Barbara Berlusconi nel cda della Scala. La figlia riparte dal teatro, primo amore di mamma Veronica
di Concetto VecchioQuella dei Berlusconi si conferma la Succession italiana. Il patriarca è morto, ma i figli fanno sempre notizia. La novità è che Barbara, la terzogenita del Cavaliere, farà parte del consiglio d’amministrazione della Scala, su spinta di Ignazio la Russa. A che titolo? «Un segno di attenzione», dice una fonte romana. Ah, ecco. E del resto Silvio non conobbe la madre, Veronica Lario, proprio a teatro? Recitava ne Il magnifico cornuto al Manzoni a Milano, e la leggenda vuole che fu una scena a seno nudo a far perdere la testa all’imprenditore seduttore seduto in platea. Era il 1980. Lui aveva 44 anni, il Manzoni era già suo, lei poco più che ventenne emanava una bellezza misteriosa. Irruppe così nel camerino con cento rose, la tempestò di telefonate, coup de foudre, il resto è noto. Anni dopo, ai tempi della denuncia della Lario contro «il ciarpame senza pudore» del marito che candidava le showgirl amiche alle Europee del 2009, Libero diretto da Vittorio Feltri, ripescò le foto del tople…
Quella dei Berlusconi si conferma la Succession italiana. Il patriarca è morto, ma i figli fanno sempre notizia. La novità è che Barbara, la terzogenita del Cavaliere, farà parte del consiglio d’amministrazione della Scala, su spinta di Ignazio la Russa. A che titolo? «Un segno di attenzione», dice una fonte romana. Ah, ecco. E del resto Silvio non conobbe la madre, Veronica Lario, proprio a teatro? Recitava ne Il magnifico cornuto al Manzoni a Milano, e la leggenda vuole che fu una scena a seno nudo a far perdere la testa all’imprenditore seduttore seduto in platea. Era il 1980. Lui aveva 44 anni, il Manzoni era già suo, lei poco più che ventenne emanava una bellezza misteriosa. Irruppe così nel camerino con cento rose, la tempestò di telefonate, coup de foudre, il resto è noto. Anni dopo, ai tempi della denuncia della Lario contro «il ciarpame senza pudore» del marito che candidava le showgirl amiche alle Europee del 2009, Libero diretto da Vittorio Feltri, ripescò le foto del topless e le sparò in prima pagina col titolo: «Velina ingrata».
Ma non divaghiamo, perché qui oggi è di Barbara che si parla.
«Ambiziosa e incontrollabile», la definisce Dagospia, per raccontarne il recente attivismo. E in effetti colpiscono le due interviste rilasciate al Tg1 nel breve volgere di pochi giorni: prima per elogiare la separazione delle carriere e poi per attaccare i magistrati per l’indagine su Giorgia Meloni per il caso Almasri, «giustizia a orologeria», l’ha definita, paragonandola al famoso avviso di garanzia che piovve sull’allora premier nel novembre del 1994. Ohibò! Che c’azzecca con la guerra ai magistrati? E quindi, nel piccolo mondo romano, ci si chiede: e se fosse Barbara, e non i fratellastri Marina o Piersilvio, a coltivare le fatidiche ambizioni politiche? Leader di Forza Italia, sindaco di Milano, parlamentare?
Probabilmente è solo un gioco di società. Una suggestione buona per le classiche discussioni da dopocena. Nessuno dei figli del Berlusconi sembra avere gli spiriti animali che occorrono per farsi largo nell’arena della battaglia pubblica. E poi parliamo di persone mature: Marina ha 58 anni, Piersilvio 55, Barbara 40. Non è un po’ tardi? Oddio, Silvio ne aveva 58 al momento della discesa in campo.
Barbara è madre di cinque figli, Alessandro (17 anni), Edoardo (15), Leone (9), Francesco (7), Ettore Quinto (4). Ama l’arte, gestisce una galleria, e in passato si è occupata del Milan, nominata amministratore delegato, insieme ad Adriano Galliani, che per lei avrebbe dovuto essere come uno zio e invece raccontano che provò a detronizzarlo. Col senno di poi le cronache si occuparono soprattutto della sua love story col calciatore Pato. Perciò, in virtù di questo precedente, dicono che Marina e Piersilvio guardano con sospetto a tutto questo agitarsi, vi colgono un’inquietudine. Non è però la prima volta che Barbara dice la sua. Nel settembre del 2023 con Meloni s’incontrarono al Gran Premio di Monza e la figlia del Cavaliere si lanciò in un’appassionata difesa del premierato. Rivelò che ne parlava spesso col padre: «Soffriva moltissimo dei pochi poteri del premier». Ora chissà cosa ne pensa di tutto questo Silvio da lassù? È contento del fatto che continuiamo a parlare di lui? Una volta a Porta a Porta gli chiesero dell’eventuale discesa in campo di Barbara o Marina. «Farei un atto d’imperio per impedirlo!», rispose lapidario. Chissà.