✕

Arcigay da Roccella: “Le aggressioni omofobe crescono”. Il muro della ministra: “Valuterò”

La ministra della Famiglia Eugenia Roccella

 (ansa)

Ascolta l'audio

Già una decina gli episodi di violenza da inizio anno
1 minuti di lettura

Molti silenzi, nessun impegno, pochi “valuterò”: la ministra alle Pari opportunità Eugenia Roccella ha aperto le porte di palazzo Chigi ai vertici di Arcigay nel pomeriggio di ieri, 11 febbraio, a un mese circa dalla richiesta partita pubblicamente dalla presidente dell'associazione, Natascia Maesi, decisa a interrompere il silenzio istituzionale rispetto all'ennesima aggressione omofoba. Già una decina dall'inizio dell'anno. Ma secondo la responsabile delle pari opportunità, non ci sarebbe una recrudescenza del fenomeno.

La ministra, nota per le sue posizioni ultraconservatrici, ha ascoltato in silenzio richieste, accuse, dati e proposte senza farsi strappare una promessa. E, dopo oltre un’ora e mezza, ha congedato Maesi e il segretari…

Molti silenzi, nessun impegno, pochi “valuterò”: la ministra alle Pari opportunità Eugenia Roccella ha aperto le porte di palazzo Chigi ai vertici di Arcigay nel pomeriggio di ieri, 11 febbraio, a un mese circa dalla richiesta partita pubblicamente dalla presidente dell'associazione, Natascia Maesi, decisa a interrompere il silenzio istituzionale rispetto all'ennesima aggressione omofoba. Già una decina dall'inizio dell'anno. Ma secondo la responsabile delle pari opportunità, non ci sarebbe una recrudescenza del fenomeno.

La ministra, nota per le sue posizioni ultraconservatrici, ha ascoltato in silenzio richieste, accuse, dati e proposte senza farsi strappare una promessa. E, dopo oltre un’ora e mezza, ha congedato Maesi e il segretario generale Gabriele Piazzoni con un "valuterò". Due le questioni centrali: il coinvolgimento delle associazioni Lgbtqia+ ai tavoli istituzionali mirati a interventi che incidono sulla qualità della vita della comunità e la reazione del governo per evitare ulteriori episodi discriminatori. Nove aggressioni emerse soltanto nei primi 15 giorni dell’anno, una delle quali festeggiata con fuochi d’artificio. È il caso dello scorso gennaio a Napoli, dove un padre che aveva picchiato il figlio gay di 15 anni con una chiave inglese ha ricevuto applausi dal vicinato. “Ho spiegato alla ministra che se un quartiere intero celebra un pestaggio è perché si sente legittimato anche dalla postura delle istituzioni: il governo, con i suoi linguaggi, è direttamente responsabile di questo clima”, ha spiegato Maesi.

“Non ci aspettavamo proclami, ma un'interlocuzione è fondamentale nell'ottica di un futuro più collaborativo”, hanno concluso gli attivisti. Nonostante le sue posizioni, la ministra si è sempre detta "aperta al dialogo” anche in replica a forti manifestazioni di dissenso. Ma secondo le comunità non è sufficiente la disponibilità al confronto. Lamentano piuttosto le cancellazioni dei genitori non biologici di oltre trenta bambini, il tentato stop del farmaco bloccante della pubertà in uso alle persone transgender, fino allo scorso maggio, col rifiuto a firmare il testo Ue per le politiche di contrasto a omofobia, bifobia e transfobia. Il confronto è stato davvero solo un primo passo.

Leggi i commenti