Politica

In Belgio il premier sovranista alleato di Meloni è pro maternità surrogata

Bart De Wever
Bart De Wever (afp)

In Italia la gestazione per altri è reato universale

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Dopo sei mesi il Belgio ha un governo e oggi primo ministro è un alleato di Giorgia Meloni, il nazionalista fiammingo Bart De Wever. Non a caso lei gli ha fatto i complimenti pochi giorni fa su X con una ripromessa: "Lavoreremo insieme guidati da valori e obiettivi comuni". Ma siccome il mondo sovranista è pieno di contraddizioni, ciò che in Italia la destra ha voluto far diventare reato universale, quindi potenzialmente mandando in galera i genitori di bambini nati con la gestazione per altri, in Belgio le forze di governo lo hanno fatto diventare un punto da attuare.

Infatti la legalizzazione della gestazione per altri è nell'accordo trovato tra i partiti dell'esecutivo - una maggioranza definita 'Arizona' - e non solo: è aperta anche alle coppie omosessuali e ai single. "Verrà sviluppato un quadro legislativo per la gestazione per altri altruistica ad alta tecnologia in cui non vi sia alcuna connessione genetica tra la gestante e il bambino", è scritto. Ad essere proibita è "la maternità surrogata a scopo di lucro da parte della madre surrogata o di terzi, vale a dire che porterebbe ad un compensazione finanziaria superiore al rimborso delle spese ragionevoli relative alla gravidanza elencate in il futuro quadro giuridico". Comunque sia, "le persone coinvolte in questo processo devono sottoporsi a supporto medico e terapia psicologica fornita da centri di fertilità riconosciuti".

Quindi se un domani una coppia italiana, magari composta da un genitore 1 e genitore 2, dovesse andare in Belgio per la gpa, regolarizzata grazie all'alleato di Meloni, una volta rientrata nel nostro Paese rischierebbe l'incriminazione. "Un governo di destra, dal quale mi dividono molte cose - dice l'eurodeputata del M5S-The Left Carolina Morace - dimostra che sul riconoscimento dei diritti non ci devono essere distinzioni politiche. Invece in Italia la destra alimenta caccia alle streghe e omofobia di Stato. Da avvocata, prima che da politica, sono certa che prevedere il carcere per dei genitori è mostruoso. Spero che presto la Corte di giustizia europea possa pronunciarci contro questa legge che solo gli Ayatollah iraniani ci invidiano”.

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