Meloni convoca vertice con i leader di maggioranza: focus sanità, trattative sulla Consulta
di Gabriella CeramiAntonio Tajani, Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Vertice di due ore a Palazzo Chigi. Al centro il dossier sanità con il ministro Orazio Schillaci sull'ipotesi di riforma dei medici di famiglia. Presenti Matteo Salvini, Antonio Tajani. Sul tavolo del governo però anche la questione che riguarda l’elezione dei quattro giudici della Consulta, alla vigilia del voto di domani. Ci sono stati contatti tra Giorgia Meloni e i leader dei due partiti di opposizioni, Elly Schlein e Giuseppe Conte. L’obiettivo è chiudere.
Sanità
Sul tavolo, appunto, il dossier sanità. Nella sede del governo, oltre al ministro Schillaci, ci sono anche i titolari dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga e goveratore del Friuli Venezia Giulia e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Al centro della riunione la riforma relativa ai medici di famiglia, su cui il governo è al lavoro. "Stiamo discutendo con le Regioni - ha detto ieri Schillaci - ancora non c'è una posizione unitaria, nei prossimi …
Vertice di due ore a Palazzo Chigi. Al centro il dossier sanità con il ministro Orazio Schillaci sull'ipotesi di riforma dei medici di famiglia. Presenti Matteo Salvini, Antonio Tajani. Sul tavolo del governo però anche la questione che riguarda l’elezione dei quattro giudici della Consulta, alla vigilia del voto di domani. Ci sono stati contatti tra Giorgia Meloni e i leader dei due partiti di opposizioni, Elly Schlein e Giuseppe Conte. L’obiettivo è chiudere.
Sanità
Sul tavolo, appunto, il dossier sanità. Nella sede del governo, oltre al ministro Schillaci, ci sono anche i titolari dell'Economia Giancarlo Giorgetti, il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga e goveratore del Friuli Venezia Giulia e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Al centro della riunione la riforma relativa ai medici di famiglia, su cui il governo è al lavoro. "Stiamo discutendo con le Regioni - ha detto ieri Schillaci - ancora non c'è una posizione unitaria, nei prossimi giorni credo che ci chiariremo le idee”. “È stata solo una discussione generale per fare il punto della situazione sulla sanità. Non si è arrivati a nessuna conclusione, abbiamo fatto solo l'inquadramento generale della situazione", aggiunge il presidente della Conferenza Stato-Regioni. Nelle scorse settimane alcune regioni, tra cui, Lazio, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna e Toscana hanno chiesto in Commissione Salute al governo un intervento. Ma sull'eventualità di “trasformare” i medici di famiglia da liberi professionisti convenzionati a dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) altre regioni, tra cui Piemonte e Calabria, sono contrarie. "Io penso che dobbiamo valorizzare l'alleanza con la medicina del territorio, che è il primo presidio perché tutto il Ssn funzioni", sostiene ancora Fedriga.
Per FI la direzione, però, è sbagliata. "Noi non la votiamo e non si fanno i blitz" su una materia così delicata, spiega il capogruppo di FI Paolo Barelli parlando in Transatlantico, "questa operazione costerebbe 5 miliardi. Dove si prendono i soldi?”.
Consulta
Questione elezioni giudici della Consulta. A sbloccare lo stallo sarebbe stato il nome messo sul tavolo dal centrosinistra: la figura tecnica prevista dallo schema concordato mesi fa. Si tratta della giurista Maria Alessandra Sandulli. Figlia di Aldo Maria Sandulli, considerato uno dei padri del diritto, la professoressa ordinaria di diritto amministrativo all'Università di Roma Tre fa già parte di una corte costituzionale, ossia il Collegio garante della costituzionalità delle norme della Repubblica di San Marino.
Il suo nome era già circolato lo scorso anno, quando il Parlamento doveva eleggere due giudici costituzionali e si profilava un tandem rosa con Silvana Sciarra. Poi lei stessa, pur "onorata", fece un passo indietro ritirando la disponibilità alla luce dei malumori in Forza Italia di chi rivangò la firma apposta dalla giurista su un appello contro la riforma della giustizia del 2005 del governo Berlusconi.
I giudici da sostituire sono quattro e da quasi un anno il Parlamento non riesce ad eleggerli. Si era detto che l’obiettivo era votarli tutti e quattro insieme, dunque aspettare la scadenza di tutti gli uscenti, avvenuta però a dicembre. Uno spetta a Fratelli d'Italia e dovrebbe essere Francesco Saverio Marini, il consigliere giuridico di Meloni a Palazzo Chigi. Il secondo, in quota Pd, sarà il professore universitario Massimo Luciani. Il nome espresso da Conte, in coordinamento con le altre forze di opposizione, deve essere quello tecnico, appunto la professoressa Maria Alessandra Sandulli. Il quarto nome spetta a Forza Italia, che ancora tiene le carte coperte.
Circola il nome dell'avvocato Gennaro Terracciano, professore ordinario di diritto amministrativo, prorettore dell'Università Roma Foro Italico. Ma anche quello di Andrea Di Porto e di Bruno Cassinelli. Di certo, occorre il via il libera da parte del Movimento 5 Stelle per sbloccare lo stallo.
Il vertice arriva in un momento di grande tensione tra i leader del centrodestra, che difficilmente potranno non affrontare le altre questioni sul tavolo, a cominciare dalle ultime bordate di Salvini sul fisco.