✕

Hallissey, 21 anni e già presidente di +Europa: “Contano solo le battaglie che facciamo”

Ascolta l'audio

Al congresso di domenica scorsa ha battuto Della Vedova. Sfida tassisti e balneari, lotta per i diritti civili, è per il nucleare, per alcuni è l’erede di Pannella. E incalza il centrosinistra: “Basta parlare di campo largo e posizionamenti, importanti sono le lotte”
3 minuti di lettura

“Noi dobbiamo essere estremisti. Estremisti per le libertà. Fare casino, disobbedire, metterci la faccia e il corpo. Contro lobby, corporazioni, diritti negati, debito pubblico alle stelle, ambientalismo finto. Anche il centrosinistra dovrebbe capirlo: non ci votano per il campo largo ma per il campo di battaglia. Per il campo delle battaglie che facciamo”. Il radicale Matteo Hallissey è un altro che non l’hanno visto arrivare ma non nel Pd, in +Europa. Si presentava con una lista minoritaria di 33 delegati, nemmeno il segretario poi riconfermato Riccardo Magi lo sosteneva. Ma ha raccolto 198 voti rispetto agli 87 dello strafavorito e navigatissimo ex Pdl e Scelta Civica, oggi deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova. E da domenica è lui il presidente nazionale di Più Europa, accolto da un’ovazione in platea e da un tripudio sui social, dov’è molto seguito.

È molto irritato perché nei primi lanci d’agenzia gli hanno dato 22 anni e lui ne ha 21, “mi hanno invecchiato” scherza Hal…

“Noi dobbiamo essere estremisti. Estremisti per le libertà. Fare casino, disobbedire, metterci la faccia e il corpo. Contro lobby, corporazioni, diritti negati, debito pubblico alle stelle, ambientalismo finto. Anche il centrosinistra dovrebbe capirlo: non ci votano per il campo largo ma per il campo di battaglia. Per il campo delle battaglie che facciamo”. Il radicale Matteo Hallissey è un altro che non l’hanno visto arrivare ma non nel Pd, in +Europa. Si presentava con una lista minoritaria di 33 delegati, nemmeno il segretario poi riconfermato Riccardo Magi lo sosteneva. Ma ha raccolto 198 voti rispetto agli 87 dello strafavorito e navigatissimo ex Pdl e Scelta Civica, oggi deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova. E da domenica è lui il presidente nazionale di Più Europa, accolto da un’ovazione in platea e da un tripudio sui social, dov’è molto seguito.

È molto irritato perché nei primi lanci d’agenzia gli hanno dato 22 anni e lui ne ha 21, “mi hanno invecchiato” scherza Hallissey. Ma più che l’età è un’altra la domanda che nel mondo radicale e liberal italiano in tanti si stanno ponendo su questo giovanotto bolognese, mamma italiana e papà inglese, un “liberale progressista”, uno che negli ultimi 6 mesi è andato a sfidare gli sganassoni dei tassisti sventolandogli in faccia un cartello pro-liberalizzazioni, quelli dei balneari piantando ombrelloni nelle spiagge invocando le gare previste dalla Bolkenstein, si è quasi fatto ritirare la patente perché è contrario al nuovo codice della strada che stanga chi si è fatto una canna ma poi Uber è vietato. E chi più ne ha ne metta: anti proibizionista, abortista, pro eutanasia, per l’educazione sessuale nelle scuole, per la riforma delle carceri. Talmente controcorrente da cambiare verso persino ad una storica battaglia dei Radicali da cui proviene: lui è pro nucleare. “E secondo me la maggioranza dei giovani italiani lo sarebbero – dice - i ragazzi credono in un ambientalismo scientifico non bigotto”. Sarà che – ecco la domanda - sebbene ancora lontanissimamente, sebbene tutto da farsi, forse non si possa intravedere in Hallissey un erede del leggendario Marco Pannella?

Presto, prestissimo per dirlo. Eppure Hallissey è molto pannelliano perché sa come farsi notare. E come l’inventore italiano del digiuno come forma di azione politica è abituato alla sfida fisica, col corpo. Prima di diventare presidente di +Europa era diventato segretario dei Radicali italiani, a fine 2024. Il più giovane segretario italiano di partito. Un razzo, non c’è che dire. Ha scoperto la politica durante il Covid. Faceva dirette online di prima mattina: si occupava di economia, politica estera, divulgazione. Ai Radicali si avvicina nel 2022, col referendum sull’eutanasia. Si fa autografare il libro da Marco Cappato, e due anni dopo diventa segretario. Ha cominciato a battagliare accanto a Magi: con lui si fa fermare per aver proiettato una foglia di cannabis su Montecitorio.

Molto fa da sé. Comincia a organizzare aperitivi liberal a Bologna. A fine 2023 alla stazione di Bologna va a distribuire volantini pro liberalizzazioni dei taxi e scatena le ire della lobby: “Vuoi schiaffi?” lo minaccia un tassista immortalato in un video diventato virale. La scorsa estate gira gli stabilimenti balneari piantando ombrelloni per chiedere la messa a gara delle concessioni. A novembre scorso si presenta in camicia rosa a un evento elettorale della Lega a Mercato Saraceno, in provincia di Forlì-Cesena, c’era anche il leader Matteo Salvini, comincia ad attaccare sulle posizioni leghiste anti abortiste, si fa portare via di peso. Molto Pannella. Alle regionali emiliane, dove si era candidato a sostegno di De Pascale, prende un sacco di voti ma non passa. Ora la battaglia in Più Europa.

“Ogni volta che un cittadino aspetta mezz’ora un taxi che non c’è o paga un salasso per un lido al mare che è un bene comune si sta scontrando con un sistema corporativo, incrostato, ingiusto. E su questo serve coraggio, dobbiamo dirlo, dobbiamo batterci” dice. E le sue parole già interrogano e sfidano lo stesso centrosinistra: “Dobbiamo smettere di parlare di posizionamenti: Renzi, Calenda, alleanze. Vinceremo se sapremo proporre battaglie per la gente, soprattutto i giovani. I diritti civili, la lotta alle corporazioni come tassisti e balneari, una ricetta contro il debito pubblico esorbitante. E poi dirò una cosa che fa discutere: serve un ambientalismo scientifico non bigotto. Io sono per il nucleare affiancato alle rinnovabili”.

“Pannelliano”, si definisce. Presidente di +Europa da domenica, battuto Della Vedova: “Ma non sono ostile a Benedetto, per me è importante che continui a dare un contributo, è un fondatore di +Europa” dice. Che centrosinistra si immagina Hallissey? “Al posizionamento politico non ci penso, anzi dobbiamo smettere di parlarne. Certo il campo di un radicale non è la destra ma nemmeno lo aprioristicamente un’alleanza di centrosinistra. Io credo che un accordo non possa non partire dalle battaglie che si fanno. Se c’è condivisione ok, altrimenti possiamo anche avere un percorso autonomo” dice. Del resto lui Elly Schlein l’ha già severamente criticata per quella candidatura alle Europee del pacifista Tarquinio: “Un pericolo pubblico” lo definì.

Metodo radicale, insiste Hallissey: “Disobbedienza civile, lotta anche fisica ma non violenta contro privilegi, amichettismo, raccomandati, corporazioni, diritti calpestati”. Non teme che questo possa allontanare cattolici, moderati e centristi che guardano al Pd o intorno al Pd? “Sicuramente queste battaglie non rappresentano tutti, ma noi rappresentiamo queste battaglie qui” insiste il neo presidente di Più Europa. E Giorgia Meloni come si batte? “Rappresenta il contrario di tutte le nostre battaglie, noi siamo il nemico perfetto per lei. Ma una delle poche cose che il centrodestra ha fatto bene con lei è stata portare una visione netta del Paese. Noi dovremo essere capaci di raccontare l’opposto. Le nostre battaglie forti. Altrimenti rivincerà lei”, teorizza Hallisey. Non vi aspettate di vederlo in Parlamento a breve: nel 2027, se non si votasse prima, non avrà ancora compiuto 25 anni. Chi lo conosce bene giura che il modo di farsi sentire lo troverà eccome.

Leggi i commenti