Schlein attacca Meloni “presidente del Coniglio”. Fratoianni mostra le foto delle vittime di Almasri
di Serena RiformatoParte dai ministri la segretaria del Pd Elly Schlein, ma gli affondi più duri li riserva a Giorgia Meloni, la "presidente del Coniglio", lontana dall'aula, dove invece ha mandato Carlo Nordio e Matteo Piantedosi per "coprirle le spalle" in una "giornata triste per la democrazia". Del resto, attacca la leader dem: "Come fa chi si professa donna, madre e cristiana a liberare un torturatore di bambini?". Intorno a lei, subito, i deputati sollevano i cartelli con la sagoma di un coniglio e due scritte: "Meloni dove sei?" o "Meloni la patriota in fuga".
Alla difesa dei ministri della Giustizia e dell'Interno, la segretaria Pd replica con una requisitoria: punta sulle domande inevase, rimarca le incongruenze. La prima: "Perché il ministro Nordio che era già stato informato dal giorno dell'arresto non ha risposto trasmettendo gli atti che è l'unica cosa che doveva fare?". La seconda, la più importante: "Perché il ministro della Giustizia ha mentito al Paese con una nota in cui affermava di a…
Parte dai ministri la segretaria del Pd Elly Schlein, ma gli affondi più duri li riserva a Giorgia Meloni, la "presidente del Coniglio", lontana dall'aula, dove invece ha mandato Carlo Nordio e Matteo Piantedosi per "coprirle le spalle" in una "giornata triste per la democrazia". Del resto, attacca la leader dem: "Come fa chi si professa donna, madre e cristiana a liberare un torturatore di bambini?". Intorno a lei, subito, i deputati sollevano i cartelli con la sagoma di un coniglio e due scritte: "Meloni dove sei?" o "Meloni la patriota in fuga".
Alla difesa dei ministri della Giustizia e dell'Interno, la segretaria Pd replica con una requisitoria: punta sulle domande inevase, rimarca le incongruenze. La prima: "Perché il ministro Nordio che era già stato informato dal giorno dell'arresto non ha risposto trasmettendo gli atti che è l'unica cosa che doveva fare?". La seconda, la più importante: "Perché il ministro della Giustizia ha mentito al Paese con una nota in cui affermava di aver ricevuto gli atti dalla Corte penale e che li stava valutando, mentre un Falcon autorizzato da Palazzo Chigi attendeva il torturatore per riportarlo a casa?".
La voce della leader sale sempre di più, tocca il picco quando sfiora il caso Salvati in Campania, prontamente cavalcato dalla premier nei giorni passati: "Proponete leggi per trasformare la vostra immunità in impunità”, risponde la segretaria Pd: “La differenza è che noi abbiamo rimosso e sospeso il tesoriere, mentre voi avete una ministra rinviata a giudizio per truffa allo Stato e Meloni non riesce a farla dimettere", grida Schlein, mai così forte.
E se la segretaria dem definisce il ministro della Giustizia "avvocato difensore" di Almasri, per il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte è “ancora peggio”: "Lei non ha parlato da avvocato difensore di Almasri" ma da "giudice assolutore", urla all’indirizzo del Guardasigilli. E poi ancora, inverte la narrativa securitaria della maggioranza: “Siamo diventati il porto franco e il Paese dei balocchi dei criminali”. La voce rimbomba nell'aula verso Nordio: “Si dovrebbe vergognare".
La stessa parola, vergogna, l’ex premier la usa un minuto dopo per parlare della reazione del governo alle indagini scaturite dal caso Almasri: "Se avesse firmato lei un atto dovuto - dice Conte riferendosi al Nordio ex pm - e il presidente del Consiglio in carica avesse fatto un video in cui la definiva 'magistrato fallimentare', come si sarebbe sentito?", grida il leader del Movimento 5 stelle: "Ma non si vergogna? Cosa le hanno fatto i magistrati?".
Fumo negli occhi, argomenta il presidente pentastellato, una strategia studiata per distrarre l’opinione pubblica dal cuore della questione: "Dietro c'è il fallimento delle politiche migratorie" di una destra che aveva detto che "la soluzione era il blocco navale" e poi "non ci ha neanche provato" perché "sapeva che era irrealizzabile". E alla fine, scandisce Conte rivolto ai banchi della maggioranza, "avete subito la riforma del piano per l'immigrazione e per l'asilo che penalizza ancora di più l'Italia, perché quando andate a Bruxelles e Washington vi inchinate, vi genuflettete”. Ancora all’affondo: “Voi siete forti quando parlate in tv, battete i pugni come la presidente Meloni, ma non riuscite a ottenere nulla: massima insipienza politica".
Come il Pd, anche il leader Cinquestelle accusa Meloni di scappare "dal Parlamento e dai cittadini" con un atto di "viltà istituzionale".
"Lo so che ci sta guardando nascosta dietro qualche computer", dice Conte ammonendo all'indirizzo di Meloni: "Non parli più" sui social o in tv, "visto che non ha voluto parlare" in aula a Montecitorio: "Non si permetta di parlare davanti a qualche scendiletto!".
Rincara la dose il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni: "Ancora una volta Meloni è scappata, non è venuta a riferire su una vicenda che resterà un'onta di infamia sulla storia del paese. Io la capisco - continua - ha tanto investito sul racconto di donna madre e cristiana, era impossibile venire qua a schiena dritta, con la testa non nascosta nel cappotto, a giudicare la scelta del governo di liberare un torturatore, uno stupratore di bambini e bambine". E all'aula - sotto i rimproveri della presidenza e tra le proteste della maggioranza - i deputati di Avs mostrano le foto delle vittime delle torture di Almasri.
"Quella sedia vuota al centro dei banchi del governo è un'offesa non solo per il Parlamento, ma per diritto e giustizia internazionale". Riccardo Magi, segretario di +Europa, ribalta il paragone sul Signore degli anelli evocato sabato dalla sorella della premier Arianna Meloni: se la premier è Frodo, dice Magi, "l'anello del potere lo ha già indossato e le ha dato alla testa tanto da liberare Sauron-Almasri".
Al Senato, dove Nordio e Piantedosi replicano il testo di Montecitorio, il leader di Azione Carlo Calenda, tra i primi a intervenire, sceglie una diversa linea di attacco: “Siamo davanti a una generale sagra dell'ipocrisia: tutti i governi compresi quelli di cui ho fatto parte hanno avuto a che fare con i tagliagole libici”, dice il senatore elogiando l’ex ministro dell’Interno dem “Marco Minniti che se ne è fatto carico". E tuttavia, continua Calenda, “esiste una gravitas nella ragione di Stato, ma se viene riconosciuta come ragione di Stato”. Il governo, invece, “ha fatto fare a un bandito” Almasri “un carosello infamante in Libia” anziché mollarlo “nel deserto, non a casa sua davanti ai suoi sostenitori”.
Il segretario di Italia viva Matteo Renzi punta prima a Matteo Piantedosi: “Abbiamo ascoltato un ministro imbarazzato, il ministro dell'Interno. Imbarazzato, perché se la Digos e le forze dell'ordine fanno un grande lavoro e arrestano un criminale pericoloso, penso ci sia imbarazzo nel capo delle forze dell'ordine nel vedere che la politica libera quel pericoloso criminale”. E poi va all’attacco della premier “vile” – proteste dalla maggioranza – che ha fatto “la cosa più intelligente che potesse fare”, ovvero lasciare vuota “la seggiola” al centro dell’aula: “Pensavate di aver trovato la vostra Lady di ferro – dice Renzi – davete trovato l'Omino di Burro” del romanzo Pinocchio.