Cicchitto: “Le parole di Marina Berlusconi aiutano FI e governo a evitare derive pericolose”
di Matteo PucciarelliFabrizio Cicchitto
Roma — Fabrizio Cicchitto, per anni vicinissimo a Silvio Berlusconi: qual è il giudizio complessivo delle parole della figlia Marina?
«Se certe riflessioni me le fossi trovate nel 2013, non sarei mai uscito da FI. Il partito allora restò vittima di una politica estremista condizionata da Verdini e Santanchè. Ho apprezzato l’equilibrio delle sue posizioni, che sono fondamentali per Meloni stessa».
Si è trattato quasi di un manifesto politico, o no?
«Esprime una cultura politica raffinata, non mi pare di chi entra in politica in senso classico ma di chi chiede coerenza con i valori del primo Berlusconi».
Diciamo la verità: parlava anche a FI?
«Parla a 360 gradi, anche alla sinistra, visto che su alcuni punti esprime pareri di sinistra riformista garantista. E co…
Roma — Fabrizio Cicchitto, per anni vicinissimo a Silvio Berlusconi: qual è il giudizio complessivo delle parole della figlia Marina?
«Se certe riflessioni me le fossi trovate nel 2013, non sarei mai uscito da FI. Il partito allora restò vittima di una politica estremista condizionata da Verdini e Santanchè. Ho apprezzato l’equilibrio delle sue posizioni, che sono fondamentali per Meloni stessa».
Si è trattato quasi di un manifesto politico, o no?
«Esprime una cultura politica raffinata, non mi pare di chi entra in politica in senso classico ma di chi chiede coerenza con i valori del primo Berlusconi».
Diciamo la verità: parlava anche a FI?
«Parla a 360 gradi, anche alla sinistra, visto che su alcuni punti esprime pareri di sinistra riformista garantista. E con valori in linea con le posizioni di Mattarella».
Per Tajani sono benevole sollecitazioni o avvisi di possibile sfratto?
«Fossi in lui la ringraziarei, la sua linea è rafforzata».
Quindi FI ha più forza d’ora in poi per farsi sentire?
«Credo che Berlusconi voglia tornare al ruolo centrale che il padre aveva dato a FI, quando la fondò. E avverta tutto il centrodestra, in modo propositivo, dei rischi di abbracciare il trumpismo da una parte e di seguire il pezzo di partito russo a destra rappresentato dalla Lega».
Vede ambizioni politiche della manager?
«Vedo una discesa in politica ma in senso non politico, piuttosto culturale, per giocare una sua egemonia. La quale si fa non solo con gli eletti, quello avviene dopo, ma con il messaggio, le idee e analisi che lanci».
Le sue parole però sembrano anche quelle di una moderata forse insoddisfatta di un partito che va troppo a rimorchio della destra sovranista.
«Al netto di Salvini, di cui non condivido nulla, non vedo la deriva. Più che altro Berlusconi gioca in anticipo per evitarla, tra eccesso di trumpismo e mancanza di tutela del nodo decisivo dell’Ucraina».