Non è uno stop definitivo, sulle materie su cui non bisogna stabilire i livelli essenziali di prestazione (i lep) si va avanti con l’autonomia differenziata. Mentre una legge in trenta articoli sui lep è quasi pronta, ricalcando le indicazioni del comitato presieduto da Sabino Cassese.
È la chiave di volta sull’autonomia differenziata nuova edizione, perché la riforma leghista è stata ridotta a un “moncherino” dalla Corte costituzionale. E soprattutto il referendum è stato dichiarato non ammissibile, con un quesito incomprensibile. Roberto Calderoli, il ministro leghista dell’autonomia, ora che il bersaglio è cambiato ha cambiato strategia.
Ecco, spiega: alla luce di quelle che sono le indicazioni della Corte “andremo avanti sulle materie non lep, presenteremo i disegni delle leggi delega per definire i livelli essenziali di prestazione”. Avanti quindi, “con tanto lavoro” per raccogliere così a fine legislatura il risultato; decreti legislativi per le materie alto fragile (che richied…
Non è uno stop definitivo, sulle materie su cui non bisogna stabilire i livelli essenziali di prestazione (i lep) si va avanti con l’autonomia differenziata. Mentre una legge in trenta articoli sui lep è quasi pronta, ricalcando le indicazioni del comitato presieduto da Sabino Cassese.
È la chiave di volta sull’autonomia differenziata nuova edizione, perché la riforma leghista è stata ridotta a un “moncherino” dalla Corte costituzionale. E soprattutto il referendum è stato dichiarato non ammissibile, con un quesito incomprensibile. Roberto Calderoli, il ministro leghista dell’autonomia, ora che il bersaglio è cambiato ha cambiato strategia.
Ecco, spiega: alla luce di quelle che sono le indicazioni della Corte “andremo avanti sulle materie non lep, presenteremo i disegni delle leggi delega per definire i livelli essenziali di prestazione”. Avanti quindi, “con tanto lavoro” per raccogliere così a fine legislatura il risultato; decreti legislativi per le materie alto fragile (che richiedono i livelli essenziali di prestazione) e devoluzione per le materie non Lep alle Regioni che lo chiedono.
Di tutto questo Calderoli ha parlato a Pordenone a un convegno leghista in cui si è discusso di amministrazioni, di autonomia differenziata e di elezione diretta delle Province in Friuli Venezia Giulia. Ma sono i Lep, che servono a riaccendere i motori dell’autonomia differenziata.
Si è sempre saputo che, senza i livelli essenziali di prestazioni stabiliti in tutte le regioni italiane, il regionalismo hard dei leghisti al governo avrebbe avuto vita breve o non sarebbe riuscito a nascere. Dopo la scure della Consulta chiamata dalle regioni di centrosinistra – Puglia, Toscana, Sardegna, Campania - a dire la sua e l’inammissibilità del referendum sempre da parte della Corte costituzionale, i leghisti sono alla ricerca di altre strade creative. Calderoli ha convocato una riunione domani o giovedì, a Roma. Verranno sia Fedriga che Zaia per approfondire le materie devolvibili non lep. O meglio le “funzioni” devolvibili come la Corte ha spiegato. Un percorso già avviato con i ministri competenti, cioè Nello Musumeci e Matteo Piantedosi a proposito di devoluzione della Protezione civile. In un consiglio dei ministri ad hoc si dovrà tornare a decidere sull’autonomia differenziata. Intanto l’autonomia va avanti sulle materie non lep: oltre alla funzione della Protezione civile sull’Organizzazione delle professioni, ad esempio.
A Pordenone Calderoli ha ribadito che alcune delle materie non Lep saranno molto in fretta devolute. È la risposta al malumore dell’elettorato leghista che non vede le vittore nelle sue battaglie al governo, dal fisco alla devoluzione. Gli fa eco Zaia, rimarcando che le prime “funzioni” non lep, possono essere discusse: “Per quel che ci riguarda si andrà avanti sulle prime 9 materie non lep”. A Roma Zaia intende parlare di questo.