La Corte penale internazionale ha acceso un faro sul governo italiano. Una mail, inviata da un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori le torture che lui e la moglie avevano subito in Libia dal generale Almasri, è adesso al vaglio dei giudici dell’Aia. Quanto basta per alzare notevolmente la tensione tra l’Italia e il tribunale per crimini internazionali su cui ade…