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Caso Paragon, Mantovano: “Non spiamo i giornalisti”

04/02/25 Roma. Copasir, Audizione del Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri . Nella foto Alfredo Mantovano e Lorenzo Guerini (agf)

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“I servizi querelano se sono calunniati”, dice il sottosegretario. E apre a una revisione della legge sugli 007
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Il sottosegretario Alfredo Mantovano, l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, non lesina parole. Lascia l’Aula di Montecitorio e va incontro ai cronisti. Ha voglia di passare al contrattacco per difendere l’intelligence sui casi Paragon e Almasri.

Due i punti fondamentali delle sue tesi. Il primo sullo spyware Graphite: il software spia creato dalla società israeliana Paragon, che secondo il sottosegretario sarebbe tuttora usato dai servizi in modo legale e l’azienda produttrice non avrebbe rescisso il contratto con l’Italia. Il secondo riguarda il generale Almasri: sarebbe falso che il capo dell’Aise, Giovanni Caravelli, abbia fatto spionaggio ai danni della Corte penale internazionale a favore della Libia.

La vicenda Paragon ha fatto emergere che il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e l’attivista Luca Casarini sono tra i sette italiani vittime di Graphite. Il Guardian ha scritto che in seguito a questa notizia Paragon ha stracciato il contratto con l’I…

Il sottosegretario Alfredo Mantovano, l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, non lesina parole. Lascia l’Aula di Montecitorio e va incontro ai cronisti. Ha voglia di passare al contrattacco per difendere l’intelligence sui casi Paragon e Almasri.

Due i punti fondamentali delle sue tesi. Il primo sullo spyware Graphite: il software spia creato dalla società israeliana Paragon, che secondo il sottosegretario sarebbe tuttora usato dai servizi in modo legale e l’azienda produttrice non avrebbe rescisso il contratto con l’Italia. Il secondo riguarda il generale Almasri: sarebbe falso che il capo dell’Aise, Giovanni Caravelli, abbia fatto spionaggio ai danni della Corte penale internazionale a favore della Libia.

La vicenda Paragon ha fatto emergere che il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e l’attivista Luca Casarini sono tra i sette italiani vittime di Graphite. Il Guardian ha scritto che in seguito a questa notizia Paragon ha stracciato il contratto con l’Italia. La prima smentita dal fronte governo a questa versione ieri è arrivata dal ministro Luca Ciriani in Aula: «Nessuno ha rescisso alcun contratto nei confronti dell’intelligence». Inoltre che i servizi spiano avvalendosi dei più efficaci dispositivi sul mercato non sarebbe una notizia perché, aggiunge Ciriani, lo fanno rispettando «nel modo più rigoroso la Costituzione e le leggi».

Resta allora da capire chi avrebbe spiato giornalisti e attivisti, come chiede con una nota Matteo Renzi: «Se non sono stati i servizi chi ha spiato Cancellato?». La risposta al leader di Iv arriva da Mantovano che, cosa rara, parla con i giornalisti in Transatlantico. Se c’è stato un uso improprio dello spyware, osserva Mantovano, «è materia di autorità giudiziaria, perché sono stati commessi dei reati. Attendiamo questi esiti. Noi abbiamo fatto i nostri accertamenti, lato intelligence».

Il sottosegretario risponde alle domande che riguardano anche l’altro fronte caldo per gli 007, la vicenda Almasri. Il Foglio ha riferito di un viaggio a Tripoli di Caravelli lo scorso 28 gennaio per comunicare ai suoi interlocutori i nomi al momento coperti da segreto di altri libici che la Corte penale internazionale vorrebbe fossero arrestati. Una storia scritta anche da L’Unità.

Il direttore dell’Aise ha smentito di fronte al Copasir e ieri il Dis ha annunciato «azioni legali» contro i due quotidiani «per difendere l’onorabilità del personale dei Servizi ed evitare strumentalizzazioni sulle attività dell’intelligence». Mantovano, sottolineando che in Libia la «situazione è complessa e si valutano le ricadute», definisce «un’anomalia che la libertà di informazione possa trasformarsi in calunnia». e pertanto i Servizi hanno fatto bene a querelare. «Se si accusa un uomo dell’intelligence di fare spionaggio in favore della Libia su attività della Corte penale internazionale — aggiunge il sottosegretario — lo si accusa di un reato».

Infine Mantovano apre a un aggiornamento della legge sui Servizi. «La disponibilità è assoluta. Ovviamente attendiamo le iniziative parlamentari» e aggiunge che la proposta avanzata nei mesi scorsi dal presidente del Copasir Lorenzo Guerini, del Pd, «ha certamente degli spunti interessanti».

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