Addio a Aldo Tortorella, chi era il partigiano Alessio: ex Pci, si oppose alla svolta di Occhetto
di Giovanna CasadioAddio Alessio, addio Aldo Tortorella. È morto senza avere mai smesso di lottare, di discutere come era nella tempra dei partigiani, dei grandi uomini che hanno restituito all’Italia la libertà dopo il fascismo.
Aldo Tortorella, il partigiano Alessio, aveva 98 anni. Se ne è andato nella notte. Solo qualche mese fa aveva preso parte “a distanza” a un dibattito dell’Anpi, per difenderne le posizioni e parlare di antifascismo di cui dava una definizione semplice e lineare, come amava dire, e cioè “tornare al popolo”. Della sua lunga vita resta la passione e le lotte che non aveva mai messo da parte. Sempre protagonista, sempre presente. A Repubblica aveva consegnato due recenti interviste, nelle quali avvertiva dei pericoli della destra: “Attacca i fondamenti della Repubblica e perciò serve un nuovo antifascismo”, aveva detto. Parlamentare, già presidente del Pci, ex direttore dell’Unità, Aldo Tortorella ha attraversato la storia repubblicana. “Neppure la sinistra ha coltivato l’idea dell…
Addio Alessio, addio Aldo Tortorella. È morto senza avere mai smesso di lottare, di discutere come era nella tempra dei partigiani, dei grandi uomini che hanno restituito all’Italia la libertà dopo il fascismo.
Aldo Tortorella, il partigiano Alessio, aveva 98 anni. Se ne è andato nella notte. Solo qualche mese fa aveva preso parte “a distanza” a un dibattito dell’Anpi, per difenderne le posizioni e parlare di antifascismo di cui dava una definizione semplice e lineare, come amava dire, e cioè “tornare al popolo”. Della sua lunga vita resta la passione e le lotte che non aveva mai messo da parte. Sempre protagonista, sempre presente. A Repubblica aveva consegnato due recenti interviste, nelle quali avvertiva dei pericoli della destra: “Attacca i fondamenti della Repubblica e perciò serve un nuovo antifascismo”, aveva detto. Parlamentare, già presidente del Pci, ex direttore dell’Unità, Aldo Tortorella ha attraversato la storia repubblicana. “Neppure la sinistra ha coltivato l’idea della libertà come libertà solidale e amicizia per l’altro non gara per sopraffarlo. Questa è l’ispirazione irrealizzata della Costituzione”: è stato uno degli ultimi messaggi.
Di lui tutti, anche gli avversari politici hanno rispettato e ammirato la coerenza di una vita lunga e mai domata. Raccontava gli anni della Resistenza, i sacrifici e le lotte e di quando giovanissimo prese la tessera del Pci diventandone in breve arco di tempo una delle figure di spicco. Nato a Napoli, la sua prima militanza la trascorre tra Genova e Milano. Viene imprigionato ma poi riesce a fuggire. Spesso si è soffermato su quegli anni e sulla rocambolesca fuga a Genova dove alla Resistenza prende parte come dirigente del Fronte della Gioventù, organizzazione di sinistra . A Genova sarà caporedattore dell’Unità creando una bella squadra di giornalisti. Sarà poi direttore dell’Unità di Milano di cui sarà direttore nazionale dal 1970 al 1975.
Ma lo ritroviamo responsabile Cultura del Pci di Enrico Berlinguer. Sarà impegnato a sostenere le battaglie per la questione morale che tanto stava a cuore al segretario. Fu contrario alla svolta della Bolognina di Occhetto. Però alla fine resta nel nuovo partito, sia pure con le perplessità e le critiche che muoverà ad esempio alla guerra del Kosovo. Aderisce alla mozione di sinistra nel 1999 e dopo all’associazione Rinnovamento per la sinistra. Una vita spesa dalla parte degli ultimi. La terra ti sia lieve, Alessio.
La camera ardente per Aldo Tortorella ci sarà domani, venerdì 7 febbraio, dalle 10 alle 17 alla Sala Aldo Moro della Camera (ingresso riservato) e le esequie si svolgeranno sabato alle 11 al Tempietto Egizio al Verano.