Fine vita, Cattaneo: “Faremo una legge nazionale, le regioni fanno bene a incalzare il governo”
di Lorenzo De Cicco«Sul fine vita è il parlamento che deve fare una legge. E la faremo. Ogni fuga in avanti di una regione ha solo un sapore elettorale», sostiene Alessandro Cattaneo, deputato, ex capogruppo di FI alla Camera, oggi coordinatore dei dipartimenti azzurri.
Onorevole Cattaneo, le regioni si muovono perché il Parlamento è immobile da 6 anni. Anche Zaia ieri ha detto: non si può nascondere la testa sotto la sabbia…
«Infatti fanno bene le Regioni a incalzarci, ma andremmo incontro a situazioni paradossali se ci fosse una legge differente a seconda della zona d’Italia in cui ci si trova».
Dunque il Cdm impugnerà la riforma della Toscana?
«Deciderà il ministro per gli Affari regionali, insieme al governo».
Serve una legge nazionale?
«Certo, è il Parlamento che è sovrano. Già nella passata legislatura abbiamo affrontato il tema, è stata anche emotivamente una discussione densa».
Densa ma infruttuosa. Si riuscirà ad approvare un testo entro fine legislatura?
«Sì, ma intendiamoci: non è un…
«Sul fine vita è il parlamento che deve fare una legge. E la faremo. Ogni fuga in avanti di una regione ha solo un sapore elettorale», sostiene Alessandro Cattaneo, deputato, ex capogruppo di FI alla Camera, oggi coordinatore dei dipartimenti azzurri.
Onorevole Cattaneo, le regioni si muovono perché il Parlamento è immobile da 6 anni. Anche Zaia ieri ha detto: non si può nascondere la testa sotto la sabbia…
«Infatti fanno bene le Regioni a incalzarci, ma andremmo incontro a situazioni paradossali se ci fosse una legge differente a seconda della zona d’Italia in cui ci si trova».
Dunque il Cdm impugnerà la riforma della Toscana?
«Deciderà il ministro per gli Affari regionali, insieme al governo».
Serve una legge nazionale?
«Certo, è il Parlamento che è sovrano. Già nella passata legislatura abbiamo affrontato il tema, è stata anche emotivamente una discussione densa».
Densa ma infruttuosa. Si riuscirà ad approvare un testo entro fine legislatura?
«Sì, ma intendiamoci: non è un tema facile. Come FI, per noi è fondamentale fare una distinzione tra il suicidio assistito, lontano dai nostri valori, rispetto all’accanimento terapeutico, perché alcune malattie, con i progressi della ricerca, si cronicizzano e si possono trascinare per anni. Il confine è sottile».
Salvini ieri ha lanciato un sondaggio sui social. Non sarebbe utile piuttosto un vertice di maggioranza?
«Sì, dobbiamo arrivare in Parlamento dopo esserci confrontati tra di noi. Non siamo un partito unico, ma soprattutto su questioni così complesse, dobbiamo avere la maturità di trovare una sintesi alta».
FI, come la Lega, darà libertà di coscienza ai suoi eletti?
«Siamo un partito ispirato dai valori cristiani e liberali, ascoltiamo le riflessioni della Cei, siamo sempre per la difesa della vita. Spesso però FI ha lasciato libertà di coscienza sui temi etici. Il che non significa non avere una linea: anche Berlusconi ha sempre avuto il coraggio di esprimere una posizione chiara, penso al caso Englaro».
Da alleato, ha capito che linea terrà FdI?
«Anche loro non si sottrarranno al dibattito su questi temi. È giusto affrontarli, sì. Ma è giusto anche dare il tempo di maturare delle posizioni, che possono cambiare nel corso del tempo ed essere figlie di esperienze di vita ».
Dialogherete con l’opposizione?
«Sarebbe doveroso. Purtroppo, guardando all’esperienza, anche queste tematiche diventano spesso occasione di speculazione politica. Spero prevalga però uno spirito diverso. Poi ognuno risponderà alla propria coscienza più che alla disciplina di partito».