Ex Dc al convegno in ricordo di Marini: “Difendiamo la nostra storia”
di Gabriella CeramiCosa direbbe oggi Franco Marini alla sinistra e in particolare al Pd? A quattro anni dalla scomparsa dell’ex presidente del Senato e storico segretario della Cisl, è la domanda alla quale Pierluigi Castagnetti, Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini hanno provato a dare una risposta in un continuo collegamento tra passato e presente fatto di aneddoti, ricordi e una storia da difendere, quella del centro e del sindacato.
L’occasione è l’iniziativa dal titolo 'Franco Marini e la sinistra sociale', introdotta da Guelfo Fiore, Giorgio Merlo e Nicodemo Oliverio. In platea tanti protagonisti di quella stagione tra cui Vincenzo Scotti, Giorgio Benvenuto, Peppe Sangiorgi, Luigi Zanda, Antonello Soro, Renzo Lusetti e Silvia Costa. E il luogo non è stato certamente scelto a caso: l’Istituto Sturzo.
L’ex segretario del Pd racconta di aver ripensato a Marini di recente, proprio dopo la sua intervista rilasciata a Repubblica in cui sostiene che il centrosinistra debba marciare diviso alle pro…
Cosa direbbe oggi Franco Marini alla sinistra e in particolare al Pd? A quattro anni dalla scomparsa dell’ex presidente del Senato e storico segretario della Cisl, è la domanda alla quale Pierluigi Castagnetti, Dario Franceschini e Pier Ferdinando Casini hanno provato a dare una risposta in un continuo collegamento tra passato e presente fatto di aneddoti, ricordi e una storia da difendere, quella del centro e del sindacato.
L’occasione è l’iniziativa dal titolo 'Franco Marini e la sinistra sociale', introdotta da Guelfo Fiore, Giorgio Merlo e Nicodemo Oliverio. In platea tanti protagonisti di quella stagione tra cui Vincenzo Scotti, Giorgio Benvenuto, Peppe Sangiorgi, Luigi Zanda, Antonello Soro, Renzo Lusetti e Silvia Costa. E il luogo non è stato certamente scelto a caso: l’Istituto Sturzo.
L’ex segretario del Pd racconta di aver ripensato a Marini di recente, proprio dopo la sua intervista rilasciata a Repubblica in cui sostiene che il centrosinistra debba marciare diviso alle prossime elezioni e stringere accordi solo nei singoli collegi uninominali. “Qualcuno ha parlato di cinismo commentando la mia intervista”, racconta Franceschini. Quindi, prende come esempio Marini “che era una persona concreta, ma non cinica, passava per essere un moderato. Ma il confine tra cinismo e realismo è molto sottile. Lui era un realista capace di fare scelte molto coraggiose”.
È d’accordo il centrista Casini, adesso nel Pd: “Marini è stato un uomo di parte che ha saputo navigare controcorrente. Oggi abbiamo eletto i giudici della Consulta, possiamo compiacerci, è andata bene, ma è stato uno dei pochi momenti e questi momenti sono sempre meno”. E poi un monito, nel ricordare la nascita della Fondazione Marini, affinché venga preservata “la memoria perché significa preservare la nostra storia anche in tempi mutati”. Anche in tempi in cui sembra esserci una sintonia tra la destra di governo e la Cisl, il sindacato che un tempo rappresentava il mondo del cattolicesimo democristiano. Infine un’osservazione: “I leader politici di oggi parlano solo con sé stessi, non parlano con le persone”.
Castagnetti, che nelle scorse settimane ha radunato i centristi a Milano, guarda all'agenda del Partito Democratico e ai temi che, a suo dire, sono assenti. Come il ceto medio. I dem tornino ad occuparsi “non solo degli ultimi, ma anche dei penultimi", copyright di Paolo Gentiloni. E infatti Castagnetti sottolinea: "Secondo l'Ocse i salari medi dal 1990 al 2020 sono calati del 2,9 per cento. Trent'anni fa i salari medi erano il 3% più alti di oggi. Secondo l'Istat gli italiani sotto la soglia della povertà sono cinque milioni, quasi sei milioni, il nove per cento della popolazione. I lavoratori dipendenti a rischio povertà sono otto milioni. Di cosa deve occuparsi la politica?”. Da qui le parole che Castagnetti attribuisce idealmente a Marini: “Se ancora ci fosse Franco al partito direbbe: se vuoi vincere torna a parlare di queste cose”.
Quindi un aneddoto, che racconta chi fosse lo storico segretario della Cisl. Quando si trovò a dovere scegliere tra centrodestra e centrosinistra, al termine del congresso del 1994 “andammo a chiedergli se era sicuro della scelta di centrosinistra", ricorda Castagnetti, "e lui rispose che con gli eredi di quella gente lì", ovvero dei fascisti, "non voleva avere niente a che vedere".
Parole che Castagnetti pronuncia accanto a Sbarra, il quale, nel day after dell’assemblea alla presenza della premier, ricorda che la Cisl ha presentato “una proposta di legge sulla partecipazione che ha avviato il suo iter in Parlamento e fra qualche giorno dovrebbe andare in discussione alla Camera. Pensiamo di essere in linea con il pensiero di Franco Marini".
In realtà, secondo il Pd, questa legge è stata stravolta dalla maggioranza, come affermato dal capogruppo in commissione lavoro Arturo Scotto. Per questo i dem starebbero pensando di astenersi dal voto alla Camera e di cercare di modificare la legge al Senato. Quanto basta per tornare a domandarsi: “Cosa direbbe oggi Franco Marini?”.