Ponte sullo Stretto, un altro stop: slitta il via libera di Pichetto Fratin
di Alessia Candito , Antonio FraschillaIl progetto del Ponte non ha ancora l’Autorizzazione ambientale e al momento non può quindi andare al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, per il via libera definitivo. I piani, e gli annunci, del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini subiscono un altro stop. “Cantieri entro il 2024”, aveva detto salvo dover rivedere i programmi. "Apriremo entro agosto", aveva sostenuto convinto poi, facendo saltare diverse prenotazioni in alberghi e strutture nell’area dello Stretto. “Comunque progetto al Cipess a gennaio”, aveva aggiunto. Ma ancora niente.
Si scopre infatti che il ministro Gilberto Pichetto Fratin non ha firmato il decreto conclusivo della Via-Vas, la Valutazione d’impatto ambientale/ambientale strategica, nonostante il parere favorevole (con 62 prescrizioni) dato lo scorso 14 novembre. Proprio nelle prescrizioni una parte riguardava le mitigazioni ambientali, che a quanto pare non erano sufficienti, nonostante il parere positivo. In par…
Il progetto del Ponte non ha ancora l’Autorizzazione ambientale e al momento non può quindi andare al Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, per il via libera definitivo. I piani, e gli annunci, del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini subiscono un altro stop. “Cantieri entro il 2024”, aveva detto salvo dover rivedere i programmi. "Apriremo entro agosto", aveva sostenuto convinto poi, facendo saltare diverse prenotazioni in alberghi e strutture nell’area dello Stretto. “Comunque progetto al Cipess a gennaio”, aveva aggiunto. Ma ancora niente.
Si scopre infatti che il ministro Gilberto Pichetto Fratin non ha firmato il decreto conclusivo della Via-Vas, la Valutazione d’impatto ambientale/ambientale strategica, nonostante il parere favorevole (con 62 prescrizioni) dato lo scorso 14 novembre. Proprio nelle prescrizioni una parte riguardava le mitigazioni ambientali, che a quanto pare non erano sufficienti, nonostante il parere positivo. In particolare le compensazioni destinate a mitigare gli impatti sulle aree di interesse comunitario per l’ambiente, la flora e la fauna: le cosiddette aree Sic regolate da norme europee. Cosi la società committente del Ponte, la Stretto di Messina spa, ha consegnato nuovi documenti alla commissione Via-Vas. Per una ulteriore valutazione.
Ma c’è di più. Manca al momento un elemento fondamentale che giustifichi la procedura di deroga a una serie di vincoli ambientali: “Il documento che dimostri i motivi per cui l’opera è irrinunciabile”, dicono dalla commissione Via-Vas. Questo documento, importante, deve essere frutto dell’intesa tra vari ministeri: Interno, Salute, Infrastrutture e Protezione civile. Una volta firmato questo documento occorre un passaggio al Consiglio dei ministri. Da qui il vertice convocato la scorsa settimana da Salvini, sorpreso che il progetto, come gli era stato assicurato, non possa andare subito al Cipess.
Solo fatti questi passaggi il ministro dell’Ambiente può firmare il decreto che comunque va comunicato a Bruxelles, per la parte che riguarda le compensazioni sulle aree Sic. Si tratta di una informativa, sottolineano dal governo, e non di una richiesta di parere. Ma comunque la Commissione europea potrebbe sollevare obiezioni e richiedere di modificare le compensazioni se dovesse valutarle non idonee. Soprattutto per alcune aree Sic nelle quali le compensazioni per motivi tecnici di fatto sono impossibili e occorre una sorta di deroga. Insomma, slitterà ancora il cronoprogramma sul Ponte e in questo momento non può andare al Cipess per una valutazione finale del progetto definitivo, che apre la strada al progetto esecutivo: l’unico che può far aprire i cantieri.