Marina Berlusconi agita Forza Italia. Salvini le risponde: “Trump non è un bullo, merita il Nobel”
di Matteo PucciarelliMarina Berlusconi
Roma — A metà tra manifesto politico ideale e indicazione della linea da seguire per Forza Italia e il centrodestra, la lunga intervista di Marina Berlusconi al Foglio non poteva passare inosservata: dalla politica estera (alcune mosse di Trump «sono bullismo politico») ai diritti civili (sì ai matrimoni egualitari), passando per la critica al sovranismo («non può esserci sovranità nella solitudine») e alle nuove oligarchie del mondo big tech («non si era mai vista una concentrazione tale di ricchezza e potere nelle mani di così pochi»), la primogenita del Cavaliere e alla guida di Fininvest aveva messo al corrente il segretario azzurro Antonio Tajani che sarebbe intervenuta nel dibattito. Così assicurano dalle parti del vicepremier. Tanto che il vicepremier ha commentato: “Marina Berlusconi è un imprenditrice è può dire quel che le pare. Ogni sua intervista viene sempre vista in chiave politica: chissà cosa vuol dire, sconfessa questo, sconfessa quello. Non è così. È un imprenditrice…
Roma — A metà tra manifesto politico ideale e indicazione della linea da seguire per Forza Italia e il centrodestra, la lunga intervista di Marina Berlusconi al Foglio non poteva passare inosservata: dalla politica estera (alcune mosse di Trump «sono bullismo politico») ai diritti civili (sì ai matrimoni egualitari), passando per la critica al sovranismo («non può esserci sovranità nella solitudine») e alle nuove oligarchie del mondo big tech («non si era mai vista una concentrazione tale di ricchezza e potere nelle mani di così pochi»), la primogenita del Cavaliere e alla guida di Fininvest aveva messo al corrente il segretario azzurro Antonio Tajani che sarebbe intervenuta nel dibattito. Così assicurano dalle parti del vicepremier. Tanto che il vicepremier ha commentato: “Marina Berlusconi è un imprenditrice è può dire quel che le pare. Ogni sua intervista viene sempre vista in chiave politica: chissà cosa vuol dire, sconfessa questo, sconfessa quello. Non è così. È un imprenditrice e dice giustamente quel che vuole. Non è che ogni volta deve essere interpretato quel che dice”. Comunque: nessun intento egemonizzatore verso il partito fondato dal padre.
Lettura che l’area centrista e riformista contesta: «Le parole della figlia di Berlusconi sono una sveglia per Tajani», è l’opinione di Raffaella Paita (Iv). «Fi ha di che riflettere sulle sue parole. E a chiedersi come sia possibile trovarsi in un governo sostenuto dalla Lega, cioè da una forza che nega ogni parola di quelle pronunciate da Marina Berlusconi», dice Osvaldo Napoli (Azione). Benedetto Della Vedova di +Europa annota che «nel centrodestra si aprono contraddizioni e fratture, politiche e culturali, che sono positive in se stesse». In casa forzista invece c’è la fila per congratularsi con Berlusconi e rivendicare una totale comunanza di vedute. Letizia Moratti: «Il suo intervento rappresenta una visione politica capace di coniugare tradizione e innovazione». Marta Fascina: «Ha raccolto l’eredità del padre». Raffaele Nevi: «Riflessione di altissimo profilo, in cui ha descritto i mali dell’Europa e ha sottolineato la necessità che l’Unione definisca una linea chiara su tutte le questioni più importanti». Debora Bergamini: «Importante stimolo da raccogliere, per dare risposte alla società plurale». Paolo Barelli: «Marina Berlusconi è una persona seria e responsabile. In politica? Sarebbe una risorsa e sarebbe la benvenuta». Licia Ronzulli: «Lucida, equilibrata, di prospettiva».
Per la Lega risponde il vicesegretario Andrea Crippa: «Sui rapporti tra Europa e Stati Uniti non sono d’accordo con le sue dichiarazioni. In particolare sulla difesa comune, perché non credo si debbano cedere pezzi di sovranità nazionale a non so chi». E Matteo Salvini, il giorno dopo, commenta: “L'elezione di Trump cambia tutto, chi lo critica o rosica o non capisce, io penso che il nemico non sia Trump, sta facendo più lui in poche settimane che Biden in quattro anni, se uno riesce a mettere al tavolo Putin, Zelensky, Netanyahu e i Paesi Arabi, gli diamo il Nobel per la Pace, altro che bullismo".