Si apre una crepa tra Lega e Forza Italia. Non bastavano i punti di vista differenti sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura o sul terzo mandato, ora anche la rottamazione delle cartelle esattoriali, annunciata da Matteo Salvini, è un nuovo terreno di scontro. Così come la patrimoniale per i super ricchi diventa un tema di frizione con le opposizioni. Per il centrosinistra il governo vuole “premiare” gli evasori. Ma anche gli azzurri sono scettici.
Salvini vuol fare sul serio e riunisce gli esperti economici del partito per redigere una proposta sulla “pace fiscale” da condividere con gli alleati e che possa “ridare ossigeno a milioni di italiani in buonafede”. Il vicepremier punta a “un accordo soddisfacente per tutti e in linea con il programma elettorale”, spiega una nota della Lega, che assicura: “I contatti con gli altri partiti di maggioranza sono già in corso e non si sono mai interrotti”.
Si apre una crepa tra Lega e Forza Italia. Non bastavano i punti di vista differenti sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura o sul terzo mandato, ora anche la rottamazione delle cartelle esattoriali, annunciata da Matteo Salvini, è un nuovo terreno di scontro. Così come la patrimoniale per i super ricchi diventa un tema di frizione con le opposizioni. Per il centrosinistra il governo vuole “premiare” gli evasori. Ma anche gli azzurri sono scettici.
Salvini vuol fare sul serio e riunisce gli esperti economici del partito per redigere una proposta sulla “pace fiscale” da condividere con gli alleati e che possa “ridare ossigeno a milioni di italiani in buonafede”. Il vicepremier punta a “un accordo soddisfacente per tutti e in linea con il programma elettorale”, spiega una nota della Lega, che assicura: “I contatti con gli altri partiti di maggioranza sono già in corso e non si sono mai interrotti”.
Forza Italia prende le distanze. Prima di tutto puntualizza che una eventuale proposta deve essere “compatibile con le risorse”, spiega il responsabile economico Maurizio Casasco: “La priorità resta il taglio dell'Irpef”. Come se non bastasse è il capogruppo azzurro in Senato, Maurizio Gasparri, a far la voce grossa: “La rottamazione è giusta ma la riduzione dell'Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 60 mila euro è un'assoluta urgenza”.
Antonio Misiani, senatore e responsabile economia del Pd, risponde dicendo che “dare una mano a chi è in condizione di comprovato bisogno è sempre importante. Il punto invece è che a destra vogliono fare l'ennesima operazione di condono indiscriminata e che tra l'altro impiegherebbe miliardi di euro di risorse pubbliche, perché la stima del costo della proposta di Salvini è di oltre 5 miliardi di euro”. Al Partito democratico, che critica la proposta, replica secca la Lega secondo cui “il Pd dimentica di aver votato analoghi provvedimenti durante i governi Renzi e Gentiloni”.
Il centrodestra sposta l’attenzione sulla patrimoniale, rilanciata però in chiave europea dal segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, secondo il quale “è molto importante costruire alleanze internazionali sul tema per una giustizia fiscale di fronte alle multinazionali". Così si scatena il fuoco di fila di Fratelli d'Italia, a cominciare dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami che attacca: “La sinistra non si smentisce mai e si conferma il partito delle tasse”.
Secco anche il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, “la patrimoniale è una ricetta sbagliata e populista che non porterebbe vantaggi economici e colpirebbe la classe media, già provata da anni difficili". Sul punto è poco convinto anche Carlo Calenda di Azione, secondo il quale "il fatto che i grandi patrimoni debbano pagare più tasse è corretto, il problema è l'applicazione”. La battaglia sul fisco si è riaccesa, prima di tutto dentro la maggioranza.