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I quattro nuovi giudici della Consulta al Quirinale: il giuramento da Mattarella con Meloni

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Sandulli, Luciani, Marini e Cassineli eletti dal Parlamento ins eduta comune lo scorso 13 febbraio dopo l’intesa tra maggioranza e opposizione
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Aria solenne delle grandi occasioni. E c’è, più compatto del solito, il fronte dei massimi vertici istituzionali al fianco del presidente Mattarella per il giuramento dei neo-giudici della Corte Costituzionale nelle mani del capo dello Stato. Così i professori Maria Alessandra Sandulli, Massimo Luciani e Francesco Saverio Marini, e l’avvocato Roberto Cassinelli, eletti dal Parlamento in seduta comune il 13 febbraio dopo l’intesa tra maggioranza e opposizione, salgono al Colle e davanti al capo dello Stato pronunciano la formula di rito che li immetterà nelle loro funzioni di membri della Consulta.

L’emozione inevitabile è condivisa con i familiari che li accompagnano al Quirinale, e poi, a margine con Mattarella resta il tempo di un brindisi, con gli auguri di buon lavoro, e le sincere parole di ammirazione verso il presidente. Arrivano, tra gli altri, anche gli ex presidenti della Corte, come Silvana Sciarra e Gio…

Aria solenne delle grandi occasioni. E c’è, più compatto del solito, il fronte dei massimi vertici istituzionali al fianco del presidente Mattarella per il giuramento dei neo-giudici della Corte Costituzionale nelle mani del capo dello Stato. Così i professori Maria Alessandra Sandulli, Massimo Luciani e Francesco Saverio Marini, e l’avvocato Roberto Cassinelli, eletti dal Parlamento in seduta comune il 13 febbraio dopo l’intesa tra maggioranza e opposizione, salgono al Colle e davanti al capo dello Stato pronunciano la formula di rito che li immetterà nelle loro funzioni di membri della Consulta.

L’emozione inevitabile è condivisa con i familiari che li accompagnano al Quirinale, e poi, a margine con Mattarella resta il tempo di un brindisi, con gli auguri di buon lavoro, e le sincere parole di ammirazione verso il presidente. Arrivano, tra gli altri, anche gli ex presidenti della Corte, come Silvana Sciarra e Giovanni Maria Flick. Mentre in prima fila c’è naturalmente l’attuale vertice della Consulta, Giovanni Amoroso, e tutti gli altri membri della Corte. Da lunedì, con il plenum pienamente ripristinato a 15, dopo ben 466 giorni, si ritroveranno insieme al lavoro. Si attendono dalla Consulta importanti decisioni, tra la primavera e l’estate, intorno a temi che impattano su economia, politica, diritti. Ma naturalmente i nuovi giudici non potranno partecipare “in corsa” alle decisioni in scadenza, non avendo seguito l’avvio della procedura. Saranno invece pienamente coinvolti in quelle decisioni relative alle udienze iniziali che li vedrà presenti. Formando così il collegio che, di volta in volta, dovrà affrontare le questioni poste.

Alla mattinata del giuramento hanno partecipato, oltre alla premier Meloni, i presidenti del Senato e della Camera, La Russa e Fontana, il ministro della Giustizia Nordio, la prima presidente della Cassazione, Cassano, il procuratore generale, Salvato, il vice presidente del Csm, Pinelli, l’avvocato generale dello Stato, Palmieri Sandulli, con il vertice del Consiglio nazionale forense, Greco e il presidente della Corte dei conti, Carlino.

Profili diversi per i giudici neoeletti, che vengono dal mondo accademico, ma anche dalle professioni o da esperienze politiche. Francesco Savero Marini, già ordinario di diritto pubblico presso l’università di Tor Vergata, è stato consigliere giuridico di Meloni, non a caso è considerato “papà” del premierato, ed ha già fatto sapere che si asterrebbe nel caso di decisioni che riguarderebbero quella riforma costituzionale; Roberto Cassinelli, avvocato cassazionista, è stato deputato e senatore tra le fila dei berlusconiani; Massimo Luciani, professore emerito di diritto pubblico all’università La Sapienza, è accademico dei Lincei, è vicino all’area dem e da giurista ha sostenuto, tra le altre, la battaglia contro l’Autonomia differenziata (poi smantellata dalla Consulta) ; mentre Maria Alessandra Sandulli, scelta come profilo condiviso tra destra e sinistra, vicina a Conte, è professoressa ordinaria di diritto amministrativo all’università Roma Tre.

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