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Stop ai sovranisti dai popolari europei: “Mega è un rischio”. Sfida tra Lega e FdI

Il selfie dei sovranisti: Wilders, Le Pen, Orban e Salvini

 

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Dopo il raduno di Madrid pronto un atto a Strasburgo contro le influenze di Musk
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Milano — L’attacco diretto, frontale, di Matteo Salvini a Madrid per il raduno sovranista al Partito popolare europeo e al suo “malgoverno” nella Ue è il nuovo capitolo della saga del centrodestra italiano, dove ognuno tenta di aumentare i consensi — e adesso cavalcare l’onda americana — a discapito altrui. L’altro vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, si ricandiderà alla vicepresidenza del Ppe al congresso di Valencia ad aprile e domani la segreteria nazionale degli azzurri avrà tra gli argomenti sul tavolo proprio gli equilibri internazionali. Ma pure le ripercussioni interne, perché le bordate del Capitano leghista al Ppe hanno turbato e non poco i forzisti, considerate un altro sgarbo tra alleati.

«Se lo slogan “make Europe great again” ci porta verso le insidie di una retorica populista e divisiva e strizza l’occhio a chi l’Europa tenta di dividerla — ragiona l’europarlamentare Letizia Moratti, un peso massimo di FI — in quel caso la nostra idea è completamente div…

Milano — L’attacco diretto, frontale, di Matteo Salvini a Madrid per il raduno sovranista al Partito popolare europeo e al suo “malgoverno” nella Ue è il nuovo capitolo della saga del centrodestra italiano, dove ognuno tenta di aumentare i consensi — e adesso cavalcare l’onda americana — a discapito altrui. L’altro vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, si ricandiderà alla vicepresidenza del Ppe al congresso di Valencia ad aprile e domani la segreteria nazionale degli azzurri avrà tra gli argomenti sul tavolo proprio gli equilibri internazionali. Ma pure le ripercussioni interne, perché le bordate del Capitano leghista al Ppe hanno turbato e non poco i forzisti, considerate un altro sgarbo tra alleati.

«Se lo slogan “make Europe great again” ci porta verso le insidie di una retorica populista e divisiva e strizza l’occhio a chi l’Europa tenta di dividerla — ragiona l’europarlamentare Letizia Moratti, un peso massimo di FI — in quel caso la nostra idea è completamente diversa. Lavoriamo per la valorizzazione di un’Europa riformata, non frammentata. Vale infatti la pena ricordare che Forza Italia ha sempre sostenuto un’Europa di Stati sovrani, ma uniti nel mercato comune, dove la riforma e il miglioramento delle istituzioni sono valore aggiunto rispetto a una disgregazione del progetto europeo».

Lo smantellamento dell’Organizzazione mondiale della sanità — ma anche la completa delegittimazione della Corte penale internazionale — sono questioni che già adesso fanno fibrillare il centrodestra e lo si è visto anche nel Consiglio regionale della Lombardia la scorsa settimana, con una mozione leghista che voleva impegnare la Regione contro l’Oms, mozione poi mitigata dopo le proteste degli azzurri («siamo un po’ stanchi delle sparate della Lega», si era sfogato il coordinatore regionale Alessandro Sorte). Giorni fa invece al Parlamento europeo esponenti del Ppe, assieme a socialisti, Greens e rossoverdi di The Left, si sono appellati alla Commissione chiedendo: le prese di posizione pubbliche di Elon Musk per l’estrema destra tedesca e contro i giudici rappresentano un «rischio sistemico» per il pluralismo e i processi elettorali? E poi, che strumenti si stanno utilizzando per valutare l’algoritmo di X e i suoi sistemi di raccomandazione?

Tutto questo nel mentre, invece, Lega e Fratelli d’Italia competono per accreditarsi con il mondo trumpiano e dello stesso Musk. Mentre in Spagna il gruppo dei Patrioti faceva il suo evento Mega con lo strumento dell’iniziativa pubblica classica (tutti si aspettavano un messaggio, un segnale, dell’imprenditore sudafricano, ma niente da fare), esponenti di Ecr — il raggruppamento della fiamma tricolore — e della tedesca Afd discutevano online su X sempre sul Mega con un uomo molto vicino a Musk: il trentenne australiano Mario Nawfal, fondatore di un’azienda di consulenza internazionale sulla blockchain. Profilo da quasi due milioni di follower che dialoga amabilmente con Musk quasi quotidianamente, è un altro propagatore del pensiero tecnocratico e sovranista. Ecco, l’interlocutore per l’Italia era Francesco Giubilei, che è direttore scientifico della fondazione An, direttamente riconducibile quindi a FdI. Il quale da tempo coltiva relazioni col mondo repubblicano Usa. «Sul piano europeo — spiega Giubilei — la fine della guerra in Ucraina potrebbe aiutare ad andare oltre alcune contraddizioni interne alla destra, oggi divisa in tre gruppi diversi. Per intanto le elezioni tedesche potrebbero cambiare sul breve termine lo scenario e legittimare l’Afd. Musk sta tentando la stessa operazione di Steve Bannon nel 2018, con la differenza che ha un peso mediatico e potenzialmente economico molto maggiore». Il grande disegno è insomma un super gruppo che varrebbe 187 deputati, uno in meno del Ppe. Oggi sembra fantapolitica, ma domani chissà.

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