre la vice Elisabetta Gardini rincara: «Abbiamo dovuto aspettare che l’esposto lo facesse il presidente Meloni: forse dal Pd non ritenevano opportuno autodenunciarsi». Anzi, «quando fu presentato parlarono di inutile propaganda», tuona il senatore Marco Scurria: «C’è chi come noi contrasta l’immigrazione illegale e chi invece ha interesse a favorirla». In sintesi, «predicano bene e razzolano Male», chiosa Augusta Montaruli.

In difficoltà, i dem affidano la difesa al tesoriere nazionale Michele Fina: «Oltre ad aver rimosso Salvati dall’incarico, lo abbiamo immediatamente sospeso dall’anagrafe degli iscritti», protesta. «È giusto il caso di osservare — contrattacca poi — che una ministra, rinviata a giudizio per falso in bilancio e sotto indagine per truffa allo Stato, siede ancora al suo posto dichiarandosi disinteressata alle opinioni del proprio partito e anche della sua premier. Mentre l’intera maggioranza, giustizialista a giorni alterni, è pronta a rinnovarle la fiducia».

Più deciso l’assalto di Giuseppe Conte, sempre via social: «Non posso crederci. Meloni, davvero hai fatto un post per denunciare che l’immigrazione non può essere lasciata in balia della criminalità? Cioè tu scappi dal Parlamento per non spiegare agli italiani perché hai rimpatriato con volo di Stato un boia e oggi te ne esci con un post così? Ma davvero ti sei convinta che noi italiani siamo tutti idioti ad eccezione di te, tua sorella e dei tuoi stretti sodali?».

Non è l’unico affondo del Movimento. L’altro è riservato ai presunti alleati del Pd, solita strategia per marcare le differenze: «Ci auguriamo che chi vuole sottoscrivere un accordo con noi faccia pulizia totale in casa propria», graffia il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi. Con Conte lesto ad avvertire: «Per noi l’etica pubblica è fondamentale».

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