Csm, destra contro Lo Voi dopo l’esposto degli 007: “Deve essere trasferito”
di Giuliano FoschiniFrancesco Lo Voi
Roma — Lo hanno indicato come un obiettivo politico. È stato oggetto di un esposto in Procura da parte del Dis, il dipartimento dell’intelligence. Al Csm avevano già chiesto e ottenuto l’apertura di un fascicolo, per l’indagine istruita sulla premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano. Ora ci riprovano per la storia del capo di gabinetto, Gaetano Caputi. Il centrodestra vuole mandare via da Roma il procuratore Francesco Lo Voi: governo, organi della magistratura, Servizi, tutti contro il magistrato che guida la procura della Capitale e che si è “permesso” di dare seguito a un esposto sulla vicenda Almasri inviando le carte al tribunale dei ministri sulla presidente del consiglio e altri membri del governo.
Ieri i consiglieri laici di centrodestra al Csm — Isabella Bertolini, Claudia Eccher, Daniela Bianchini, Felice Giuffrè ed Enrico Aimi — hanno presentato «richiesta di apertura pratica ai fini dell’avvio di un procedimento per incompatibilità ambi…
Roma — Lo hanno indicato come un obiettivo politico. È stato oggetto di un esposto in Procura da parte del Dis, il dipartimento dell’intelligence. Al Csm avevano già chiesto e ottenuto l’apertura di un fascicolo, per l’indagine istruita sulla premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano. Ora ci riprovano per la storia del capo di gabinetto, Gaetano Caputi. Il centrodestra vuole mandare via da Roma il procuratore Francesco Lo Voi: governo, organi della magistratura, Servizi, tutti contro il magistrato che guida la procura della Capitale e che si è “permesso” di dare seguito a un esposto sulla vicenda Almasri inviando le carte al tribunale dei ministri sulla presidente del consiglio e altri membri del governo.
Ieri i consiglieri laici di centrodestra al Csm — Isabella Bertolini, Claudia Eccher, Daniela Bianchini, Felice Giuffrè ed Enrico Aimi — hanno presentato «richiesta di apertura pratica ai fini dell’avvio di un procedimento per incompatibilità ambientale-funzionale nei confronti di Francesco Lo Voi». Gli stessi consiglieri, si diceva, avevano già chiesto e ottenuto un’apertura del fascicolo dopo l’iscrizione nel registro degli indagati sostenendo che non fosse un atto dovuto. Ora, citando anche l’audizione del sottosegretario Mantovano al Copasir, mettono nel mirino la vicenda Caputi e l’informativa del Dis consegnata dalla procura di Roma ai giornalisti del Domani in qualità di indagati. La procura, secondo quanto sostengono i Servizi, non avrebbe potuto farlo. Il documento poteva — dicono — essere sì letto dagli indagati ma non consegnato (tradotto: non sarebbe cambiato nulla, comunque sarebbe finito sul giornale). Per questo motivo, caso unico nella storia del paese, i servizi hanno presentato un esposto contro i magistrati di Roma a Perugia e i laici del Csm chiedono il trasferimento di Lo Voi. «È evidente — scrivono — che quanto accaduto abbia seriamente compromesso i rapporti istituzionali tra la procura e l’intelligence». La settimana prossima il consiglio di presidenza del Csm deciderà come muoversi: se aprire una pratica e se farlo anche a difesa di Lo Voi, come ha chiesto il consigliere indipendente Andrea Mirenda.
Davanti a tutto questo, ieri dal governo provavano a buttare acqua sul fuoco. Mantovano ha detto di «sperare che la contrapposizione con i magistrati si possa superare» mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, auspicava la necessità di non avere «scontri all’interno e tra i corpi dello Stati, così come tra i poteri». Difficile, visto quello che sta accadendo. Per dire domani la denuncia penale del Dis contro i magistrati romani finirà sulla scrivania del procuratore di Perugia, Raffaele Cantone. Che difficilmente iscriverà nel registro degli indagati Lo Voi: la procura umbra ha infatti procedure, che hanno passato anche il vaglio della Cassazione, che prevedono l’iscrizione a valle degli accertamenti. Si acquisiranno gli atti, si farà l’indagine, Lo Voi si difenderà e lo stesso farà il pm titolare del fascicolo: diversi magistrati della procura di Roma spiegano nei corridoi, pur riconoscendo “una leggerezza”, che la norma in questione sulla segretezza dei documenti riguarda gli atti che la procura ordine di esibire ai Servizi. Cosa che in questo caso non è accaduto.
Prima delle decisioni di Perugia, certamente Lo Voi potrà dire la sua davanti al Copasir, che lo ha convocato: non c’è ancora la data ma sarà una delle prossime sedute.