Il vertice di Parigi? "Giorgia Meloni deve decidere da che parte stare. È già arrivato così in fretta quel momento, come le dicevamo nelle settimane passate, in cui non si può stare con il piede in due scarpe". Va all’attacco la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso di un punto stampa in Abruzzo dopo aver incontrato a L’Aquila i comitati per la sicurezza delle scuole, nati a seguito del terremoto del 2009.
“In questa fase – prosegue la leader del Pd -, dopo un attacco senza precedenti da parte dell'amministrazione americana all'Unione Europea, sia sui valori sia sul poter fare a meno dell'Europa in quel negoziato" su Kiev, "bisogna decidere subito da che parte stare e l'Italia non può che stare dalla parte di un'Europa più unità è più forte che partecipa a quel negoziato da protagonista per costruire una pace giusta, dal punto di vista degli ucraini e con tutte le garanzie di sicurezza necessaria per tutta l'Unione europea e tutti i paesi membri”.
Quindi, auspica Schlein, “ci aspettiamo che oggi la presidente del Consiglio scelga da che parte stare, viste le provocazioni di Vance che è il vicepresidente degli Stati Uniti, e che si dichiari a favore di nuovi investimenti comuni europei che sia la risposta a queste provocazioni".
Una richiesta a cui si è unito il Pd con Peppe Provenzano. "L'idea di escludere l'Europa è un attacco diretto al processo di integrazione. Noi rivendichiamo la scelta di stare accanto all'Ucraina insieme alla richiesta di uno sforzo diplomatico dell'Ue. Si è aperta una voragine nell'Atlantico, ne va preso atto e reagire. Dopo l'improvvida solitaria presenza della premier Meloni alla cerimonia di insediamento di Trump, torniamo a chiedere alla premier da che parte vuole stare? Se vuole contribuire a far risorgere l'Europa o a seppellirla sotto le picconate altrui. Di questo abbiamo bisogno di un discussione politica in Parlamento".
Anche Avs e M5S hanno chiesto che la presidente del Consiglio venga a riferire in aula sugli sviluppi del conflitto in Ucraina dopo i preannunciati colloqui tra Usa e Russia. La richiesta è stata avanzata nell'aula della Camera da Nicola Fratoianni, il dem Provenzano, appunto, e Francesco Silvestri. "Io ricordo la premier Meloni dire: con Putin è inutile parlarci. È disposta a dirlo a Trump? Se la nostra posizione, come Italia, cambia a seconda di chi è presidente negli Stati Uniti, allora la maggioranza dovrà dire l'esatto contrario di quanto detto in questi tre anni", dice Silvestri in aula alla Camera. Aggiunge l'esponente M5S: "Noi ci ricordiamo le stupidaggini dette in questi anni. Noi stiamo pagando a caro prezzo questa guerra anche in termini di costi energetici. Questi temi sono dentro le nostre bollette. Noi vorremmo sentire per una volta la premier Meloni, la aspettiamo".
La leader dem poi risponde a Giuseppe Conte, presidente M5S, che in un’intervista alla Stampa ha proposto una mobilitazione contro il governo: "Per manifestare sulla questione sociale, sui salari bassi, le pensioni, le bollette, noi ci siamo, ci saremo sempre. Siamo disponibili anche a organizzarla insieme, contro la propaganda di questo governo".
La Lega resta sulla sua posizione. Che “da sempre sincera sostenitrice della pace, confida che in Europa prevalga il buonsenso, anche grazie all'azione di un governo italiano forte e compatto. Incomprensibili gli attacchi di certa sinistra contro il presidente Trump, che in poche settimane ha fatto - per la pace e la stabilità dell'intero Occidente - più di Biden in anni interi. Dopo troppi morti è l'ora di voltare pagina: il nemico non è Trump ma chi non vuole mettere fine ai conflitti", dichiarano fonti della Lega.