Mosca ancora contro Mattarella, Farnesina pronta a difenderlo
di Gabriella Cerami , Tommaso CiriacoRoma — «Non rimarrà senza conseguenze» il paragone tra la Russia e la Germania nazista pronunciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’università di Marsiglia lo scorso 5 febbraio. Mosca torna ad attaccare l’Italia, ancora una volta attraverso le parole di Maria Zakharova. Se il 14 febbraio la portavoce del ministro degli Esteri russo aveva definito «invenzioni blasfeme» quelle del capo dello Stato, ieri si è spinta addirittura oltre.
Stavolta non punta a colpire solo il presidente della Repubblica, ma si concentra sull’Italia. Con parole che sembrano voler lanciare un avvertimento: «Mattarella è il presidente di un Paese che storicamente è stato tra coloro che hanno attaccato la Russia», dice Zakharova. Il set scelto per questa nuova presa di posizione è il programma del giornalista filo-Cremlino Vladimir Solovyov, andato in onda sul canale Rossiya-1. Come se non bastasse, la portavoce posta una clip dell’intervento anche sul suo canale Telegram.
Zakharova è se…
Roma — «Non rimarrà senza conseguenze» il paragone tra la Russia e la Germania nazista pronunciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’università di Marsiglia lo scorso 5 febbraio. Mosca torna ad attaccare l’Italia, ancora una volta attraverso le parole di Maria Zakharova. Se il 14 febbraio la portavoce del ministro degli Esteri russo aveva definito «invenzioni blasfeme» quelle del capo dello Stato, ieri si è spinta addirittura oltre.
Stavolta non punta a colpire solo il presidente della Repubblica, ma si concentra sull’Italia. Con parole che sembrano voler lanciare un avvertimento: «Mattarella è il presidente di un Paese che storicamente è stato tra coloro che hanno attaccato la Russia», dice Zakharova. Il set scelto per questa nuova presa di posizione è il programma del giornalista filo-Cremlino Vladimir Solovyov, andato in onda sul canale Rossiya-1. Come se non bastasse, la portavoce posta una clip dell’intervento anche sul suo canale Telegram.
Zakharova è senza limiti: «Purtroppo - sostiene - l’Italia è il Paese in cui è nato il fascismo». E secondo la funzionaria russa, Mattarella «non può fare a meno di sapere quanti soldati italiani hanno ucciso i nostri nonni e bisnonni sul nostro territorio durante la Seconda guerra mondiale sotto le bandiere e gli slogan nazisti».
La solidarietà al presidente della Repubblica è bipartisan. Con un’ovazione che il Pd, e poi tutti i deputati presenti, decidono di tributare dall’emiciclo di Montecitorio. Fratelli d’Italia si affida ai capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan per rinnovare «la stima e la solidarietà» al capo dello Stato, mentre Forza Italia sui social intima: «Basta attacchi al presidente Mattarella. Ogni esternazione contro il nostro capo dello Stato è un attacco all’Italia e alla sua democrazia che deve essere condannato fermamente». Anche il leghista Paolo Formentini ricorda che il Carroccio «era, è e sarà sempre, in difesa della sovranità nazionale», ribadendo «la solidarietà al capo dello Stato».
Ma a differenza della volta scorsa, quando la premier Giorgia Meloni aveva immediatamente difeso Mattarella, il governo cambia strategia. L’esecutivo sceglie la strada del silenzio, mentre le opposizioni premono, chiedendo di agire: la solidarietà non basta più, è la linea, ora serve una reazione formale contro il Cremlino. E la convocazione dell’ambasciatore russo in Italia.
In effetti, sul fronte diplomatico non si registra ancora una reazione formale. La ragione non è legata a disattenzione o sottovalutazione degli attacchi al capo dello Stato, ma è frutto del basso profilo sull’intera vicenda concordato con il Colle. L’obiettivo è quello di non ingigantire un atto, quello di Zakharova, considerata niente più di una funzionaria. E dunque, se questo è l’approccio, anche l’eventuale contromossa deve essere coerente. Questo però non significa che l’esecutivo resterà inerte. È anzi possibile che nelle prossime ore – o comunque nei prossimi giorni - la Farnesina convochi l’ambasciatore russo a Roma. Se dovesse farlo, lo farà però con un obiettivo circoscritto: reclamare spiegazioni più dettagliate utili a chiarire a nome di chi parli la stessa Zakharova.
Non solo: se il ministero degli Esteri dovesse procedere su questa strada, lo farà senza dare pubblicità alla convocazione. In altri termini, non renderà nota la decisione, né confermerà ufficialmente la circostanza. Anche in questo caso, per mantenere il profilo concordato con il Colle.
All’attacco verbale di Zakharova segue quello cibernetico. Gli hacker filorussi di Noname057(16) prendono di mira i siti di banche ed aziende di trasporti italiani: Intesa San Paolo, l’aeroporto di Malpensa, l’azienda Acque veronesi, la compagnia di autobus di Siena, l’aeroporto di Linate, l’amministrazione del sistema portuale dell’Adriatico Orientale, l’Autorità dei trasporti, il porto di Trieste e quello di Taranto. Tutto, rivendicano, per reagire a Mattarella, definito il «russofobo» che «ha tracciato parallelismi storici tra la Federazione Russa ed il Terzo Reich». L’impatto sui target colpiti è però limitato. E l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale si attiva per fornire supporto per la mitigazione delle conseguenze. Adesso toccherà alla Polizia postale mettere nero su bianco una prima informativa che sarà trasmessa alla procura di Roma per rintracciare i responsabili del sabotaggio ai danni dell’Italia.