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Cpi, la frenata di Nordio: “Pronti a collaborare”. Via alla mozione di sfiducia

(ansa)

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Dopo le accuse di “pasticci” il ministero della Giustizia chiede collaborazione alla Corte penale. I giudici si appellano ai Paesi membri contro le sanzioni di Trump. E la Ue si schiera con l’Aia
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ROMA - contraddittoria nell’invio della richiesta d’arresto, adesso il governo italiano è pronto a collaborare con l’Aia. La Camera preliminare sta ancora valutando la condotta tenuta dall’Italia nella scarcerazione del torturatore Osema Almasri, ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in via informale, sta provando a stemperare i toni rendendosi disponibile a fornire tutte le spiegazioni necessarie. Un canale che l’esecutivo vuole aprire anche per individuare quali possano essere le procedure per scongiurare che si ripeta un nuovo caso simile a quello del generale libico.

Sul tappeto ci sarebbero già alcune proposte, come quella di rivedere il sistema di invio al ministero dei mandati di cattura internazionali. Si valuta una sorta di comunicazione diretta in modo da eliminare il passaggio con l’ufficiale di collegamento dell’ambasciata italiana in Olanda.

L’Italia dunque fa un passo indietro quando Donald Trump invece firma un ordine esecutivo che autorizza sanzioni economi…

ROMA - contraddittoria nell’invio della richiesta d’arresto, adesso il governo italiano è pronto a collaborare con l’Aia. La Camera preliminare sta ancora valutando la condotta tenuta dall’Italia nella scarcerazione del torturatore Osema Almasri, ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in via informale, sta provando a stemperare i toni rendendosi disponibile a fornire tutte le spiegazioni necessarie. Un canale che l’esecutivo vuole aprire anche per individuare quali possano essere le procedure per scongiurare che si ripeta un nuovo caso simile a quello del generale libico.

Sul tappeto ci sarebbero già alcune proposte, come quella di rivedere il sistema di invio al ministero dei mandati di cattura internazionali. Si valuta una sorta di comunicazione diretta in modo da eliminare il passaggio con l’ufficiale di collegamento dell’ambasciata italiana in Olanda.

L’Italia dunque fa un passo indietro quando Donald Trump invece firma un ordine esecutivo che autorizza sanzioni economiche aggressive contro la Cpi, accusata di «azioni illegittime e senza fondamento». Dunque, non può anche l’esecutivo italiano esacerbare i toni nel momento in cui l’Unione europea fa scudo intorno al tribunale internazionale spiegando che «il sistema di cooperazione multilaterale è cruciale per avere giustizia e la difesa dello stato di diritto. E oggi questo sistema - sottolinea il commissario Ue alla Giustizia, l’irlandese Michael McGrath - viene messo in discussione» dal presidente degli Stati Uniti. Una «sfida alla Cpi che avrà un impatto sulla stabilità a livello mondiale». Per questo, assicura, l’Ue difenderà «a spada tratta la Corte, che promuove da sempre pace e libertà».

Ma la mossa compiuta da via Arenula ha anche un valore strettamente politico tutto interno. Arriva quando il governo si ritrova in una morsa. Da un lato ci sono le opposizioni al lavoro su una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Nordio e dall’altro l’Associazione nazionale magistrati che, malgrado il cambio al vertice che si è spostato più a destra, difende comunque Francesco Lo Voi. Il procuratore che ha iscritto nel registro degli indagati la premier Giorgia Meloni, il Guardasigilli, il titolare del Viminale Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano dopo una denuncia presentata dall’avvocato Luigi Li Gotti, in cui si ipotizzano i reati di favoreggiamento e peculato.

I magistrati che aderiscono al sindacato sono intervenuti infatti per «stigmatizzare l’iniziativa dei consiglieri laici» di centrodestra del Csm, che avevano chiesto l’apertura di un procedimento per incompatibilità ambientale nei confronti di Lo Voi dopo il caso legato alla gestione di atti riservati nel fascicolo nato da una denuncia del capo di gabinetto della premier, Gaetano Caputi. La giunta esecutiva dell’Anm sostiene che la richiesta «desti serie perplessità, per la sua natura puramente strumentale, volta a delegittimare la Procura di Roma e l’intera magistratura». Inoltre l’associazione punta il dito contro «l’ingiustificata e gratuita aggressione mediatica» nei confronti di Lo Voi, messa in atto anche dal governo.

E così, in Parlamento, Pd, M5S, Avs, Più Europa e Iv sono tornati a insistere sulla necessità che sia Meloni a riferire in Aula. E su Nordio, le opposizioni, ad esclusione di Azione, evidenziano che «il ministro si è scagliato in maniera scomposta contro la Corte penale internazionale assegnandosi tra l’altro un ruolo che non gli spetta: quello di valutare la legittimità del mandato di cattura». Per Fratelli d’Italia la mozione di sfiducia non è altro che «un rito stanco e ridicolo».

La questione però arriva anche in Europarlamento. M5s chiede all’Unione di indagare sugli accordi firmati dalla premier con la Libia e il Pd sostiene che l’Ue debba agire «immediatamente» attivando la clausola del regolamento per proteggere la Cpi e i suoi funzionari dagli attacchi del governo italiano.

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