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Eletti i quattro giudici della Consulta: Marini, Luciani, Cassinelli e Sandulli. Ecco chi sono

(ansa)

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Dopo i contatti telefonici tra Meloni e Schlein e la moral suasion di Mattarella per sanare il vulnus: oggi l’elezione in seduta comune al quattordicesimo scrutino
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Al quattordicesimo scrutinio, il Parlamento ha compiuto il suo dovere verso la Consulta. E dopo trattative dilagate fino a notte, compresi i contatti telefonici tra la premier Meloni e la leader dem Schlein, la Camere in seduta comune hanno eletto i quattro giudici costituzionali: Cassinelli, Luciani, Marini, Sandulli. Nessuna sorpresa, dunque: in silenziosa e vigile attesa c'era soprattutto il Quirinale. Il presidente Mattarella prima, pubblicamente e in più occasioni, nei mesi scorsi aveva stigmatizzato il ritardo del Parlamento, e poi in queste settimane aveva esercitato una ferma moral suasion per sanare il vulnus dei quattro giudici mancanti al tavolo della Corte Costituzionale.

Eccoli, dunque.

Marini e Luciani, i due giudici in quota FdI e Pd

Due sono i professori che rappresentano le indicazioni di FdI e Pd: si tratta rispettivamente di Francesco Saverio Marini, 51enne, consigliere giuridico della presidente del Consiglio e "papà" della riforma del premierato targato Giorg…

Al quattordicesimo scrutinio, il Parlamento ha compiuto il suo dovere verso la Consulta. E dopo trattative dilagate fino a notte, compresi i contatti telefonici tra la premier Meloni e la leader dem Schlein, la Camere in seduta comune hanno eletto i quattro giudici costituzionali: Cassinelli, Luciani, Marini, Sandulli. Nessuna sorpresa, dunque: in silenziosa e vigile attesa c'era soprattutto il Quirinale. Il presidente Mattarella prima, pubblicamente e in più occasioni, nei mesi scorsi aveva stigmatizzato il ritardo del Parlamento, e poi in queste settimane aveva esercitato una ferma moral suasion per sanare il vulnus dei quattro giudici mancanti al tavolo della Corte Costituzionale.

Eccoli, dunque.

Marini e Luciani, i due giudici in quota FdI e Pd

Due sono i professori che rappresentano le indicazioni di FdI e Pd: si tratta rispettivamente di Francesco Saverio Marini, 51enne, consigliere giuridico della presidente del Consiglio e "papà" della riforma del premierato targato Giorgia (un figlio d'arte: suo padre Annibale è già stato presidente della stessa Corte Costituzionale, all'epoca indicato in quota An); e Massimo Luciani, il costituzionalista 72 enne di area dem, professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico alla Sapienza, che aveva anche assistito, di recente, la regione Puglia nel ricorso contro l'Autonomia differenziata targata Calderoli, ampiamente accolto dalla Consulta.

Cassinelli in quota Forza Italia

Il terzo eletto, in quota Forza Italia, è invece quello che ha richiesto la gestazione più travagliata, tra continui ripensamenti sui nomi e veti di volta in volta frapposti: alla fine tra i vari litiganti in area azzurra (il viceministro Sisto, il capogruppo Fi Zanettin, il professor Terracciano con ottimi agganci anche col capo di gabinetto di Meloni, Caputi) a spuntarla - come anticipato da Repubblica - è Roberto Cassinelli, avvocato, 68 anni, già due volte deputato e anche senatore berlusconiano.

Sandulli condivisa tra maggioranza e opposizione

Sulla quarta figura, quella condivisa tra maggioranza e opposizione, l'unica donna su quattro giuristi, la scelta è caduta su Alessandra Sandulli, 68 anni, ordinaria di Diritto amministrativo a Roma Tre, oltre che professore ospite alla Sorbonne di Parigi, e altra figlia d'arte (suo padre, Aldo Mazzini Sandulli, è stato anche presidente della Corte Costituzionale, oltre che senatore e insigne giurista, su cui testi hanno studiato varie generazioni di studenti).

Le reazioni

Soddisfatta dell’accordo raggiunto tra le forze parlamentari, la premier Giorgia Meloni. Ha un bel dire il vicepremier Tajani, leader di Forza Italia, appena uscito dall'aula, dopo aver votato: "Avete raccontato cose che non esistevano, non so perché... Non c'è mai stato un problema sul candidato che doveva esprimere il centrodestra. Che ci fossero legittime aspirazioni sì, ma non abbiamo mai litigato nel partito. Abbiamo sempre detto sin dall'inizio e lo sapevano tutti i parlamentari che c'era un accordo di non mettere parlamentari in carica''. Sorride a lato Angelo Bonelli di Avs: "La destra ha mostrato irresponsabilità anche qui".

Un po’ pattina ed è giocoforza costretto a rimangiarsi le sue vecchie parole anche il capogruppo di FI a Palazzo Madama, Maurizio Gasparri: “È vero, certo, che feci quella dichiarazione molto tosta contro Alessandra Sandulli, non è un fake, ma come avete fatto a ripescarla? - sorride il presidente dei senatori, rivolgendosi a Repubblica - Perché lo feci? Si era espressa contro Forza Italia. Ma ormai sono passati 11 anni, dai. Diciamo che è andata in prescrizione”.

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