La premier Giorgia Meloni interviene per ribadire la propria stima “nei fatti” verso l’alleato Matteo Salvini, nel mirino delle chat WhatsApp dei parlamentari di Fratelli d’Italia dal 2018 in poi, diffuse nel libro del giornalista del Fatto Quotidiano, Giacomo Salvini, intitolato “Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni”.
"Non sarà certo qualche polemica forzata e strumentale a scalfire il nostro rapporto. – ha scritto Meloni sui social, postando una foto in cui abbraccia sorridente il vicepremier e leader della Lega – Con Matteo Salvini abbiamo affrontato tante battaglie insieme e continueremo a lavorare fianco a fianco, con lealtà e determinazione, per il bene dell'Italia".
"La stima nei suoi confronti è nei fatti: oltre a essere ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è anche vicepremier del nostro Governo - aggiunge Meloni -. Un ruolo centrale per portare avanti le riforme e i progetti che servono alla Nazione. Noi andiamo avanti, compatti, come semp…
La premier Giorgia Meloni interviene per ribadire la propria stima “nei fatti” verso l’alleato Matteo Salvini, nel mirino delle chat WhatsApp dei parlamentari di Fratelli d’Italia dal 2018 in poi, diffuse nel libro del giornalista del Fatto Quotidiano, Giacomo Salvini, intitolato “Fratelli di chat. Storia segreta del partito di Giorgia Meloni”.
"Non sarà certo qualche polemica forzata e strumentale a scalfire il nostro rapporto. – ha scritto Meloni sui social, postando una foto in cui abbraccia sorridente il vicepremier e leader della Lega – Con Matteo Salvini abbiamo affrontato tante battaglie insieme e continueremo a lavorare fianco a fianco, con lealtà e determinazione, per il bene dell'Italia".
"La stima nei suoi confronti è nei fatti: oltre a essere ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è anche vicepremier del nostro Governo - aggiunge Meloni -. Un ruolo centrale per portare avanti le riforme e i progetti che servono alla Nazione. Noi andiamo avanti, compatti, come sempre".
In mattinata il leghista aveva minimizzato.
"Un peso diverso se fossero di oggi”
Al “gonfio” accenna un sorriso. “È il gonfio che mi dà fastidio, sto provando a perdere venti grammi da tempo senza successo”, scherza Matteo Salvini quando la conferenza stampa convocata a Montecitorio per presentare la nuova rottamazione delle cartelle fiscali si trasforma in un dibattito sulle chat che dal 2018 in poi hanno ritratto il leader della Lega come “confuso”, “porello”, “poveretto”, “un bambino viziato e disadattato”. E anche, appunto, “gonfio”, come si legge nel libro. Poi il tono della voce si fa serio. E arriva così il messaggio agli alleati di governo: “Non sono permaloso, se c'è qualcosa che risale al passato è di pessimo gusto, ma non è un problema politico perché eravamo su fronti diversi, ovviamente altro paio di maniche sarebbe se considerazioni di un certo tipo fossero fatte da alleati adesso mentre governiamo insieme. Però si tratta di battute scritte in un'altra era politica che - sono certo - non rispecchiano il pensiero attuale degli alleati. Giorgia saprà confermarlo".
Ecco la questione dirimente per il segretario del Carroccio: la data dei messaggi. Se quei giudizi - è il ragionamento - sono circolati sui telefonini dei deputati e senatori di FdI anche dopo la fine del 2022, quando è nato il governo di destra, allora il giudizio sarebbe ben diverso rispetto a un fair play, seppure infastidito, con cui prova a contenere le domande dei giornalisti.
Affiancato al tavolo che campeggia nella sala Salvadori della Camera dai responsabili economici del partito, per due volte il leader della Lega glissa sull’opportunità di una condanna in pubblico di quelle chat da parte della presidente del Consiglio. Non la nomina neppure una volta, anche se la stessa premier, stando a quanto si legge nel libro edito da PaperFirst, ha espresso giudizi non di certo piacevoli nei confronti di quello che poi è diventato il suo vice all’interno dell’esecutivo. Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti? “I migliori... leccaculo”, è un messaggio che tre anni fa Meloni avrebbe inviato ai suoi parlamentari, quando il governo Draghi muoveva i primi passi.
Problemi di coabitazione al governo? “Mi trovo molto bene in questa maggioranza, lavoro molto bene sia con Fratelli d'Italia che con Forza Italia”, assicura. Ma quando si parla degli attacchi alla Lega, definito nelle chat un partito “che non ha onore” e “che non rispetta la parola data”, Salvini si scalda. “Le chat non mi appassionano, ripeto, personalmente ho le spalle larghe, quando si critica invece un movimento unico, straordinario come la Lega sicuramente mi infastidisco: il giudizio sull'onore non lo lascio decidere a nessun altro, abbiamo qualche decennio di storia, abbiamo i governatori più apprezzati d'Italia e fra i più apprezzati d'Europa, quindi lascio giudicare ai cittadini chi mantiene le promesse o meno”.
In mezzo finisce anche il suo rapporto con Francesca Verdini. “Fa accordi sottobanco con Renzi per il cognato Denis Verdini", si legge in un messaggio riportato nel libro. Lui, Salvini, alza un muro: “Il fatto che io sia fidanzato con Maria Francesca (Verdini, ndr) non comporta ragionamenti politici di altro genere, né mai mi permetterei di commentare la vita privata o le vicende private di nessun altro”. Poi ritorna sulla nota dolente: “Sicuramente questi sgradevoli epiteti risalenti ad anni fa, quando Lega e Fratelli d'Italia non erano insieme hanno un peso: se fossero fatti domani avrebbe un peso evidentemente diverso”. Domani è oggi. “Non ti sei dimagrito?”, gli chiede Alberto Bagnai al termine della conferenza stampa. “Macchè”, risponde Salvini. Quel “gonfio” non gli è andato giù. E non è una questione di dieta.