Il Pd toscano scrive al Papa: “La Beko licenzia 2mila persone ma è sponsor del Giubileo”
di Ernesto Ferrara“Può Papa Francesco, il cui nome stesso si richiama agli ultimi, accettare di avere come sponsor del Giubileo una società che ha annunciato 1.935 addetti licenziamenti e la chiusura di tre stabilimenti in Italia?”. E’ la domanda da cui muove una lettera che la consigliera regionale del Pd toscano Elena Rosignoli ha trasmesso nei giorni scorsi all’Arcivescovo di Siena e presidente della Conferenza episcopale della Toscana, il cardinale Augusto Paolo Lojudice.
Un appello indirizzato al Papa e alla Santa Sede ad intervenire, con un’azione di moral suasion, oppure superando il paradosso cancellandola dalla lista degli sponsor dell’Anno santo, sulla Beko Europe, che produce elettrodomestici Ariston, Ignis, Indesit, Hotpoint, Whirpool, Grundig. La multinazionale, proprietà di fondi finanziari turchi, nei mesi scorsi ha annunciato un piano che prevede quasi 2.000 esuberi e la chiusura entro la fine del 2025 degli stabilimenti di Siena e Comunanza (Ascoli Piceno) e della linea del fredd…
“Può Papa Francesco, il cui nome stesso si richiama agli ultimi, accettare di avere come sponsor del Giubileo una società che ha annunciato 1.935 addetti licenziamenti e la chiusura di tre stabilimenti in Italia?”. E’ la domanda da cui muove una lettera che la consigliera regionale del Pd toscano Elena Rosignoli ha trasmesso nei giorni scorsi all’Arcivescovo di Siena e presidente della Conferenza episcopale della Toscana, il cardinale Augusto Paolo Lojudice.
Un appello indirizzato al Papa e alla Santa Sede ad intervenire, con un’azione di moral suasion, oppure superando il paradosso cancellandola dalla lista degli sponsor dell’Anno santo, sulla Beko Europe, che produce elettrodomestici Ariston, Ignis, Indesit, Hotpoint, Whirpool, Grundig. La multinazionale, proprietà di fondi finanziari turchi, nei mesi scorsi ha annunciato un piano che prevede quasi 2.000 esuberi e la chiusura entro la fine del 2025 degli stabilimenti di Siena e Comunanza (Ascoli Piceno) e della linea del freddo a Cassinetta (Varese). Beko, accanto a marchi come Unipol, Deloitte, Wind Tre, Lc Mobili per l’Europa e Enilive, figura ora tra i supporters economici del Giubileo. Con tanto di logo sul sito ufficiale.
E la circostanza colpisce, vista la dura battaglia politica e sindacale di livello nazionale che infuria da mesi sull’azienda e le sue decisioni. Lo stesso Papa ha ricevuto una delegazione dei lavoratori Beko a dicembre e all’Angelus dello scorso 8 dicembre ha detto: «Sono vicino ai lavoratori di Siena, Fabriano e Ascoli Piceno, che difendono in modo solidale il diritto al lavoro, che è un diritto alla dignità. Che non gli sia tolto il lavoro, per motivi economici o finanziari». Nei giorni scorsi si è peraltro aperto un piccolo spiraglio di trattativa al ministero, con la Beko che si è impegnata a fare investimenti per 300 milioni in Italia. Senza però ritrattare sui licenziamenti. Il tema della sponsorizzazione al Giubileo ora però si impone. E anche la Cei si muove.
"Non conosco le dinamiche che hanno portato a questo accordo, ma certamente sarà mia cura portare la vicenda all'attenzione del Santo Padre e di Monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione a cui è stata affidata l'organizzazione del Giubileo” ha già garantito Lojudice. Fonti interpellate da Repubblica fanno sapere che “Beko Europe è citata come “supporter” nel sito web dell’organizzazione del Giubileo in quanto - su richiesta del comitato organizzatore - ha donato alcuni elettrodomestici per l’arredamento delle “Case del Volontario” che la Santa Sede ha messo a disposizione dei volontari che prestano servizio per il Giubileo. Non si tratta di una sponsorizzazione in denaro, ma di una donazione di elettrodomestici”. “Avendo appreso dal sito del Giubileo che Beko Europe è tra le aziende ‘supporter’ dell’Anno Santo mi rivolgo a Lei, che ha già avuto modo di incontrare e solidarizzare con i lavoratori, per far arrivare la voce di questo territorio fino in Vaticano. Faccia sentire la voce dei lavoratori e delle loro famiglie e porti a Roma il grido di speranza per far intervenire il Santo Padre con la multinazionale” aveva scritto la consigliera toscana del Pd Rosignoli nei giorni scorsi a Lojudice. Aggiungendo: “Certamente immagino che i costi per l’organizzazione siano ingenti e che quindi il supporto di questa azienda possa fare comodo, immagino che anche vendere i gadget con la mascotte Luce serva a questo, però mi domando come cose del genere non possano smarrire e confondere i fedeli. Sarebbe importante che le aziende scelte dalla Santa Sede per le loro opere o come sue fornitrici rispondessero ad un alto senso di responsabilità sociale”.
Lojudice adesso spiega che si rivolgerà al Papa per porre la questione: "Da subito abbiamo voluto essere accanto e solidali con i lavoratori della Beko accompagnandoli da Papa Francesco, che ha espresso la sua vicinanza anche all'Angelus. Ora faremo quanto in nostra possibilità per chiarire la vicenda".